domenica, 23 settembre 2018
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Opinioni e commenti
 

Scrive Niccolò Musmeci:
Sconfitta senza precedenti
Pubblicato il 06-03-2018


Una disfatta quasi totale, una sconfitta senza precedenti, Un PSI travolto dalla marea, un centrosinistra che ha subito una parziale depasokizazione. Solo il nostro segretario si salva per un pugno di voti. È la nostra ora?
Siamo una Costantinopoli quattrocentesca circondata dall’orda verde e dorata, che invano attende i Latini.
Ha vinto la rabbia del popolo, la sua delusione, il suo rancore contro il sistema. Non è solo colpa del popolo cari lettori, non può essere solo colpa dei fannulloni che aspettano il reddito di cittadinanza, non è solo colpa dei fanatici della ruspa e dei fan di Luca Traini.

La colpa sopratutto nostra. Abbiamo lasciato dubbi nella testa degli elettori, abbiamo lasciato a capo della coalizione l’élite renziana, un programma solo parzialmente di sinistra e una comunicazione non appropriata.

Il PD ha in seno un duello fra democristiani e forse nelle prossime ore il duello verrà vinto per resa di una parte. Liberi e Uguali, i massimalisti mascherati sono stati travolti come i fanti della prima guerra mondiale all’assalto della trincea. Buono il risultato della sinistra estrema, che può aspirare ad essere la vera alternativa al centro sinistra. Potere al popolo non è da sottovalutare, un partito che ha preso il triplo di Insieme e che propone de facto l’isolazionismo e delle politiche da sinistra anni settanta si conferma come nuovo faro dei massimalisti, quelli veri però. La Bonino spero abbia compreso l’errore dell’aver tentato una strada diversa di quella auspicata da Pannella due anni fa a Roma, alla festa dell’Avanti!.

I nostri voti sommati avrebbero garantito la nascita di una nuova Rosa nel Pugno. Adesso il pugno non ha polso e la rosa sta appassendo. Della Lorenzin, di Insieme e del SVP non si può dire nulla perché i dati parlano da soli.

Eppure dobbiamo parlare di noi. Noi siamo gli sconfitti, uno 0,6 striminzito su base nazionale.

Da dove iniziare?
Iniziamo dalla superficie, dalle apparenze. Il logo è pessimo. In un’epoca dove le apparenze contano tanto ci troviamo un simbolo con i colori della Giamaica su sfondo bianco, un font neutro e delle foglioline (che appunto non hanno retto l’urto della bufera) messe a caso. I nostri alleati erano pochi se non inesistenti. Il PSI è stato l’unico vero perno della lista, un piccolo motore affiancato da una vela a impatto zero e un ramo d’ulivo come propulsore. La comunicazione era quasi inesistente. Scarsi i manifesti, nemmeno presenti in tutte le zone della città. Pochi video, uno o due belli, ma fatti troppo tardi. Poche le dirette del segretario e dei promotori. Anche la scarsissima presenza mediatica non ha aiutato. I social network, che hanno contribuito alla vittoria di Lega e Cinque Stelle, sono stati quasi completamente snobbati dalla direzione della lista. Ci siamo affidati a metodi novecenteschi e ormai obsoleti. Belli i volantini e le lenticchie a Capodanno per carità. Però non possono non essere usati singolarmente ed una tantum. Ca va sans dire, la nostra presenza sui social è stata misera, sicuramente migliore di anni fa, ma comunque insufficiente. La base ha sottovalutato l’arma dei social e della nuova comunicazione di massa, oggi si contano i danni. I contenuti del nostro programma erano ottime basi, ma sono rimaste delle basi. Rammarica la nostra poca concentrazione sul tema lavoro e integrazione, in più pesa la bassa originalità.

Perchè non abbiamo parlato delle malattie sessualmente trasmissibili?

Perché non si è parlato di legalizzazione della cannabis, nonostante la partecipazione dell’FGS alla raccolta firme?

Perché non si è parlato di riforma dei contratti per i ricercatori universitari che di fatto si basano sui defunti Co.Co.Pro.?

Perché non si è parlato di industria 4.0 e di delocalizzazione?

Perché non si è intervenuti sulla Gig-Economy?

Perché non si è parlato i cittadini più disagiati, noi che siamo un partito che è nato dal disagio

Perché non si è parlato della burocrazia che uccide i finanziamenti europei, privati e pubblici?

Perché ci siamo ridotti a “Forza Tranquilla”, quando il popolo vuole dinamismo?

Le foglioline si sono disperse, la nostra forza parlamentare si è ridotta al minimo, alcuni compagni chiamano la scissione. Segretario, se ci sei batti un colpo. Non gioire per la tua vittoria, che apprezziamo e con cui ci congratuliamo, ma guardati intorno. Segretario carissimo dobbiamo farci un esame di coscienza, dobbiamo essere umili e cambiare. Non è solo l’elettorato che ha sbagliato, ma siamo in errore pure noi e continueremo a crollare se questo partito non si adatterà ai nuovi tempi interpretando i bisogni e premiando i meriti. È giunta la nostra ora e non ci resta che aspettare i cannoni ottomani o cambiare radicalmente, sennò scompariremo e stavolta per sempre.

Niccolò Musmeci

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