giovedì, 21 giugno 2018
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Opinioni e commenti
 

Scrive Andrea Zirilli:
Scuola, Tecnologia e Innovazione: una sfida per il futuro del lavoro
Pubblicato il 01-03-2018


Un’economia forte può essere solo quella che incoraggia il talento e l’ingegno di tutte le sue risorse.
Il mercato del lavoro è in continua evoluzione: l’idea chiave da qualche anno è quella di coniugare l’esigenza di flessibilità imposta dal mercato, con le garanzie di sicurezza dell’occupazione di ogni lavoratore. Una “flessibilità sicura”, capace di garantire competitività alle imprese e allo stesso tempo, di fornire ai lavoratori, sostegni attivi e passivi.
Accanto a questo stiamo assistendo anche ad un veloce turnover di competenze. Si stanno modificando modelli e dinamiche di business e anche se il capitale umano continua ad assumere un ruolo centrale, stanno diventando obsolete competenze fino a ieri considerate necessarie.
In molti casi i lavoratori nel prossimo futuro, non svolgeranno più azioni semplici e ripetitive ma useranno “tecnologia” e gestiranno “big data” e la scuola avrà un ruolo importante per costruire le competenze che mancano e più alto sarà il livello di istruzione e di specializzazione, maggiori saranno le possibilità di avere un lavoro. Diventa così strategico favorire un dialogo costante tra scuola e aziende ex ante. Bisogna partire dalla domanda delle aziende e da lì la scuola, a tutti i livelli, deve costruire le risposte co-progettando percorsi formativi ad hoc.
Oltre il ruolo strategico della scuola serviranno maggiori investimenti in ricerca e sviluppo (oggi siamo l’1,3% del Pil, rispetto alla media europea che è del 2%). L’innovazione sarà fondamentale. Ma l’innovazione richiede ricerca di base. Non scordiamoci che le scoperte in corso nei laboratori e nelle università oggi potrebbero portare alle cure e alle tecnologie fondamentali di domani. Per avere un futuro nel lavoro servirà anche alimentare i finanziamenti a queste strutture.
La politica non si scordi che la forza dell’Italia risiede nella sua economia “reale”, nel suo sistema socioeconomico dinamico, che coniuga tradizione ed innovazione, varietà e qualità nell’offerta di prodotti e servizi apprezzati e richiesti in tutto il mondo. Il 4 marzo pensiamo a questo.

Andrea Zirilli
Roma

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