sabato, 20 ottobre 2018
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Opinioni e commenti
 

NUOVO RIFORMISMO
Pubblicato il 14-03-2018


Quirinale“Di fronte a una sonora sconfitta bisogna ispirarsi a un canone diverso che cali la sinistra riformista nello straordinario cambiamento che ha sconvolto abitudini secolari”. Inizia così la lettera che il Segretario del Psi, Riccardo Nencini, ha inviato ai leader dei partiti di centrosinistra, a cominciare dal segretario reggente del Pd, Maurizio Martina, dopo il voto del 4 marzo. Nencini parla di “una dinamica che va fronteggiata percorrendo la strada della coesione politica e di un pensiero adeguato a ricongiungere la sinistra col suo popolo”, riferendosi al successo delle “forze antisistema”. Secondo Nencini, “i nodi da sciogliere hanno caratteristiche strutturali” e sono quelle che riguardano “i temi della sicurezza, delle disuguaglianze, della globalizzazione”. Essendo dunque per il segretario del Psi “una situazione eccezionale”, “urge una revisione radicale sia degli strumenti per comunicare che delle misure da assumere”.

Nella lettera Nencini fa un passaggio sui prossimi appuntamenti elettorali, le elezioni comunali e regionali. “È la prima occasione da cogliere, l’opportunità per presentarsi agli elettori superando divisioni laceranti. Ognuno di noi rinunci a una parte della sua sovranità per mettere in campo una piattaforma riformista aperta alle esperienze civiche, si tengano Primarie delle Idee per confrontarsi con i cittadini, si scelgano i candidati migliori senza guardare al partito da cui provengono. Insomma, un decisivo cambiamento di rotta per evitare che la sinistra soffochi nell’isolamento e venga vissuta solo come ‘sinistra baronale’, lontana dal mondo del bisogno, elitaria, sradicata dalle origini popolari”. Per Nencini le elezioni amministrative sono “un banco di prova, non possono essere né affidate al caso né a vecchi schemi. La strada peggiore sarebbe l’Aventino e logorarsi ciascuno all’interno dei propri partiti. La più proficua una riflessione comune” ha concluso il segretario socialista.

Ovviamente una riflessione è necessaria nell’intero centrosinistra. Nessuno può auto assolversi quando dalle urne escono risultati così netti. Dario Franceschini, in una lunga intervista al Corriere ha oggi fatto le proprie valutazioni e  lanciato la sua idea per uscire dall’empasse costituzionale. Secondo Franceschini è arrivato “è momento di scrivere le regole tutti insieme. Le riforme a maggioranza non funzionano; ma siccome oggi nessuno ha la maggioranza, il quadro è perfetto per fare le riforme, perché nessuno le può imporre agli altri”. “Monocameralismo e legge elettorale. L’insieme di questi elementi può dare stabilità al sistema Paese”. Per Franceschini “da una situazione che pare perduta può nascere un meccanismo virtuoso”.

Dal Pd interviene anche il leader della minoranza Andrea Orlando, che ricorda come “nel documento conclusivo della Direzione del Pd, che è stato votato da tutti, abbiamo detto che siamo per una posizione responsabile che guardi con attenzione alle mosse che farà il Colle, ma che siamo indisponibili ad un’alleanza politica con la destra e il Movimento 5 Stelle”. “Credo a questo posizionamento rappresentato coerentemente da Martina. Questa – aggiunge il Guardasigilli – è la direttrice lungo la quale dobbiamo muoverci”. Alla domanda se questa posizione sia diversa da quella di Franceschini, Orlando ha precisato: “Non mi pare che Franceschini abbia detto cose radicalmente diverse. Poi ognuno darà la sua accentuazione ad un punto rispetto che a un altro”.

Il compito che spetta al capo dello Stato sarà arduo. Salvini e Di Maio si sentono già sulla sedia di Palazzo Chigi. Le prime prove di intesa si faranno con le elezioni dei presidenti delle Camera. “Stiamo lavorando – ha detto Salvini – per dare un governo a questo Paese con un programma di centrodestra aperto ad arricchimenti, contributi e proposte ma non stravolgimenti. Sarebbe irrispettoso coinvolgere chi ha perso le elezioni”. Un messaggio chiaro ai 5 Stelle. “Fatto escluso il Pd, tutto è possibile. Escludo che ci sia il Pd, di tutto il resto parleremo prossime settimane”. Insomma il pericolo grigio verde potrebbe concretizzarsi.

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