martedì, 13 novembre 2018
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Opinioni e commenti
 

Predicatori di sventure
Pubblicato il 13-03-2018


“Con l’approssimarsi della fine del 2017 il settore manifatturiero in Italia ha registrato un tasso di crescita impressionante…”, parole di Paul Smith direttore di IHS Markit Pmi, una citazione presa a caso tra gli osservatori stranieri. Ma non c’è un indicatore che non sia orientato in senso positivo delineando una situazione complessiva in continuo e quindi strutturale miglioramento. Ma nei nostri dibattiti televisivi quali erano (e continuano ad essere) i messaggi agli spettatori? Tutta la catena di La 7 (Floris, Formigli, Paragone, la Gruber, etc) Rai 3 con in testa la Berlinguer, le reti Mediaset, tutti a rappresentare una situazione di crisi profonda e insopportabile. Nei dibattiti sempre la stessa compagnia di giro con la sistematica presenza dei “predicatori di sventure” del “Fatto quotidiano”, con l’affabulatore Travaglio a fare la parte del leone in tutte le trasmissioni. Anche la presenza dei politici, dovendo seguire il criterio pluralista risultava sempre squilibrato a favore delle opposizioni che erano tante a fronte del partito governativo. Rara la presenza di un economista equilibrato o di un rappresentante di un centro studi di economia che potesse rappresentare la situazione vera in cui si trovava il Paese.

La percezione da parte dell’opinione pubblica delle condizioni generali è risultata completamente falsata. Frasi come queste rimaste senza repliche: “I giovani non avranno pensioni, ormai non abbiamo futuro, etc.”. Del resto anche nella rete erano molto frequenti espressioni del tipo: “Al punto in cui siamo ridotti”. Ridotti come? Ottimi fondamentali; bilancia dei pagamenti in forte attivo. Deficit, debito, pressione fiscale disoccupazione in riduzione. Tasso di attività occupazione, crescita, esportazioni, investimenti in aumento. Tutto ciò è ben presente presso i mercati finanziari e le società di rating che non ci hanno punito malgrado i negativi risultati delle elezioni.

In questa situazione un nuovo governo diretto da Di Maio o da Salvini può solo fare danni al paese è ai lavoratori. È stato innescato infatti un pilota automatico alla nave Italia che va nella direzione giusta. Meglio dunque un periodo, il più lungo possibile, senza governo. A meno che i nostri campioni di demagogia e di trasformismo non rinneghino quelle sciocchezze che hanno scritto nei loro programmi e con cui hanno vinto le elezioni.


Nicola Scalzini

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