mercoledì, 22 agosto 2018
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Opinioni e commenti
 

Pavia, Padova e Firenze. Timori e cronaca ‘nera’
Pubblicato il 05-03-2018


ponte vespucciL’Italia delle lotte ‘intestine’ tra le fazioni, della rivalsa e della xenofobia si riaffaccia in questi giorni tra consultazioni elettorali e il ritorno di episodi gravi.
Il primo è quello che si è verificato a Pavia qualche giorno fa. Durante un Raid notturno in città sono state “marchiate” le case di decine di antifascisti con un adesivo sul citofono o direttamente sulla porta dell’abitazione con l’adesivo «Qui vive un antifascista» stampato con caratteri solitamente utilizzati da formazioni di estrema destra e il simbolo «antifa» barrato, come un divieto. Tra le case nel mirino quella dell’assessore alla Cultura Giacomo Galazzo, esponente di LeU, della consigliera comunale di maggioranza Silvia Chierico, di alcuni membri dell’Anpi locale e della Rete antifascista.
Questa notte invece alcuni sconosciuti hanno appiccato il fuoco a Padova alla porta d’ingresso di una moschea in via Turazza, in zona Stanga. Ci sarebbe l’immagine di un uomo incappucciato che, accesa una sigaretta, butta un fiammifero davanti alla porta del centro islamico nel video di una telecamera di sicurezza vicina alla moschea. L’incendio, di lieve entità, è stato spento velocemente. Gli investigatori hanno accertato che si è trattato di un atto doloso, scovando tracce di un liquido accelerante, forse benzina.
Infine stamattina a Firenze, vicino a Ponte Vespucci, nei pressi del consolato USA: un uomo ha sparato ed ucciso con dei colpi di pistola un altro uomo, la vittima è un senegalese di 54 anni raggiunto da più colpi di arma da fuoco.
All’inizio si era pensato a un omicidio come quello di Traini di Macerata, ma a quanto si apprende l’omicida, Roberto Pirrone, un italiano di 65 anni incensurato, secondo quanto emerso intendeva suicidarsi e poi ha finito con lo sparare e uccidere a caso, avrebbe esploso diversi colpi di pistola, con una Beretta che deteneva regolarmente, colpendo il senegalese all’altezza del torace.
Adesso una ventina di senegalesi sta bloccando una carreggiata del ponte Vespucci per esprimere la loro rabbia per l’accaduto.

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