mercoledì, 19 dicembre 2018
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

Marco Andreini
Lettera aperta al Segretario
Pubblicato il 06-03-2018


Caro Segretario

Siccome non hai ritenuto utile sentire ancora il parere dei tuoi membri di segreteria, approfitto del nostro giornale on line per dirti qui quello che ti avrei detto in Segreteria nazionale.
Tu hai preso in mano la guida del partito nel 2008 a Montecatini dopo il disastro elettorale, il sottoscritto che non aveva aderito alllo Sdi, non ti votò perché faceva riferimento al progetto nato a Bertinoro e votò Pia, e ricordo che tanti di quelli che oggi strepitano ti votarono, rammento fra gli altri il mio amico Franco Bartolomei e il buon Angelo Sollazzo.
Dopo 10 anni, credo sia opportuno fare un bilancio della tua gestione e del partito.
In qualsiasi azienda, ma anche nei partiti è giusto e doveroso fare il bilancio del proprio operato. E ciò dovrebbe essere fatto indipendentemente dalle persone che ti invitano a farlo, né più ne meno come ha fatto Renzi, pur a suo modo, constatando il totale fallimento del suo progetto.
Certo tu potrai dire a tuo vanto di aver ottenuto un gran risultato ad Arezzo, ed hai perfettamente ragione,credo sia una tua vera vittoria personale e tanti non avrebbero avuto il coraggio di accettare quel collegio.
Ma tu sei il segretario di un partito che con un nome storico ha subito un disastro elettorale ben più grave di quello pur disastroso subito nel 2008 da Boselli, considerando anche l’endorsement di Prodi, tralascio il risultato ottenuto nelle regionali di Lombardia e Lazio, dove il Buon Fichera avrebbe strameritato di essere eletto.
Avrei preferito e lo avrebbero preferito tutti i compagni che si sono comunque impegnati nelle elezioni di leggere due tue parole di ringraziamento, invece le abbiamo lette rivolte ai 100.000 cittadini che ti hanno votato ad Arezzo 88.000 del Pd e solo 1887 della nostra lista.
Avrei preferito una assunzione di responsabilità vera nei confronti del partito,la ritenevo doverosa,avrei preferito un tuo messaggio che dicesse, cari compagni ci vediamo a Roma per discutere sul dopo elezioni e vi anticipo che mi dedicherò al mio ruolo in Parlamento passando la mano e avviando un percorso pari e identico a quello che si é aperto nel Pd.Invece solo silenzi e riunioni esterne agli organismi.
Il mio caro amico Segretario regionale della Liguria mi ha detto che è sbagliato addossarti tutte le colpe e che tutti noi del gruppo dirigente dovevamo condividerle. Sono come spesso capita d’accordo con lui da sempre ritengo che il suo impegno debba essere svolto a Roma e non in Liguria,ma se mi é consentito scriverlo,sono stato fra i pochi a lavorare per un progetto politico vero, come nel passato lavorai per creare Sel ,sono stato tra i pochi a chiedere un rapporto con Campo progressista perché ero convinto che il pd era in caduta libera e pensavo si dovesse mettere in piedi un soggetto politico alleato, ma competitivo con il pd.
E questo subito dopo piazza santi apostoli e prima che nascesse Liberi e uguali.
Non è stato possibile farlo perché purtroppo così come è stato fatto con la lista +Europa le carte le ha date Renzi portandoci tutti nel baratro. Per tutte queste ragioni ti chiedo di lasciare la guida del partito e di consentirci insieme ai tanti giovani bravi che abbiamo di avviare da subito una nuova gestione del partito che sappia cogliere e valorizzare il lavoro svolto nei territori. La slavina non si può fermare con le mani ma ai progetti politici si può e si deve lavorare da tempo e pur in un disastro epocale che di fatto mette in discussione il valore stesso dei partiti della sinistra a livello mondiale, rimane il fatto che l’allenatore deve ringraziare i giocatori per l’impegno al di là del risultato e come accaduto nel Milan, che ora sta volando, per il bene della sua comunità, deve saper anche fare un passo indietro.

Marco Andreini

Angela Merkel bce Berlusconi bersani CGIL crisi Donald Trump elezioni Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Inps ISTAT italia lavoro Lega legge elettorale Luigi di Maio M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Matteo Salvini Nencini Onu Oreste Pastorelli Paolo Gentiloni pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia senato Sergio Mattarella Silvio Berlusconi UE UIL Unione europea USA



Lascia un commento