sabato, 17 novembre 2018
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Opinioni e commenti
 

Biagi. Pisani, scritte vergognose, Modena le cancelli
Pubblicato il 19-03-2018


bici_biagi-11“Vergognose e ripugnanti le scritte di oggi sui muri della facoltà di Economia a Modena. A sedici anni dall’assassinio, ricordare Marco Biagi non è un mero rituale ma un atto dovuto. Solidarietà mia e del PSI alla famiglia. L’Università e il Comune di Modena le cancellino subito”, lo afferma Maria Cristina Pisani, portavoce del Partito Socialista. In occasione del sedicesimo anniversario dell’uccisione da parte delle nuove Brigate rosse del giuslavorista Marco Biagi sui muri della facoltà di economia di Modena, sono comparse scritte ingiuriose, proprio lì, dove Biagi insegnava e dove sono in programma iniziative per ricordarlo. “La comunità accademica di Unimore è profondamente turbata per le ingiuriose scritte comparse stamane sui muri del Foro Boario, che offendevano la memoria del professor Marco Biagi”, dice il rettore dell’Università di Modena e Reggio Emilia Angelo Andrisano rivolgendosi, a nome suo e dell’intero Ateneo, alla vedova Biagi, ai figli e ad a tutti i famigliari del giuslavorista per esprimere “la nostra ferma condanna per un episodio che si iscrive in un clima di odio che da sempre accompagna in alcune frange, fortunatamente marginali, della società il ricordo di un intellettuale che ha servito con generosità lo Stato e che si è speso per l’inclusione dei giovani nel mondo del lavoro”.
A margine del ricordo del padre nell’anniversario del suo omicidio, Lorenzo Biagi ha commentato le parole dell’ex Br Barbara Balzerani che aveva detto che quello della vittima era diventato “un mestiere”. “Il monopolio della parola non lo vogliamo avere noi vittime – ha detto il figlio del giuslavorista ucciso nel 2002 – ma non lo dovrebbero avere di certo loro che sono solamente degli assassini e dovrebbero tacere e basta”. “Provo un grande disgusto nei confronti di questa frase anche perché offende noi vittime e tutte le persone che hanno sofferto”, dice il figlio del Professor Biagi. “Io, ad esempio, come figlio di Marco Biagi e come vittima penso che ci dovrebbe essere più rispetto nei confronti di noi vittime perché una farse del genere credo che sia completamente irrispettosa nei nostri confronti”.
Ma le accuse di Lorenzo Biagi sono anche rivolte allo Stato, colpevole di non aver protetto il padre. “Lo Stato ha abbandonato mio padre. Mio padre aveva una scorta fino a pochi mesi prima di essere ucciso, fino al novembre del 2001. Per cui penso che il fatto che gli sia stata tolta senza motivo o comunque con una grande sottovalutazione del pericolo sia una cosa molto grave”. A sedici anni dalla scomparsa di Biagi, fa ancora discutere la mancata scorta al giuslavorista ucciso a Bologna dalla Nuove Br. “Spero – ha aggiunto Lorenzo a margine del ricordo del padre a pochi metri dal luogo dell’omicida – che questo non capiti più ad altre persone o altre figure come lui”.

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