venerdì, 21 settembre 2018
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Opinioni e commenti
 

Produzione, immobiliare e banche in miglioramento
Pubblicato il 21-03-2018


Mutui-prestiti-economia-ripresa

Se una rondine non fa primavera, tre segnali positivi lasciano ben sperare. Nel 2018, l’Italia è partita bene e sembrerebbe ben agganciata alla ripresa. La produzione industriale è in crescita e la fiducia di imprese e consumatori è vicino ai valori massimi pre-crisi. Questa diagnosi dell’economia italiana è emersa dalla recente pubblicazione di ‘Congiuntura Flash’ curata da Confindustria.

La produzione industriale italiana risulta in crescita (+0,3% acquisito nel primo trimestre 2018), la fiducia di imprese e consumatori resta vicina ai massimi pre-crisi, il pmi composito aumenta (57,5 nel primo bimestre). Ciò è coerente con un incremento del Pil nel primo trimestre superiore a quello di fine 2017 (+0,3% nel quarto).

Nel 2018 si prevede anche una progressiva stabilizzazione dei prezzi degli immobili. La valutazione è emersa dal rapporto sul mercato immobiliare Fiaip dove si legge: “Le incertezze prodotte da una eventuale instabilità politica potrebbero riflettersi negativamente sul mercato immobiliare, mentre lo stesso mercato troverebbe giovamento al formarsi di un governo stabile che introducesse politiche fiscali che permettessero un abbassamento della pressione fiscale complessiva sulla casa. Per alcune città, quali Milano, Napoli Bologna e Firenze, si prevede un trend positivo anche nel 2018 per quanto riguarda i valori”.

Si prevede, inoltre, un rialzo dei canoni di locazioni generalizzato in molte città metropolitane dove la ripresa si sta facendo più concreta e dove oggi si fanno ottimi affari per immobili da mettere a reddito, in particolar modo nelle città d’arte dove il mercato della ricettività alternativa a quella alberghiera è in netta crescita.

Sono sempre di più, infatti, le richieste di affitto anche per brevi periodi, da parte di turisti, manager e persone che necessitano del comfort di una casa anche per brevi periodi. Gli italiani ancora non sfruttano al meglio le agevolazioni per la ristrutturazione edilizia per interventi di efficientamento energetico, così come gli incentivi per interventi su vecchi edifici esistenti per renderli sempre più sicuri contro i terremoti.

Il 2017 ha consegnato un mercato immobiliare a due velocità. E’ continuata la crescita costante del numero delle compravendite nel 2017, ma è continuato, anche, il calo dei valori immobiliari. Uno scenario in chiaroscuro per Fiaip che ha evidenziato un’accelerazione ancora tenue, favorita dai buoni valori reddituali registrati esclusivamente in alcune città capoluogo di regione, dove c’è stato un buon incremento degli investimenti immobiliari, spinti per lo più da acquisti di immobili da mettere a reddito nelle città d’arte, dove il mercato della ricettività delle case vacanze è in netta crescita.

Secondo il Rapporto sul mercato immobiliare presentato dalla Federazione Italiana Agenti Immobiliari Professionali insieme ad Enea ed I-Com, nel 2017, le compravendite di abitazioni in Italia hanno segnato un’ulteriore crescita degli scambi immobiliari, proseguendo lentamente il cammino iniziato negli ultimi anni (+5,1%). Un cambiamento, rispetto al passato, che non si è ancora tradotto in una ripresa generale dei prezzi. L’aumento del numero delle compravendite immobiliari è stato trainato dai buoni risultati registrati in alcuni capoluoghi di regione e dalle aste immobiliari, che nell’anno appena concluso, hanno fatto segnare il numero di oltre 230.000 esecuzioni immobiliari. Nella maggioranza delle provincie permangono ancora i segni tangibili di una crisi che ha messo a dura prova il settore, dove sono scarsi gli investimenti in immobili sia in ambito residenziale, che nel terziario.

In generale il mercato indica, rispetto all’anno precedente, un andamento medio dei prezzi immobiliari in diminuzione sia per le abitazioni (-1,15%) che per uffici (-6,2%), negozi (-5%) e capannoni ( -4,1%). Per quanto riguarda il numero delle transazioni immobiliari si è rilevato una tenue ripresa del mercato che ha fatto registrare un + 5,1 % per gli acquisti rispetto all’anno precedente. Ancora modeste sono state invece le crescite rilevate su base annua nell’ambito del terziario e del commerciale contraddistinte ancora con il segno meno: negozi (-1,2%), capannoni (-3,6%) immobili uso ufficio (-1,5%).

Nel mercato immobiliare ancora in assestamento, dove l’offerta è in crescita e la domanda in aumento, si contrae il divario fra prezzi richiesti e prezzi di realizzo (-10%). Buoni segnali inoltre si registrano anche quest’anno sulle contrazioni dei tempi di vendita e la riduzione di sconto praticato. I risparmiatori Italiani, allarmati dai recenti fallimenti di alcune banche e dall’incertezza prodotta dall’introduzione del “Bail In”, valutando poi gli scarsi rendimenti dei titoli di Stato, si rifugiano nell’investimento immobiliare. Per quanto riguarda le locazioni, rispetto al 2016, si registra un aumento dei contratti di locazione, in netta crescita con un volume per il residenziale del + 12% rispetto al 2016, mentre si registra ancora un segno negativo per uffici e capannoni. Anche per le locazioni abitative i prezzi medi hanno subito una flessione moderata (-0,50%), flessione favorita anche dall’applicazione sistematica della cedolare secca, mentre permane una forte diminuzione per il settore commerciale: la diminuzione arriva al 7% per i capannoni. La domanda per l’acquisto di un abitazione è cresciuta a livello nazionale del 15% rispetto al 2016.

La tendenza dei risparmiatori a preferire gli investimenti immobiliare non dovrebbe subire ripercussioni rispetto ai dati forniti oggi dall’ABI.

Il comitato esecutivo dell’Abi, in un documento approvato oggi all’unanimità ha scritto: “…Constata i miglioramenti apportati al testo dell’Addendum Bce-Ssm sui crediti deteriorati. I contenuti dovranno essere valutati e giuridicamente inquadrati rispetto alle modifiche del quadro normativo europeo superando i disallineamenti prospettati. Essenziale è infatti assicurare la coerenza tra i diversi livelli delle fonti normative e il pieno raccordo tra le diverse Autorità europee. L’auspicio è affinché si arrivi al più presto ad una stabilizzazione e semplificazione del quadro normativo europeo, condizione per garantire il giusto bilanciamento tra esigenze di stabilità e di crescita e dare alle banche europee certezza giuridica”.

Al termine dell’esecutivo dell’Abi che ha approvato un documento sull’Addendun Bce, il presidente, Antonio Patuelli ha affermato:  “Ci muoveremo in maniera sempre costruttiva innanzitutto a livello di Parlamento europeo, per ottenere che le norme per la stabilità bancaria non appesantiscano le prospettive di una più solida ripresa dello sviluppo e dell’occupazione in Italia. La stabilità bancaria è assolutamente un valore, però la ripresa non ne deve soffrire. Gli automatismi nella valutazione delle garanzie, le rigidità sulle possibilità di adottare misure di sostegno alle piccole e medie imprese e alle imprese in temporanea difficoltà, se non adeguatamente considerate, avrebbero un effetto prociclico, incidendo negativamente sulla ripresa in atto”.

Complessivamente si tratta di segnali positivi coincidenti che delineano la stabilizzazione del Paese e lasciano ben sperare nella ripresa. Tutto, però, dipenderà dalle scelte politiche che farà il nuovo esecutivo.

Salvatore Rondello

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