domenica, 23 settembre 2018
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Opinioni e commenti
 

Scampata alla Shoah uccisa per Antisemitismo
Pubblicato il 27-03-2018


Mireille-KnollUn’accusa gravissima che si fa fatica a credere per un delitto nell’odierna Parigi: antisemitismo. I due sospetti nell’inchiesta sull’assassinio di Mireille Knoll, superstite dell’Olocausto trovata carbonizzata e pugnalata nella sua casa di Parigi, sono da questa mattina indagati per omicidio a sfondo antisemita. È scampata da bambina all’antisemitismo della Seconda guerra mondiale ma arrivata a 85 anni, vedova e malata di Parkinson, non è sopravvissuta al nuovo odio contro gli ebrei. Mireille Knoll è stata uccisa con 11 coltellate, venerdì scorso, nel suo modesto appartamento di avenue Philippe Auguste, nell’XI arrondissement di Parigi, da un vicino di casa musulmano, 29 anni, e dal suo complice di 22. Nata nel 1932, la donna riuscì miracolosamente a scappare da Parigi con la madre – che aveva un passaporto brasiliano – evitando il rastrellamento che nel 1942, a metà luglio, preparò la deportazione di 13.000 ebrei.
Per anni l’assassino ha frequentato la casa della signora, quando nel 2000 è rimasta vedova del marito scampato ad Auschwitz, e quando poi si è ammalata. Il rapporto si è guastato quando la badante della signora Knoll ha accusato il vicino di avere molestato sua figlia, finendo in carcere. L’uomo avrebbe minacciato di vendicarsi dando fuoco al palazzo e per questo era stato di nuovo segnalato alla polizia, tuttavia il suo odio si è trasformato in antisemitismo, anche se il giovane musulmano conosceva Mireille da quando aveva sette anni. Nel pomeriggio di venerdì è andato a trovarla, poi poche ore dopo è tornato con un complice e un coltello e ha sfondato la porta. Gli assalitori poi hanno dato fuoco alla casa, nella speranza di cancellare le tracce.
“Esprimo la mia emozione davanti allo spaventoso crimine commesso contro la signora Knoll – ha twittato il presidente Emmanuel Macron – ribadisco la mia determinazione assoluta a lottare contro l’antisemitismo”.
L’assassinio è avvenuto un anno dopo l’atroce fine di un’altra ebrea a Parigi, Saraj Halimi, l’assassinio di Mireille Knoll getta ombre pesanti sul clima che si respira nella capitale francese e non più soltanto in banlieue.

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Commenti all'articolo
  1. È di matrice antisemita l’orrendo omicidio di Mireille Knoll, l’85enne ebrea francese che sarebbe stata uccisa dal vicino di casa musulmano con l’aiuto di un complice. Undici pugnalate e poi le fiamme per cancellare le prove, con il corpo della donna che è stato rinvenuto pressoché carbonizzato.
    Tutti i principali quotidiani parlano oggi di quanto accaduto a Parigi, mettendo in luce le crescenti insedie con cui da tempo è costretta a confrontarsi la comunità ebraica d’Oltralpe. Scrive Repubblica: “Dopo il picco del 2015, al momento degli attentati jihadisti, insulti e attacchi contro persone o simboli della comunità ebraica sono diminuiti in termini quantitativi ma il ministro dell’Interno registra un aumento delle violenze e dei casi più efferati”.
    “Con circa mezzo milione di persone – spiega La Stampa – la Francia è la prima comunità ebraica dell’Europa occidentale e gli atti antisemiti, tra insulti, tombe profanate e aggressioni segnano la cronaca locale e nazionale”. Intervistato dal Corriere della Sera, il presidente del Consiglio rappresentativo delle istituzioni ebraiche di Francia Francis Kalifat afferma: “Gli assassini stavolta erano due, è più difficile accreditare l’azione di uno squilibrato. Abbiamo qualche problema con l’ipotesi della follia: un anno fa Sarah Halimi, ebrea, madre di tre figli, medico in pensione, venne gettata ancora viva dal balcone del suo appartamento da un terrorista che gridava Allah è grande”. Per undici mesi si parlò di un problema psichiatrico. Solo pochi giorni fa, sottolinea Kalifat, “il giudice ha riconosciuto l’antisemitismo di quel gesto”.
    Intervenendo su Repubblica, lo storico Umberto Gentiloni Silveri scrive: “Il cuore del progetto europeo dopo la fine della seconda guerra mondiale era orientato alla costruzione di uno spazio per tutti, una convivenza vantaggiosa e propositiva in grado di cancellare gli orrori del passato tracciando una rotta possibile, una direzione di marcia contro l’odio e la sopraffazione. Ecco perché colpisce che la Francia sia ancora al centro delle violenze antisemite”. Per Il Foglio l’antisemitismo in Francia “fermenta in un apartheid islamista”.
    (Fonte Pagine Ebraiche)

  2. “Profondamente sconvolti e preoccupati da questo episodio, soltanto l’ultimo di una drammatica serie, gli ebrei italiani si stringono nel dolore ai familiari di Mireille, al Crif, a tutti i sopravvissuti della Shoah” afferma la Presidente dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane Noemi Di Segni.
    “I sopravvissuti sono l’unica voce attraverso la quale echeggia ancora quel terribile passato e con coraggio trasmettono il loro, nostro, vissuto. Serve, da parte nostra e di tutte le istituzioni, un ascolto attento e responsabile, un impegno continuativo che non può limitarsi alle cerimonie ufficiali. Un’azione culturale, educativa – riflette Di Segni – per rendere indelebile la vera storia, vivere, convivere e poter ancora credere al progetto di un’Europa come luogo fisico e non solo ideale di libertà e rispetto tra le genti”.
    (Fonte Pagine Ebraiche)

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