domenica, 18 novembre 2018
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

Scrive Celso Vassalini:
Il PD stia dove l’hanno messo i cittadini
Pubblicato il 26-03-2018


Egregio Direttore,

Per me il PD deve stare dove l’hanno messo i cittadini: all’opposizione. Se qualcuno del nostro partito la pensa diversamente, lo dica nei Circoli o nei gruppi parlamentari. Senza astio, senza insulti, senza polemiche: chi vuole portare il PD a sostenere le destre o il Cinque Stelle lo dica. Personalmente penso che sarebbe un clamoroso e tragico errore. Ma quei dirigenti soprattutto della minoranza che chiedono collegialità hanno i luoghi e gli spazi per discutere democraticamente di tutto dopo aver subito una drammatica scissione e un assedio costante al PD, non facciano come i Greci che regalano al PD un enorme cavallo di legno, pronti all’assalto al prossimo congresso. Sti grillini secondo me una scuola non l’hanno mai occupata e provano a rifarsi col parlamento. Si chiama crisi tardo-adolescenziale è ormai sotto gli occhi di tutti. La natura fascista del Movimento messa in atto per sovvertire le istituzioni democratiche è sotto gli occhi di tutti. Ecco cosa intendevano per “aprire il Parlamento come una scatola di sardine”, era un pò l’equivalente di una marcia su Roma ma fatta in Parlamento al grido “siete circondati”. Emendare il Parlamento a sputi, bastonate ed olio di ricino, è l’espressione massima dei pentastellati. “Atteggiamento tenutosi in questi 5 anni”. “Noi siamo disponibili a ragionare nel merito, ma se qualcuno pensa di avere potere di veto e di bloccare le riforme che servono al Paese, noi diciamo no e siamo pronti alla più forte battaglia politica in Parlamento e nelle piazze”. “L’indifferentismo alla politica” . Le parole che seguono sono tratte dal discorso di un padre Costituente, Piero Calamandrei, in un discorso agli studenti milanesi più di mezzo secolo fà. “La Costituzione non è una macchina che una volta messa in moto va avanti da sé. La Costituzione è un pezzo di carta, la lascio cadere e non si muove. Perché si muova bisogna ogni giorno rimetterci dentro il combustibile; bisogna metterci dentro l’impegno, le capacità, lo spirito, la volontà di mantenere queste promesse, la propria responsabilità. Per questo una delle offese che si fanno alla Costituzione è l’indifferenza alla politica. «La politica è una brutta cosa. Che me n’importa della politica?». Quando sento fare questo discorso, mi viene sempre in mente quella vecchia storiellina che qualcheduno di voi conoscerà: di quei due emigranti, due contadini che traversano l’oceano su un piroscafo traballante. Uno di questi contadini del Mov 5 stelle dormiva nella stiva e l’altro stava sul ponte e si accorgeva che c’era una gran burrasca con delle onde altissime, che il piroscafo oscillava. E allora questo contadino impaurito domanda ad un marinaio: «Ma siamo in pericolo?» E questo dice: «Se continua questo mare tra mezz’ora il bastimento affonda». Allora lui corre nella stiva a svegliare il compagno del Mov 5 stelle. Dice: «Beppe, Beppe, Beppe, se continua questo mare il bastimento affonda». Quello del Mov 5 Stelle dice: «Che me ne importa? Unn’è mica mio!». Questo è l’indifferentismo alla politica responsabili comunque è stato il Popolo Sovrano al voto referendario del 4 dicembre e la tragedia del 4 marzo e pur troppo si va ogni giorno più verso il polo opposto: pur troppo s’è fatta l’Italia, ma non si fanno gl’Italiani. Il 4 dicembre 2016, lo vivrò con il sorriso e lo farò con la consapevolezza di dover dire solo grazie per questi anni bellissimi: nessuno ci porterà via i risultati straordinari raggiunti. E cercherò di fare del mio meglio per la mia Città per il mio Paese anche con l’amaro in bocca. Viva l’Italia, viva la Brixia. «Terra delle mie radici» chiamò un giorno Paolo VI quella bresciana. La sua benedizione; quella benedizione non era un gesto convenzionale, era invece l’estremo gesto di un figlio riconoscente in punto di morte verso la propria Brixia. Di quella benedizione la Chiesa e la terra bresciana conservano ancora oggi memoria grata e riconoscente del Beato P.P.VI, Figlio di Brescia sarà Santo, dell’attuale Brixia sindacatura cristiana e moderna.

Buona Santa Pasqua a tutti.

Celso Vassalini

Angela Merkel bce Berlusconi bersani CGIL crisi Donald Trump elezioni Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Inps ISTAT italia lavoro Lega legge elettorale Luigi di Maio M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Matteo Salvini Nencini Onu Oreste Pastorelli Paolo Gentiloni pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia senato Sergio Mattarella Silvio Berlusconi UE UIL Unione europea USA



Lascia un commento