domenica, 16 dicembre 2018
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Opinioni e commenti
 

Terza Repubblica, si parte
Pubblicato il 05-03-2018


È stato un terremoto elettorale. Non ci sono altre parole per descrivere gli esiti di queste elezioni. L’affermazione del Movimento 5 Stelle, il sorpasso di Salvini ai danni di Berlusconi e la disfatta del Pd segnano un cambiamento decisivo nel sistema politico italiano. Le forze moderate su cui si era imperniata la Seconda Repubblica sono state sconfitte. Il centrodestra non si fonda più sull’egemonia di Forza Italia, il centrosinistra ha perso gran parte dei propri consensi anche nelle regioni rosse, subendo un netto ridimensionamento.
Seguendo la vulgata si potrebbe dire che hanno trionfato ‘i populismi’, cioè le forze che hanno proposto le soluzioni più radicali ai problemi degli italiani. Ma non basta. Il malcontento nei confronti della politica ha raggiunto delle vette impensabili declinandosi, al Nord, con i grandi consensi alla Lega, al Sud, con l’assoluto dominio dei 5 Stelle, dimostrando il fallimento dell’asse moderato Fi-Pd. Il declino di Forza Italia, ormai al tramonto come il suo leader, ha comportato la non vittoria della coalizione del centrodestra. Il crollo del Pd segna invece la messa in discussione dell’intera sinistra, schieramento che non sembra più in grado di parlare alle masse. Non a caso il Pd riceve più voti nei grandi centri urbani. In questo processo le responsabilità di Renzi sono enormi.
Il segretario del Pd è il grande sconfitto di queste elezioni. Renzi ha letteralmente distrutto un partito fortemente radicato. Ha dissipato un immenso elettorato di appartenenza, allontanandosi dai tradizionali pilastri della sinistra italiana. La sua arroganza e la sua sicumera hanno fatto il resto, comportando la scissione della sinistra interna e il malcontento di buona parte della base e soprattutto dell’elettorato deluso dal centrodestra che gli aveva dato fiducia. In circa quattro anni Renzi ha personalizzato il Pd e l’ha portato ad una disfatta totale. Il punto di svolta resta il referendum del 4 dicembre 2016, su cui Renzi aveva giocato tutta la sua carriera politica. Da padre della Terza Repubblica, si è trasformato in spettatore pagante della sua nascita.
Gli scenari post voto sono quanto mai oscuri. Molto dipenderà dalle scelte di Mattarella, perché gli inciuci, stando alle dichiarazioni preelettorali di Salvini e Di Maio, paiono molto improbabili. Una soluzione potrebbe essere un governo di scopo, per varare una nuova legge elettorale in grado di dar vita ad una maggioranza parlamentare.

Martino Loiacono

Laureato in Lettere, esperto della Storia dell'Italia Repubblicana e appassionato di politica. Mi occupo di comunicazione pubblica e istituzionale.

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