lunedì, 21 maggio 2018
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Opinioni e commenti
 

Maurizio Bolognetti
A ciascuno il suo
Pubblicato il 02-03-2018


Verrebbe da chiedersi: ma a chi rischiamo di affidare questo nostro Bel Paese?

Leggo un commento del “Populista” in cui ci si fa beffe della nonviolenza e delle ragioni della nonviolenza e vengo assalito da una sensazione di gelo, di vuoto, di assenza di pensiero, empatia, verrebbe da dire di umanità.

Urlare, inveire, blaterare slogan, aizzare le folle, alimentare odi e paure. Apprendisti stregoni stanno prendendo d’assalto i banchi di Montecitorio, Palazzo Madama, Palazzo Chigi e il Palazzo del Quirinale.

Che dire? Mentre qualcuno si fa bellamente beffa dell’art. 92 della Costituzione, noi militanti della nonviolenza continuiamo a dar corpo alla nostra fame di Diritto, Diritti, Legalità costituzionale.

In queste ore più che mai viene da citare quel Marco Pannella che nel 1995 affermava: “Noi diamo letteralmente corpo alle nostre convinzioni. Ma questo può farlo qualsiasi fanatico. Ma noi diamo letteralmente corpo alla legge, alle leggi, perché il potere che le impone, esso stesso le applichi e le rispetti. Così, armati di nonviolenza, con i nostri corpi chiediamo ascolto e rispetto per la vita del diritto e il diritto alla vita”.

A ciascuno il suo.

Maurizio Bolognetti
Capolista al Senato per e con Insieme e Segretario di Radicali Lucani
(in sciopero della fame dal 26 febbraio per l’attuazione della riforma dell’Ordinamento penitenziario e per il diritto a poter conoscere per deliberare).

 

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Commenti all'articolo
  1. Potrei aver frainteso il senso di queste righe, e se così fosse me ne scuso fin da subito con l’Autore, ma non riesco francamente a comprendere il nesso intercorrente tra la “nonviolenza” e l’art. 92 della nostra Costituzione, né mi sembra, da quanto riesco a vedere e a capire, che i cosiddetti partiti “populisti” soffino sul fuoco della “violenza”, aizzando e incitando le folle a praticarla.

    Se ci sono forze politiche che intendono rappresentare le preoccupazioni e i timori che salgono dalla nostra società, ossia stati d’animo che in non pochi stanno provando, rispetto all’andamento delle cose, a me non pare che sia un “alimentare odi e paure”, e ho altresì l’impressione che a forza di tirare in ballo il populismo, coi relativi rischi, potrebbe anche finire come il “gridare al lupo”.

    Paolo B. 02.03.2018

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