martedì, 22 maggio 2018
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Opinioni e commenti
 

Scrive Andrea Zirilli:
Infanzia rubata
Pubblicato il 06-03-2018


Tutti ci ricordiamo della foto del bimbo in Siria che fuma con un mitra in mano. Quel bimbo ha l’età in cui un bimbo dovrebbe abbandonare i cartoni animati e magari iniziare a giocare con i videogiochi. Ma purtroppo alla sua età la guerra non è un videogioco, ma è guerra vera, genuina, piena di sangue, atrocità e morte.
Lui è solo uno dei tanti bambini-soldato. Un fenomeno da anni in espansione: un esercito armato di kalashnikov, Ak47 o M16, leggeri da caricare e maneggiare come armi giocattolo. Sono bambini e ragazzi, costretti spesso con la forza, talvolta con false promesse, a lasciare una vita normale da bimbo per cominciare ad adoperare un fucile. Baby soldati il più delle volte utilizzati come carne da macello: mandati avanti sui campi minati, per aprire la strada all’esercito, eccitati riempiendoli di droghe prima delle missioni.
Moltissimi sono catturati, mutilati, feriti, uccisi. Quelli che sopravvivono si portano dietro per tutta la vita questo terribile e violento passato. Inoltre, anche quando la guerra termina, continuano a venire uccisi dalle mine, disseminate ovunque, anche nei giocattoli lasciati ai bordi delle strade.
Altro flagello è quello del lavoro minorile: bambini, con meno di 10 anni, costretti a lavori pesanti, vivendo in condizioni pessime e destinati a non ricevere alcuna educazione scolastica. Spesso il loro salario (se così si può definire) è necessario per la sopravvivenza delle famiglie d’origine, in certi casi i bimbi sono ceduti dalla famiglia ai datori di lavoro venendo così a trovarsi in una situazione di vera e propria schiavitù.
Altra piaga terribile è quella della prostituzione minorile. È un dato allarmante che non può più essere ignorato: l’industria sessuale è in continua crescita e l’età dei bambini coinvolti diminuisce regolarmente. Prostituzione, abusi sessuali, utilizzo per uso pornografico: queste sono solo alcune forme di sfruttamento sessuale dei minori. Spesso i bambini vengono rapiti e sacrificati alla disgustosa perversione di pedofili e vengono stuprati per pochi soldi ad “incontro”. Appare chiaro che tra le tante forme di violenza, quella del lavoro minorile, dello sfruttamento sessuale a fini commerciali e dei baby soldato, resti la più brutale in assoluto: un flagello per cui spesso ci s’indigna, ma ben poco si fa.

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