mercoledì, 19 settembre 2018
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Opinioni e commenti
 

Ok Consulta e Popolare di Sondrio sale in borsa
Pubblicato il 22-03-2018


La Banca Popolare di Sondrio sale del 3,9% in Piazza Affari, dopo la decisione di ieri della Consulta, che ha ‘promosso’ la riforma delle banche popolari. Il titolo ha quindi invertito la rotta, dopo essere stato in perdita per tre sedute consecutive. Ieri la Corte Costituzionale ha rigettato tutte le questioni di legittimità sollevate contro la riforma delle banche popolari che prevede la trasformazione in Spapopolare-di-sondrio-640x342 per gli istituti con oltre 8 miliardi di attivi. Per Pop Sondrio, che insieme alla Popolare di Bari, non aveva ottemperato alla riforma dopo che il Consiglio di Stato aveva sollevato questioni di legittimità congelando il termine previsto di fine dicembre, si riapre la strada per la trasformazione in Spa che renderebbe la banca più contendibile. E anche se il titolo dell’istituto valtellinese è in rialzo del 4% circa a 3,31 euro ai massimi da inizio mese con scambi sostenuti e a fronte di un andamento debole dell’indice di borsa FTSE Mib (-0,6%) e del paniere dei bancari italiani (-0,7%), resta la preoccupazione. Gli effetti non sono stati dei migliori, con Banca Etruria, Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca finite in dissesto, altre due – Pop Bari e Pop Sondrio – gettate in un limbo in attesa della Consulta e le altre cinque che devono fare i conti con i fondi esteri attratti dalle “sofferenze” (i crediti inesigibili) che in alcuni casi, come Creval e Ubi, sono ormai maggioranza. Con una decisione per alcuni analisti inattesa la Corte Costituzionale ha bocciato integralmente i ricorsi presentati da alcuni soci di minoranza contro la legge del 2015 che impone alle banche popolari con un attivo superiore a 8 miliardi di euro di trasformarsi in Spa. La bocciatura riguarda sia l’aspetto relativo alla costituzionalità del decreto ma anche quello sulla limitazione o rinvio sine die del diritto di recesso, che è disciplinata da un regolamento di Banca d’Italia.
Secondo Palazzo Spada il governo aveva violato la Carta scegliendo di usare un decreto legge senza che vi fossero “i caratteri di necessità e urgenza”, così come il meccanismo usato per blindare le trasformazioni in Spa bloccando il diritto di recesso ai soci contrari; scelta peraltro affidata a norme attuative scritte da Bankitalia grazie a una sorta di “delega in bianco” a un istituto “privo di legittimazione democratica. Per la Consulta, invece, tutto è rimasto nell’alveo della Costituzione. Il Consiglio di Stato ha invece cancellato il divieto imposto da Bankitalia ai soci degli istituti di creare una holding cooperativa per controllare le banche. La trasformazione in Spa per la Pop di Sondrio, adesso non più rinviabile, era stata congelata in attesa della pronuncia della Consulta. “A questo punto secondo noi è ipotizzabile che in un paio di mesi BP Sondrio convochi l’assemblea straordinaria per trasformarsi in Spa”, sostiene Equita Sim.

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