venerdì, 25 maggio 2018
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Opinioni e commenti
 

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Pubblicato il 13-03-2018


apertura segreteria

“La prima cosa da fare è convocare gli stati generali del riformismo italiano. Quando la sconfitta si trasforma in disfatta non c’è tempo da perdere”. È questo l’appello rivolto dai vertici del PSI al Pd, alle forze civiche ed ai partiti del centrosinistra, durante la riunione che si è tenuta oggi a Roma con la segreteria nazionale del Psi allargata ai segretari regionali del Partito. Riccardo Nencini ha presentato le dimissioni da Segretario, respinte all’unanimità (con due astenuti). “Nessun sostegno a governi grillini nè a governi a trazione leghista” ha detto Nencini durante la sua relazione d’apertura.
Nencini ha poi affermato che “l’obiettivo immediato è preparare le elezioni amministrative e regionali in Molise e nel Friuli. La strada maestra è presentare agli elettori coalizioni coese, aperte a forze civiche democratiche, con programmi che abbiamo al centro la lotta alle disuguaglianze e la sicurezza. Va fissato un principio: i migranti che ospitiamo legalmente devono lavorare per la comunità offrendo servizi di natura sociale nei comuni nei quali vivono. Un modo per integrarsi, un modo per restituire quanto lo Stato italiano fa per loro” ha concluso il segretario del Psi rimarcando la necessità dell’unità del partito e dei gruppi dirigenti in questa fase politica molto delicata.
Intanto proseguono le prese di posizione per il dopo elezioni nel tentativo di dipanare una matassa sempre più ingarbugliata. Di Maio si è presentato in conferenza stampa alla stampa estera con il nuovo volto dei 5 Stelle e ha parlato di responsabilità. Certo sentire parlare Di Maio di responsabilità fa un po’ impressione. Termini inaspettati da chi fino a ieri ha ostentato la diversità dei Cinquestelle come valore assoluto e di conseguenza ha fatto dell’oltranzismo un vanto, oggi chiede alle forze politiche di aprirsi al senso di responsabilità. Un appello ora divenuto necessario per le sue velleità di governo, ma negato con forza per tutta la legislatura. Incontrando la stampa estera il capo politico dei 5 Stelle ha però affermato che “non contempliamo alcuna ipotesi di governo di tutti o istituzionale: gli italiani hanno votato un candidato premier”.

E ancora: “Le forze politiche stanno chiedendo di tornare a votare? A noi non spaventa”. “Sempre più gente – ha detto in un altro passaggio – si convince che M5s sia l’unica possibilità per uscire dal baratro dei partiti: per questo credo che siamo destinati a crescere”. “Non siamo disponibili a immaginare una squadra di governo diversa da quella espressa dalla volontà popolare: c’è stata una grande investitura”. “Le presidenze delle camere – ha osservato – non riguardano la questione del governo, non devono essere legate a dinamiche di governo, ma sono figure di garanzia che riguardano il Parlamento”. In sostanza gli altri dovrebbero essere responsabili e lui, anche con i voti di chi fino a ieri era oggetto delle ingiurie dei pentastellati, fare il premier. Si è spinto talmente avanti da accusare addirittura il mite Padoan di avvelenare i pozzi: “Le nostre misure economiche saranno sempre ispirate alla stabilità del Paese: non vogliamo trascinare le dinamiche economiche nelle diatribe politiche. Credo che oggi Padoan sia stato molto irresponsabile a trascinare le questioni tra Italia e Bruxelles rispondendo ‘non so’ a proposito del futuro dell’Italia. È stata quasi una provocazione, come a dire che ‘ora che me vado all’opposizione avveleno i pozzi. Tutti siamo chiamati alle responsabilità”. Ma non Di Maio che voleva uscire dall’Euro? Posizione rapidamente ritrattata, poi tramutata in una proposta di referendum (tra l’altro incostituzionale) e poi abbandonata del tutto.

“Le parole di Luigi Di Maio – è stata la risposta del vicesegretario, reggente del Partito democratico, Maurizio Martina – sono solo arroganti e per niente utili all’Italia. Altro che responsabilità. Insulta il ministro dell’Economia che ha garantito la tenuta del Paese e la sua ripartenza per poi predicare dialogo: una farsa. Di Maio dovrebbe accorgersi che il tempo della propaganda è finito”.

Il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, non ha fatto altro che fotografare la realtà: al momento nessuno sa infatti chi e con l’appoggio di quali partiti guiderà il prossimo governo. “Tutti mi hanno chiesto che cosa succederà in Italia – ha detto Padoan ai giornalisti – la mia risposta è stata ovvia: ‘Non lo so’. Ho descritto le ipotesi sul tappeto, con tanto di distribuzione dei voti e degli scenari possibili più o meno ragionevoli e c’è sicuramente grande interesse tra colleghi dell’Eurogruppo”.
I ministri dell’Economia hanno discusso della situazione economica dell’Unione, e la concreta possibilità che a Roma non si arrivi a una soluzione preoccupa Bruxelles. “Lo stesso commissario Moscovici – ha spiegato Padoan – nell’introdurre la discussione sullo stato dell’economia ha parlato dell’Italia come un elemento di incertezza, cosa abbastanza ovvia “,ha aggiungtoil ministro dell’Economia.

Padoan non ha commentato neanche le parole del leader della Lega Matteo Salvini che questa mattina da Strasburgo ha detto che un eventuale governo a guida Lega rimetterebbe in discussione se necessario il rispetto dei parametri del 3% deficit/Pil e sta elaborando un ‘piano B’ per
l’eventuale uscita dell’Italia dall’euro, ma dice la sua sul dibattito in corso nel nostro paese in vista della formazione del nuovo governo: “Il Pd deve prendere atto del risultato delle elezioni – ha detto il titolare del Tesoro – e collocarsi all’opposizione. Altri partiti hanno vinto, fa parte del gioco democratico che siano queste forze a offrire una soluzione di governo al Paese”. Non sta di certo a chi le le elezioni le ha perse l’onere di offrire una soluzione. Solitamente chi vince ha questa responsabilità. Quella di ascoltare e trovare una via di uscita. Ma, a dieci giorni dalle elezioni, sono ancora in diversi a dire di aver vinto.

Così come spetta alle stesse forze politiche che hanno vinto, ha chiarito Padoan, modificare in Parlamento le linee di politica di bilancio dell’Italia e presentare le loro proposte a Bruxelles: dal reddito di cittadinanza alla flat tax fino alla revisione o cancellazione della legge Fornero. Il governo in carica, ha ribadito Padoan che a margine dei lavori dell’Ecofin ha incontrato il commissario agli Affari economici Pierre Moscovici, il vicepresidente della Commissione, Valdis Dombrovskis e il presidente dell’Eurogruppo, Mario Centeno, ha informato la Ue del “lavoro che stiamo facendo sulla scrittura del documento sul quadro macroeconomico tendenziale e del fatto che, implicitamente, finché non ci sarà un nuovo governo la Commissione dovrà attendere l’invio di un documento programmatico che spetterà al nuovo governo redigere. La Commissione si è mostrata assolutamente aperta e paziente – ha aggiunto – e del resto ci sono stati dei casi analoghi anche in passato”.

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Commenti all'articolo
  1. Vista l’incompetenza del soggetto in questione,l’unico modo per spazzare via l’arrogante Di Maio e co. è lasciarlo governare.solo così la gente capirà a chi si è affidata e finalmente si ristabilirrà un po di serietà nella politica italiana.lo stesso discorso vale per Salvini

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