domenica, 23 settembre 2018
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Opinioni e commenti
 

Tim, parte all’attacco Elliot contro Vivendi
Pubblicato il 07-03-2018


paul singer_1280x720Ancora sorprese in casa Tim, il fondo americano Elliott, guidato da Paul Singer, ha acquistato il 5% di azioni Telecom Italia, tra ordinarie e di risparmio. Il fondo Usa si è mosso sul mercato senza dare nell’occhio, arrivando a una soglia necessaria per poter chiedere integrazioni all’ordine del giorno dell’assemblea del gruppo in programma il prossimo 24 aprile, quando Elliott vorrebbe tentare il ribaltone.
Ma Bolloré cercherà di difendersi con il suo 24% che nelle ultime tornate gli ha sempre garantito un controllo di fatto della società italiana, incorrendo per questo anche nei richiami della Consob.
Tuttavia a mettere un primo freno agli americani ci pensa l’ad di Tim Amos Genish apre al fondo Elliott ma lo invita a un concreto feedback. “Diamo il benvenuto a nuovi azionisti che vogliono investire e useremo ogni feedback per migliorarci – afferma -. Sono disposto a sedermi con loro ma le dichiarazioni sono state fatte prima del piano, ora aspettiamo lo valutino. E sulla governance dovranno parlare direttamente con il board e con gli azionisti in assemblea, ma per ora come azienda non abbiamo ricevuto niente”, inteso come proposte concrete. Quanto al piano presentato da Tim, spiega Genish, punta a una forte generazione di cassa che consentirà il ritorno del dividendo, forse già nel triennio anche se il cda non ha approvato nessuna politica di pay out. “Penso saremo in grado di tornare al dividendo nell’arco dei prossimi tre anni – dice -, se raggiungeremo gli obiettivi lo prenderemo in considerazione ma non è stato ne discusso ne approvato dal cda”.
Tuttavia come primo risultato si è avuto un deciso rialzo del titolo Telecom del 5,9%. In un comunicato Eliott ha specificato che, ad oggi la posizione in azioni ordinarie e di risparmio è tale da non superare le soglie che impongono la divulgazione ai sensi delle leggi italiane. Mentre l’arrivo di Bolloré in Telecom ha avuto come effetto immediato una conseguente sottovalutazione dei valori di Borsa. L’unico obiettivo del francese sembra stato quello di restare ai vertici: prima il dispendioso acquisto di azioni per contrastare il rivale francese Javier Niel, poi la defenestrazione di Marco Patuano a vantaggio di Cattaneo che non ha portato a significativi miglioramenti se non all’esborso di una cifra spropositata dopo solo un anno di gestione. Senza dimenticare i conflitti con il governo e le autorità di controllo all’esterno e con il collegio sindacale e i consiglieri indipendenti all’interno.

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