martedì, 13 novembre 2018
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Opinioni e commenti
 

PARTITA DI GOVERNO
Pubblicato il 27-03-2018


governo

Archiviata la partita per le presidenze delle Camere, i Cinque Stelle alzano il tiro in previsione di un’altra sfida. Quella del governo. La lista degli aspiranti presidenti del Consiglio contiene più di un nome, quindi Di Maio, per bocca del deputato pentastellato Alfonso Bonafede mette in chiaro quali sono le aspirazioni del movimento. “Se noi ai cittadini presentiamo un altro candidato premier, non eletto dai cittadini determiniamo il definitivo allontanamento dalla politica”. Ha detto Bonafede sottolineando che “a queste elezioni i cittadini hanno partecipato con entusiasmo e, quindi, va data una risposta e questa risposta secondo noi non può prescindere dalla presenza di Luigi Di Maio come candidato premier”. Alla domanda se Di Maio premier sia una condizione imprescindibile, Bonafede ha replicato che “noi riteniamo che debba essere lui il candidato premier, sì. Il premier del governo”. E subito dopo ripropone come il reddito di cittadinanza come elemento qualificante del prossimo governo. “Realizzeremo – ha detto – un reddito di cittadinanza. Lo abbiamo promesso ai nostri elettori e rimane una nostra priorità da portare avanti, senza se e senza ma. Porteremo avanti il reddito di cittadinanza come porteremo avanti tutte le nostre promesse fatte in campagna elettorale”. Torna così la famosa lista con i punti imprescindibili che gli eventuali e futuri alleati dei grillini dovranno sottoscrivere.

Intanto il centro sinistra ancora sta cercando di metabolizzare il colpo inferto dalla tornata elettorale i cui risultati sono stati peggiori perfino delle previsioni già di per se negative. “Serve un nuovo soggetto politico. Se la sinistra – ha detto il Segretario del Psi Riccardo Nencini, intervistato dal Tirreno – non rivede i suoi canoni è destinata ad essere spazzata via. Il modello su cui si basava il PD è venuto meno con l’avvento del mondo nuovo che ha portato all’ascesa dei populismi”. “Io faccio appello ai partiti e ai movimenti della sinistra riformista affinché cedano parte della loro sovranità per far nascere un progetto diverso e allargato pena la marginalizzazione completa”, ha sottolineato Nencini che ha aggiunto: “Quando la sinistra riformista rappresenta solo pensionati e impiegati vuol dire che si deve cambiare rotta”. Rispondendo ad una domanda circa la possibilità di fare un passo indietro come segretario del PSI Nencini ha detto che è pronto a farlo “di fronte ad un progetto politico”.

Le tensioni emergono tutte. E le elezioni dei capigruppi ne sono un esempio. Per il segretario reggente del Pd Maurizio Martina, si è trattato della prima vera sfida interna. “Abbiamo bisogno di costruire tutti insieme proposte unitarie” ha detto. Dopo le diverse ipotesi circolate fino a poco prima la votazione, sono stati eletti Graziano Delrio alla Camera e al Senato Andrea Marcucci confermando i nomi presentati dal segretario reggente Maurizio Martina.

Per Forza Italia la nuova presidente dei senatori è Anna Maria Bernini mentre alla Camera è stata eletta Mariastella Gelmini. Il M5S ha ratificato la nomina di Giulia Grillo a capogruppo a Montecitorio per acclamazione e Danilo Toninelli a palazzo Madama. Per la Lega eletto Giancarlo Giorgetti capogruppo alla Camera e Gianmarco Centinaio al Senato. Federico Fornaro di Leu è stato eletto presidente del gruppo Misto della Camera.

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