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Opinioni e commenti
 

Putin alzala voce e sfodera nuova arma nucleare
Pubblicato il 01-03-2018


putin

Vladimir Putin sfodera due nuove armi strategiche e avverte gli Usa e la Nato: “Ora ci ascolterete”. A meno di tre settimane dalle elezioni presidenziali che lo riconfermeranno con ogni probabilità capo del Cremlino, il presidente russo ha usato l’annuale discorso sullo stato della nazione per segnalare che un’eventuale corsa agli armamenti degli Usa e i prolungati tentativi della Nato di “contenere” la Russia non troveranno Mosca impreparata. In diretta tv a reti unificate, Putin ha rivelato che il Paese ha sviluppato una serie di nuovi sistemi di difesa, tra cui un nuovo prototipo di missile che “può raggiungere qualsiasi punto del mondo” e un’arma supersonica che non può essere intercettata dai sistemi anti-missile americani.

Usando, per la prima volta, grandi schermi su cui passavano video e grafici, Putin ha mostrato i suoi ‘gioielli’: il super missile balistico intercontinentale Rs-28 Sarmat (Satan 2 secondo la denominazione Nato); un nuovo missile da crociera con un sistema di propulsione nucleare, invulnerabile ai sistemi anti-aerei; droni subacquei e altre armi che, ha spiegato, la Russia ha sviluppato in seguito all’uscita unilaterale degli Stati Uniti dal Trattato anti missili balistici (Abm) firmato nel 1972 con l’Unione Sovietica. “Non avete ascoltato il nostro Paese allora, ci ascolterete adesso”, ha ammonito il presidente russo, riferendo che alcune armi sono già state testate. E dalla platea, dove sedevano i parlamentari, i governatori delle regioni, rappresentanti delle confessioni religiose e delle società statali, si è levato un scroscio fragoroso di applausi. “Abbiamo detto diverse volte ai nostri partner che avremmo preso delle misure in risposta al dislocamento dei sistemi antimissili americani”, ha continuato il capo di Stato, denunciando anche il rafforzamento dell’Alleanza atlantica a Est. Tra le armi portate come esempio dello sviluppo della tecnologia militare russa, Putin ha citato per primo il famigerato Sarmat, che sostituirà il sovietico Satan. A detta del presidente, Sarmat ha una gittata che lo mette “in grado di attaccare sia passando dal Polo Nord che dal Polo Sud”. Si tratta della risposta russa allo scudo anti-missile Usa schierato in Europa orientale, ma Putin ha tenuto a sottolineare che le caratteristiche del nuovo missile lo rendono in grado di superare la resistenza di qualsiasi sistema di difesa missilistica.

Il ministero della Difesa russo aveva già detto di aver tenuto con successo un lancio-test a ottobre. Il nuovo arsenale russo, presentato dal capo del Cremlino, comprende anche armi ipersoniche e un missile da crociera con traiettoria di volo imprevedibile e con gittata illimitata, che neutralizza cosi’ qualsiasi forma di difesa missilistica di aria e terra e che grazie alla propulsione nucleare potrebbe volare “all’infinito”.

Si tratta comunque di armi di cui la Nato era già a conoscenza e che confermerebbero un quadro già noto: la Russia, fatta eccezione per la sua Marina ancora arretrata, è ormai al passo con la realtà occidentale. “Qualsiasi uso di armi nucleari contro la Russia o contro i suoi partner, grandi o piccoli, sarà considerato come un attacco nucleare, la nostra risposta sarà istantanea”, ha scandito Putin, ribadendo che “i tentativi di contenimento della Russia non sono riusciti”. “È tempo di ammetterlo – ha insistito – questo non è un bluff”.
Il presidente russo ha dosato minacce e aperture: Mosca, ha assicurato, “non minaccia e non intende aggredire nessuno” e che anzi, auspica una collaborazione “equa e paritaria” sia con gli Usa che con l’Ue. Di certo Putin ha speso il 40% del tempo del suo discorso, parlando di armi e Difesa. La prima ora del messaggio alle Camere riunite del Parlamento era stata più convenzionale, con la promessa di un generale miglioramento delle condizioni di vita e del clima di investimenti nel Paese, per una prospettiva di aumento del Pil pro capite del 50%, entro il 2025, e di dimezzamento del numero di persone che vivono sotto la soglia di povertà (20 milioni oggi). Putin ha anche avvisato che “l’arretratezza tecnologica” è la più grande minaccia per la sovranità del Paese e che colmare questo gap deve essere una priorità assoluta, al di là di chi sarà il nuovo presidente.

Sia la prima, che la seconda e più aggressiva parte del discorso possono comunque essere lette in chiave prettamente pre-elettorale, più che come una reale sfida all’Occidente. La promessa di una vita migliore, nonostante gli strascichi della prolungata crisi economica, e quella di tornare a essere una superpotenza militare, in grado di contrastare i nemici esterni che la accerchiano, sono due cardini della narrativa putiniana, su cui si basa la popolarità del presidente, che si appresta a reggere il Paese ancora per sei anni. (AGI)

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