domenica, 20 maggio 2018
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Opinioni e commenti
 

Scrive Luigi Mainolfi:
Attenti alle regola delle tre “ L”
Pubblicato il 12-03-2018


Tanto tuonò, che piovve! Gli pseudo esperti hanno parlato giorni e notti, pensando di essere in grado di spiegare ciò, che non capivano. Noi, nella Prima Repubblica eravamo abituati a sentire valutazioni e analisi fatte da veri politici, da sociologi, da storici e da esperti in psicologia delle masse. Erano pochi, come pochi sono i campioni e i premi Nobel. Adesso parlano tutti: chi sa e chi non sa. Da quando c’è inflazione di opinionisti, seleziono i miei ”professori”, per cercare di capire e non farmi confondere le idee. Il risultato elettorale del 4 u.s. sta producendo cascate di opinioni. Secondo me, il risultato era prevedibile, anche grazie alle avvisaglie tedesche ed austriache, oltre alle naturali considerazioni che gli opinionisti, a pagamento, avrebbero dovuto fare. Da quando, tra i partiti, manca il confronto su programmi di valore economico e sociale e da quando non esiste più il vincolo, quasi matrimoniale, tra i cittadini e le ideologie o gli ideali, su cui i partiti si fondavano, il legame tra elettore e forze politiche si può rompere facilmente. E’ facile spezzare un filo, difficile è spezzare una corda. Il legame tra gli elettori e le forze, cosiddette, politiche, nella seconda Repubblica, da polivalente è diventato monovalente, perciò la separazione è diventata facile e può avvenire anche per un solo motivo, se utilizzato dai populisti, in modo efficace. Le condizioni, favorevoli alle separazioni, sono state creata da Berlusconi, sceneggiate più che teatro classico, e da Renzi, rottamare più che superare ed etichettare più che dialogare. E’ stato facile far diventare antipatici i titolari di vitalizi o di multiple indennità, come è stato facile considerare i sostenitori dell’accoglienza, nemici dell’Italia e degli italiani. Il voto ha, anche, dimostrato che l’attivismo plateale renziano ha indispettito gli elettori, più di quanto li stava attraendo il Governo Gentiloni.

Luciano Violante ha affermato che le elezioni sono diventate un referendum rispetto al PD. Se a uno, che ha votato 5stelle, si chiedesse se conosce il Programma del Movimento, non avrebbe risposta, perché ha ascoltato qualche giusta critica e qualche argomento ( vitalizi, reddito di cittadinanza), non un programma per risolvere gli annosi e gli emergenti problemi italiani. Stessa cosa se lo chiedessimo a quelli, che hanno votato Lega. Adesso, per la Lega e 5Stelle incomincia il difficile. Non possono più sfruttare l’antipatia di Renzi e Berlusconi, che la sconfitta farà diminuire. I cittadini concentreranno sulla Lega e su 5Stelle la loro attenzione e pretenderanno la soluzione dei problemi della società. I vincitori devono sapere che l’elettorato ha capito come si fa: “Pretendere di più da chi ha voluto essere considerato onesto, competente ed efficiente”. Dovranno avere paura della regola, conosciuta in Francia, delle tre L (elle): Lodare, leccare e linciare. Renzi non la conosceva. Le elezioni hanno dimostrato che l’intervallo temporale tra la prima elle e la terza si è accorciato. Può anche darsi che alla prossima elezione, staremo già al linciaggio. Spero ci sia qualcuno che abbia capito cosa propongono 5Stelle e Lega per invertire la tendenza , che ha portato il SUD ad allontanarsi dal Centro e dal Nord del Paese; per frenare la fuga dei cervelli verso l’estero; per trasformare i contratti di lavoro a tempo determinato, che, in molti casi, sono di sei mesi e a 500 euro al mese; per porre fine alla dominio incontrollato delle Società, che gestiscono servizi come luce, gas, telefoni, rifiuti; per non consentire agli enti locali , a partire dalle Regioni, di applicare tasse autoritariamente; per togliere la gestione di servizi primari dalle mani della camorra e di altre associazioni simili. Avranno il coraggio e la preparazione per ripristinare i diritti annullati dai Governi degli ultimi 15 anni? Finora, sono stati simpatici e puliti. Gli ultimi fatti hanno dimostrato che sul carro dei 5Stelle erano saliti personaggi non migliori di quelli del PD. Con la vittoria, gli aspiranti a salire aumenteranno. In questi giorni sono riapparsi in televisione Lupi, Gasparri ed altri personaggi. Faranno solo le statuine o riprenderanno le deleterie abitudini? Ho sempre pensato e continuo a pensare che le sorti di un Paese dipendano dalle scelte strategiche delle le forze politiche. Intanto, il trio, Berlusconi, Meloni e Salvini, si dichiara di centrodestra; il PD si dichiara di centrosinistra. Quindi, il centro sta a destra e a sinistra. Ciò, rappresenta un grosso equivoco. Dobbiamo sperare che nei prossimi anni ci siano partiti con connotati chiari: o socialdemocratici o cristiano sociali o liberali . 5Stelle, a lungo andare, può fare la fine dell’ “uomo qualunque” o dell “Italia dei valori” di Di Pietro. Bisogna rifondare il sistema politico italiano, in una logica europea: riformismo senza populismo.

Luigi Mainolfi

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