giovedì, 15 novembre 2018
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Opinioni e commenti
 

Scrive Mario Michele Pascale:
Compagni socialisti, ve l’avevo detto…
Pubblicato il 07-03-2018


La comunità socialista si agita. E fa bene. Il risultato elettorale della lista “Insieme”, disgraziato cartello elettorale messo su in fretta e furia, è stato catastrofico, sia a livello nazionale che nelle regionali del Lazio. Potrei dire con soddisfazione “Ve lo avevo detto”. In più di una occasione, non ultimo il mio addio al partito dopo il congresso di Roma, che, nei fatti, ne è stato il de profundis, ho detto chiaramente che le strade erano due: 1) Una autonomia reale, costruita a partire da un’offerta politica e culturale nuova al paese (ma non Turati rimasticato o Craxi ri vomitato per l’ennesima volta), capace di far presentare i socialisti come soggetto politico appunto autonomo e non come stampelle ora di Renzi, ora di Bersani. 2) La costruzione di un unico soggetto politico del socialismo italiano, a costo di una confluenza in soggetti politici più grandi. Fuori da queste coordinate ci sarebbe state solo desolazione e morte. Morte e desolazione condite da tentativi inutili e riflessi condizionati, come il correre appresso ai radicali sperando che chi nasce tondo muoia quadrato. Conoscete tutti la favola della rana e dello scorpione. La Bonino ha dimostrato che la natura è natura …

Un’altra cosa la avevo detta: la “listarella” alle ragionali non fa partito, ma comitato elettorale. Gestire il partito come una federazione di comitati elettorali, come una vile struttura feudale, lo avrebbe ucciso. Così è stato. Nel Lazio si è puntato, ad esempio, su di un partito a “trazione Fichera”. Risultato? L’estinzione politica. E’ colpa di Daniele Fichera? No. Del resto il partito gli è stato regalato con un fiocchetto rosa sopra. Lui ha ringraziato, educatamente, diventando di colpo punto di riferimento, leader e padrone. La colpa non è sua, è di chi il partito lo doveva far sviluppare e difendere, garantendone crescita e pluralità: parlo dei segretari di federazione, segnatamente quello di Roma, e del segretario del Lazio. Ambedue inestistenti, impalpabili. Ma se i segretari si sono comportati così, praticamente fregandosene, dietro di loro è facile vedere il “placet” degli alti papaveri. Ancora più menefreghisti ed irresponsabili di loro.

La “listarella” alla regione Lazio è affondata tristemente. E’ colata a picco nonostante il fatto che Zingaretti sia stato riconfermato. Ma non per colpa dei candidati, ottime persone che ci hanno messo l’anima, la faccia e hanno scavato voti ovunque. Ma per colpa di un progetto politico inesistente. I voti, voi mi insegnate, non si prendono solo sulla base del ricatto affettivo (votami perché sono tuo amico o perché piange Gesù Bambino), ma sulla base di un progetto. Questa lista, esattamente come “Una rosa per Roma”, che ha seguito anch’essa la dinamica della “trazione Fichera”, è morta per lo stesso motivo, prendendo quei pochi voti per l’affetto e la considerazione che i candidati suscitavano, ma niente altro. Anche lì zero virgola. Era chiaro che replicando lo schema si sarebbe replicato anche il risultato. Ma niente. Verrebbe da dire “se uno è di coccio è di coccio …”.

In questo quadro di macerie spicca l’elezione di Riccardo Nencini. Strano. A me è stato insegnato che il comandante cola a picco con la nave, non prende, per i cavoli suoi, una scialuppa. Ma pazienza, così è stato. Ognuno è padrone della propria coscienza.

Resta il “che fare”. L’autonomia politica è fuori luogo e fuori tempo massimo. Resta la costruzione di un unico soggetto del socialismo europeo. Credo che la cosa migliore che il PSI possa fare è quella di decidere di confluire altrove, rilanciando, in termini culturali ed ideologici, la diversità socialista. Se non è possibile un’autonomia politica si lavori ad un alternativa culturale. Io già lo faccio. Sarei felice di farlo insieme a voi.

Fraterni Saluti

Mario Michele Pascale

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Commenti all'articolo
  1. Evidente che una lettera del genere non doveva essere pubblicata. Gli attacchi personali non sono compatibili con la natura del nostro giornale. Rischiano peraltro di generare risposte e controriosposte di eguale portata. Non abbiamo eliminato la lettera per evitare di essere accusati, dopo averla pubblicata, di censura. E’ già capitato. A Daniele Fichera che ha guidato la campagna elettorale di Insieme nel Lazio ottenendo il raddoppio della sua percentuale politica e a Del Cimmuto, segretario del Psi romano, va la piena e convinta solidarietà politica e umana della direzione dell’Avanti.

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