domenica, 15 luglio 2018
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Opinioni e commenti
 

Tregua elettorale europea sui conti italiani
Pubblicato il 12-03-2018


pier-carlo-padoan-e-valdis-dombrovskisLa situazione non è rosea per il BelPaese, lo hanno capito anche a Bruxelles, così per l’Italia il conto è stato posticipato. “Ci sono stati casi di altri Paesi in cui si è atteso l’arrivo di un nuovo Governo prima di esprimere un giudizio definitivo, mi sembra che da parte della Commissione ci siano tutti gli estremi per facilitare questa transizione”, afferma il ministro dell’economia Pier Carlo Padoan a chi gli chiedeva se la Commissione europea aspetterà il nuovo Governo prima di dare un giudizio definitivo sui conti pubblici.
Il ministro dell’economia Pier Carlo Padoan ha avuto un bilaterale con il vicepresidente Dombrovskis, al quale ha ribadito che il Governo sta lavorando esclusivamente “sul quadro tendenziale, che comprende gli aggiornamenti in base alla variazione delle variabili esogene dell’economia mondiale e alle nuove proiezioni del pil della finanza pubblica definite in base a questo quadro”. Quindi “non ci saranno da parte de governo uscente ipotesi programmatiche perché questo non è compito del Governo uscente ma del prossimo”. Riguardo al nuovo esecutivo poi il ministro spiega: “ci sono stati casi di altri Paesi in cui si è atteso l’arrivo di un nuovo Governo prima di esprimere un giudizio definitivo, mi sembra che da parte della Commissione ci siano tutti gli estremi per facilitare questa transizione”.
Padoan ha voluto ribadirlo perché il tema è stato “stato oggetto di confusione e ambiguità negli ultimi giorni”. Lercio le proposte lanciate da Lega e M5s per il Def del 10 aprile resteranno confinate nel dibattito parlamentare. “Le forze politiche sono sovrane – spiega il ministro – il documento verrà presentato al parlamento e ci sarà un dibattito, per quanto mi riguarda il compito del governo uscente si ferma al tendenziale”. Insomma, se entro il 10 aprile non si sarà formato un nuovo governo sarà il governo Gentiloni a mandare all’Europa un Def snello con il solo quadro tendenziale. Sarà poi il nuovo governo, quando si sarà insediato, a inviare una integrazione o a trasmettere il proprio quadro programmatico a settembre con la Nota di variazione.

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