sabato, 17 novembre 2018
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Opinioni e commenti
 

FRONTE RESPONSABILE
Pubblicato il 01-03-2018


insieme

“Domenica gli italiani sono chiamati a scegliere tra due sistemi di valori: un fronte antieuropeista, di un nazionalismo acceso e preoccupante, ostile alla promozione dei diritti civili, e un fronte repubblicano, europeo e responsabile. In Europa la destra conservatrice o Popolare mai si è sognata di allearsi con i populisti dell’Internazionale nera. In Francia la destra ha perso tutte le regioni pur di non fare coalizione con il partito della LePen. In Germania la Merkel non ha concesso nemmeno un incontro alla destra radicale e xenofoba. In Italia il contrario. Puntano a governare con il sostegno di Forza Italia. Se quel fronte vince, diventeremo la Cenerentola d’Europa”. Così il il segretario del Psi Riccardo Nencini, promotore della Lista Insieme che sta girando l’Italia negli ultimi giorni di campagna elettorale. Venerdì Nencini chiude la campagna elettorale. L’appuntamento è  ad Arezzo alla Borsa Merci di piazza Risorgimento alle ore 18.

In questi ultimi giorni di campagna elettorale stai girando per il Paese. Quale la tua impressione?
Finalmente ho rivisto una bella mobilitazione e soprattutto ho incontrato volti nuovi.

Però i toni sono accesi. E le promesse la fanno da padrone mentre i temi reali sembrano un po’ dimenticati. Che ne pensi?
Ho visto una grande superficialità. Programmi che sono fondati sulle sabbie mobili. Ma soprattutto ho visto la manifestazione di una grande intolleranza. Il che mi conferma che domenica vedo non solo tre blocchi che si confrontano, ma due fronti con sistemi di valori diversi.

Mentre al Paese cose servirebbe?
Serve responsabilità e un grande senso del dovere.

Facciamo un confronto tra l’Italia di oggi e quella di cinque anni fa…
La barzelletta più gettonata che gira, è che il centro destra non abbia mani avuto responsabilità di governo in Italia. Invece per otto anni su dieci la ha governata. Ma soprattutto la ha governata nel periodo della crisi più nera e ha lasciato l’Italia in mutande.

Sappiamo come è arrivato il governo Monti.
Non c’è dubbio. La legge Fornero è figlia di una mala gestio. La causa è nel non avere affrontato per tempo un problema che stava manifestandosi con grande forza.

Tutti gli osservatori concordano sul costo esorbitante e insostenibile dei programmi elettorali della destra e dei grillini. Si può dire che la propaganda non conosce confini?
Certo. Il programma dei 5 Stelle costa oltre cento miliardi di euro e non vi è nessuna copertura prevista. Aggiungo che la Banca europea nei prossimi mesi rallenterà l’acquisto dei titoli di Stato. Il che ci obbliga a una sana gestione del bilancio dello Stato. Quindi noi dobbiamo chiedere maggiore flessibilità all’Europa da una parte. E  dall’altra investire di più per abbattere le troppe disuguaglianze che ancora ci sono. Ma bisogna farlo con delle misure realistiche. Il reddito di cittadinanza per tutti, non solo non ha i fondi, ma è iniquo. Perché a chi ha un reddito elevato non può essere riconosciuto il reddito di cittadinanza per il figlio.

Se dalle urne arrivasse una affermazione delle forze antisistema che rischio correrebbe il Paese?
Di avere una maggioranza antisistema con Lega, 5 Stelle e la Meloni. E se ci sarà una maggioranza parlamentare di questo non si può escludere che ci sarà un governo di questo tipo.

Con quali conseguenze?
Significherebbe portare l’Italia nel caos. Allontanare l’Italia dal cuore dell’Europa. Significherebbe rischiare invasioni di campo da parte dei cavalieri erranti della finanza.

Anche in Germania e in altri paesi d’Europa esistono forze di questo tipo. Ma da noi hanno una influenza più marcata. Si può dire che la nostra democrazia è più debole?
Ci sono due differenze. La prima è che da noi la crisi è stata più dura, è durata più a lungo e quindi ha inciso di più sul portafoglio delle famiglie. Ma soprattutto ha inciso di più sullo status sociale del ceto medio. E questo ha prodotto paura e incertezza per il futuro. La seconda differenza è che, penso alla Germania o alla Francia, la destra conservatrice o popolare, rifugge da ogni accordo da partiti estremisti che appartengono all’Internazionale nera. In Francia la destra ha perso tutte le regioni consapevolmente per non aver voluto fare l’accordo con la Le Pen. In Germania la Merkel non ha concesso nemmeno un tavolo alla destra radicale. In Italia la differenza è che Salvini non solo sta al tavolo, ma condiziona la politica della destra italiana.

E da noi, come in Germania, è possibile uno scenario grande coalizione ad libitum?Vedo due cose. La prima è la certezza che nessuno dei tre poli domenica si guadagnerà la maggioranza assoluta. L’altra certezza è che noi non faremo alleanze né con la Lega né con Grillo. Resta sul tavolo la prosecuzione dell’attuale governo. Con una sorta di governo di scopo. Oppure una grosse koalition di destra che frantuma il centro destra italiano fondando la sua maggioranza parlamentare su un governo populista. Più o meno quello che è successo in Austria.

Non è questa ultima una bella prospettiva…
L’alternativa a tutto questo è, e non va escluso, una sorta di governo repubblicano europeista. Una sorta di fronte di salvezza nazionale.

Gentiloni nelle ultime settimane ha avuto diversi sostegni di peso. Da Prodi, Veltroni, Napolitano. In ultimo quello di Letta. Cosa significano?
Sono il segno che la responsabilità comincia a trovare la sua strada.

Un auspicio per un Gentiloni bis…
È una delle ipotesi. E non parlo di un governo di centro sinistra. Ma di un governo di scopo finalizzato a prendere delle decisioni su nodi che vanno sciolti rapidamente.

Grasso qualche giorno fa ha fatto un’apertura ai Cinque Stelle. Ora parla di accordo con Pd e Forza Italia…
È l’apoteosi della contraddizione.

E Leu?
L’Italia ha una tradizione di una sinistra massimalista un tempo molto radicata, quando vi era il Pci. Oggi è meno radicata ma è una sinistra che può fare del male perché i poli che si confrontano non sono tre, ma sono tre e mezzo. E il centrosinistra corre con una gamba legata.

Daniele Unfer

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