mercoledì, 22 agosto 2018
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Opinioni e commenti
 

Terremoto estremista
Pubblicato il 05-03-2018


Vincono i Cinque stelle e la Lega, perde, anzi tracolla il Pd e la sinistra italiana arriva al punto più basso della storia repubblicana. La Bonino non sfonda e resta sotto il 3, mentre con la lista Insieme l’avrebbe superato. LeU é sconfitta. Al Senato resta di poco sopra il 3 per cento, ma vedremo alla Camera. Forza Italia é il secondo partito del centro-destra, come aveva profetizzato la Meloni. Il risultato dei Cinque stelle é straordinario e sconcertante. Superano il 33 al Senato e alla Camera possono andare anche oltre. Ciononostante il centro-destra col 36 per cento resta la prima coalizione. Attendiamo l’esito della ripartizione dei seggi del centro-destra, e cioè quanto manca alla maggioranza assoluta. Dai dati proporzionali sembra che non manchi poco. Ma quel terzo di maggioritario potrebbe cambiare le cose. E dunque il presidente della Repubblica avrà il suo da fare per immaginare l’affidamento di un incarico per formare un governo, visto che la delega presuppone la possibilità di formare una maggioranza parlamentare.

E’ vero che la somma di Lega e Cinque stelle supera il 50 per cento, ma non sembra facile immaginare un governo organico Di Maio-Salvini. Può essere ancora più complicato un governo composto dai due poli tradizionali di centro-destra e centro-sinistra. E ancora più fuori onda é l’appoggio del Pd a un governo pentastellato. Se la seconda proiezione (che ha qualche piccola variabile nei risultati prodotti da diverse società (ad esempio sul risultato del Pd) é affidabile emerge un dato inequivocabile. La sconfitta di Renzi e il mancato recupero di Gentiloni. Forse la fine di questo partito nato male e senza identità e al quale certo non hanno giovato stravaganti teorie di ricambio generazionali a prescindere dalla politica, cosi come esce sconfitto il sogno di Bersani e D’Alema (lascio perdere Grasso, che ha recato alla lista un contributo assai negativo) che era quello di recuperare fasce di astensionismo spostando più a sinistra la barra.

Mi ero permesso di valutare questo intento incompatibile con la convinzione degli italiani arrabbiati, portatori di valori sull’emigrazione e sulla sicurezza, ma anche sul lavoro, assolutamente incompatibili con quelli di una pura e dura sinistra. Su LeU ha giocato anche la dissuasione del voto inutile sul maggioritario (il voto unico non concedeva deroghe). Tutti i partiti sconfitti hanno il dovere di interrogarsi su questo terremoto. L’Italia si rivela con questo voto la meno europea dei paesi dell’Unione, con il 50 per cento spostato su posizioni diciamo sovraniste. E anche il paese in cui una forza politica che finora ha solo saputo protestare, e quando é stata chiamata a governare (a Roma, a Torino) non ha certo dato buona prova di sé, ha raggiunto un così strepitoso risultato, che non é paragonabile a quello di Podemos in Spagna, della Le Pen in Francia, e men che meno di Farage nel Regno unito e Wilders in Olanda. Siamo il paese in cui una forza antieuropeista ha la maggioranza relativa. E due forze insieme la maggioranza assoluta. Può essere che la politica cambi, é gia parzialmente successo, tuttavia questo risultato clamoroso merita di essere ascritto come il momento di più aperta rottura tra l’Italia e l’Europa.

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Commenti all'articolo
  1. MISTERI E MIRACOLI DELLA DEMOCRAZIA!
    Anche se, in apparenza, il risultato delle elezioni dimostra che, questa volta, gli italiani si sono scavati la fossa, non è detta l’ultima parola. Innanzi tutto perché le rottamazioni di Matteo Renzi hanno stimolato il ringiovanimento della classe politica. Oggi tutti i partiti in campo sono condotti da giovanotti che hanno la stessa età dei protagonisti della nascita della Repubblica nella seconda metà degli anni quaranta. Prima di Renzi erano considerati giovani i politici di cinquant’anni. Quelli che hanno vinto, cioè i Cinque Stelle non hanno cultura né esperienza? Ma quanta cultura ed esperienza economica avevano in nostri costituenti? Erano giovani e impararono in fretta, generarono il più poderoso miracolo economico.
    Pur condividendo e avendo sostenuto fino alla fine il programma di Matteo Renzi, incluso il voto di ieri, debbo riconoscere che la sinistra, in Italia e nel mondo, è troppo legata a vecchi schemi, vecchie burocrazie. E la destra è troppo fascista.
    Non sono assolutamente d’accordo con chi considera il voto di ieri come la nostra rovina. Guardo invece con curiosità all’evoluzione dei nuovi politici con qualche simpatia in più verso i sistemi di equilibrio previsti dalla Costituzione. Ognuno faccia il suo dovere e sostenga decisamente le proprie convinzioni, sia al governo che all’opposizione. Lo faccia con onestà! Che il governo sia equilibrato e l’opposizione costruttiva.
    Mi ritorna in mente la sensazione di disastro quando, per due volte, gli italiani votarono contro le centrali nucleari. Ora invece comincio a sperare che i nostri investimenti sul solare fotovoltaico e l’avvento delle nuove batterie a ioni di litio ci facciano imboccare tecnologie egualmente efficienti. Utili anche per la costruzione delle officine orbitali che saranno il perno dell’industria del futuro.
    La sconfitta del PD è un duro colpo ma lo spirito della stagione renziana rimane. Credo anche che se Renzi avesse accettato i condizionamenti dei dissidenti interni, il risultato sarebbe stato ancora peggiore.
    Sono deluso ma, sotto sotto, spero che questa battuta d’arresto del Partito Democratico possa almeno avvantaggiare noi socialisti lasciandoci il tempo per far crescere, attorno all’Avanti!, una comunità di appassionati di scienza, tecnologia, colonizzazione dello spazio cosmico. Il blog delle stelle si potrebbe occupare anche di un’umanità che vuole diventare multi planetaria.

  2. E..alla fine Renzi s’è rottamato da solo.
    Si è parlato tanto di fascismo e degli scontri – limitatissimi – nelle piazze. Forse un po’ di fascismo è dentro i cinque stelle e la lega salviniana.

  3. Bisognerà aspettare il quadro definitivo dei risultati elettorali, per un’analisi più accurata e serena, ed è altresì vero che “del senno di poi son piene le fosse”, ma la prima impressione che se ne può ricavare, a caldo, sembra essere quella che – a parte il voto di “generica” protesta che è sempre presente ad ogni tornata elettorale – le urne abbiano premiato quei partiti che, nelle vie, nei bar, nei mercati, nei negozi, ecc…., hanno saputo ascoltare e raccogliere le preoccupazioni di tanti, rispetto a chi, in modo piuttosto autoreferenziale, è stato probabilmente meno attento agli “umori” del Paese, preferendo agitare il fantasma del populismo, e non solo, il che pare essersi rivelato un po’ come il “gridare al lupo”.

    Paolo B. 05.03.2018

  4. Caro Direttore, a noi non rimane che piangere, vedo che eviti di parlarne, avrai i tuoi buoni motivi per farlo, ma in riferimento alla possibile maggioranza assoluta fra i 5 stelle e la Lega io intravedo un’altra possibilità di maggioranza, che può sembrare surreale, ma fattibile e senz’altro meno traumatica per il Paese, cioè una alleanza fra i 5 stelle e il P.D. con il compito di fare un Governo di Scopo, con il compito di realizzare poche cose concordate e una nuova Legge Elettorale che possa garantire la governabilità. E’ l’unico modo per mantenere lontana la destra dal governo del Paese e ci consentirebbe di restare ancorati a l’Europa.

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