domenica, 18 novembre 2018
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Opinioni e commenti
 

Marco Andreini
La sinistra ha cancellato la cultura laica
Pubblicato il 20-03-2018


Le elezioni del 4 marzo hanno sicuramente determinato la fine della seconda repubblica,ma hanno anche sancito che l’unico raggruppamento che si era messo in salvo dal terremoto di tangentopoli e cioè il Pd, nato con una fusione a freddo tra ex comunisti ed ex democristiani della sinistra cattolica di fatto è imploso. Questa drammatica elezione non è altro che la fine politica di una cosa che brillantemente da D’Alema venne definito un amalgama mal riuscito. È stato completamente smarrito dai vari gruppi dirigenti del Pd che si sono succeduti quello che fu il connotato principale dei partiti nati dal movimento dei lavoratori, e cioè il rapporto con il popolo di riferimento e con il territorio.
Quella fusione a freddo che fu il Pd, tenne scientificamente fuori dalla sua costruzione la cultura del Socialismo,la cultura che aveva vinto nella competizione a sinistra e che aveva combattuto il comunismo dei vari Marchais, Berlinguer, Carrillo e co., nonostante tutta l’intellighenzia del paese tifasse apertamente per il Pci e per quella che al tempo era la sinistra democristiana erede di Dossetti. Il Pci di allora era un forte partito di massa in attesa del sol dell’avvenir e per queste ragioni con una endemica ripulsa verso qualsiasi scelta politica di governo. Contro la Nato e allineato di fatto con i nemici del paese. Un partito che colpito dalla vicenda Cilena inventò persino la teoria del compromesso storico che altro non era che l’anticipazione teorica del progetto Pd. In questo preciso disegno degli eredi di quel Pci la cultura laica e socialista che aveva dato vita alle più grandi riforme dalla casa, alla scuola, dal lavoro, alla famiglia e ai diritti civili andava emarginata e cancellata dai libri di storia. Ma la forza di quel partito era data soprattutto dal fatto che era stata applicata alla società scientificamente la pratica gramsciana dell’egemonia per cui tutti gli intellettuali più importanti, tutto il mondo della scuola e dell’università, la magistratura, i mass media erano in piena sintonia con l’operato del partito. Così come il mondo del sindacato, il mondo dell’artigianato, della cooperazione rappresentavano soprattutto in Emilia Toscana, la loro reale e inattaccabile base di consenso. È tutto questo sistema che di fatto è saltato il 4 marzo e pensare di ricostruire il centro sinistra come nulla fosse accaduto ci porterà ad una debacle come accaduto con il Pasok greco.
Il Psi se vuole sopravvivere, se vuole aiutare la sinistra a rinascere ha solo un compito ed è quello di riscrivere l’intero vocabolario della sinistra e per farlo non deve avere alcun steccato e non deve chiedere il permesso a nessuno, partendo proprio dalle prossime elezioni amministrative. E soprattutto ciò che dovrebbe fare è avere orizzonti molto più ampi della solita trita e ritrita diaspora del socialismo. Lo sguardo va rivolto al mondo del lavoro, alle partite Iva, ai piccoli artigiani al mondo vero e non finto della cooperazione. Continuare a guardarsi nello specchio e rimembrare i fasti del passato aiuta solo ad avvicinarsi a grande velocità alla fine di una esperienza politica che non nasce a Genova, nella fine dell’800, ma a Montecatini nel 2008. Se qualcuno cominciasse a capirlo non sarebbe male.

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Commenti all'articolo
  1. Io credo che la questione non sia tanto il pensare alla “solita trita e ritrita diaspora del socialismo”, oppure il “continuare a guardarsi nello specchio”, ma piuttosto quella di tradurre in proposte concrete e realistiche l’attenzione rivolta “al mondo del lavoro, alle partite Iva, ai piccoli artigiani….”, non fermarsi cioè ai soli pronunciamenti di principio.

    Se saranno buone e credibili proposte, è possibile che possano riscuotere l’interesse degli elettori, e far non solo sopravvivere i socialisti, ma farli semmai riprendere, e il guardarsi allo specchio potrà ricordare ai socialisti, che a loro volta potranno rammentarlo ad altri, che il “vecchio” PSI sapeva dar risposte ai problemi, o almeno puntava a farlo.

    Paolo B. 21.03.2018

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