venerdì, 21 settembre 2018
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Opinioni e commenti
 

PERICOLO GRIGIO VERDE
Pubblicato il 15-03-2018


salvini-di-maioUna sorta di prova generale di ciò che potrebbe avvenire nelle prossime settimane. La prospettiva di un accordo grigio verde che vada oltre la spartizione delle presidenze delle Camere diventa una ipotesi possibile. Un accordo che romperebbe in una sola volta promesse annunciate come solenni. Quella della Lega e della sua lealtà a Berlusconi e quelle dei Cinquestelle che della autosufficienza avevano fatto un mantra, velocemente superato negli ultimi mesi, tanto da convertire lo stesso Di Maio da nemico giurato dell’Europa a suo sostenitore. Basta vedere le capriole compute in poche settimane sull’Euro. Ma Salvini fa intendere che Berlusconi stia allentando le sue posizioni tanto che alla domanda se Berlusconi abbia chiuso ai 5 Stelle, risponde: “Non mi sembra. Stiamo ragionando sui programmi”.

Le trattative sui presidenti delle Camere rappresentano la base di partenza per creare una maggioranza in grado di sostenere un governo. Ieri i primi contatti tra i Di Maio e Salvini  in cui si sono riconosciuti reciprocamente la vittoria che però passa, secondo Di Maio, attraverso “l’attribuzione al  MoVimento della presidenza della Camera dei Deputati” in quanto l’M5S è “la prima forza politica del Paese”.   Anche Salvini, conclude Di Maio, “ha riconosciuto il nostro straordinario risultato, e io ho riconosciuto il successo  elettorale ottenuto dalla Lega”. Sembra l’inizio di una luna di miele. Tanto che Giorgia Meloni usa l’ironia verso i sui alleati: “Ora capisco perché Berlusconi e  Salvini non sono venuti alla manifestazione anti-inciucio.  Evidentemente non era un problema di agenda…”. Salvini afferma di parlare e di muoversi come leader non solo della Lega ma del centro destra. Oggi i Cinquestelle hanno ribadito che la presidenza della Camera spetta a loro “perché vogliamo che alla Camera”, che ha un numero maggiore di parlamentari, “si parta con la delibera sui vitalizi”.

Il centro sinistra la momento è in attesa di conoscere le proposte sulle presidenze. “Il Pd non chiede niente ma se i profili sono adeguati non c’è preclusione a votare nomi proposti da chi ha vinto le elezioni se sono all’altezza del ruolo” afferma a nome del Pd Ettore Rosato parlando con i giornalisti alla Camera.

Intanto il premier Paolo Gentiloni ai  giornalisti che gli chiedevano un commento sui timori per l’instabilità dell’Italia ha risposto che “bisogna avere fiducia nel Paese”. Fiducia che arriva anche da Fitch rialza stime Pil Italia, +1,5%. Un segnale evidente che il governo Gentiloni ha lavorato bene in questi mesi riuscendo ad agganciare la ripresa internazionale. Ma i timori sono per il futuro. Il risultato delle elezioni politiche del 4 marzo in Italia, si legge in una nota degli analisti di Fitch in un report sull’Italia,  è che “la formazione di un governo stabile è molto difficile e aumenta l’incertezza sul futuro corso della politica economica e fiscale” del Paese.

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