lunedì, 24 settembre 2018
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

Un nuovo percorso per i socialisti
Pubblicato il 14-03-2018


Riccardo Nencini, a seguito del risultato elettorale, aveva rassegnato le dimissioni, ma la segreteria e i segretari regionali all’unanimità le hanno respinte e hanno pregato Nencini di restare al suo posto e di presentare al Consiglio nazionale un progetto capace di aprire un nuovo percorso per i socialisti italiani. Il congresso verrà poi convocato quando gli iscritti al Psi saranno in condizione di decidere sulle scelte che verranno proposte. Dunque alla fine, non all’inizio del percorso. Svolgo alcune riflessioni, che fuoriescano dalla liturgia politicistica e dalle solite analisi politologiche, non perché non si debba seriamente e profondamente analizzare la rivoluzione elettorale del 4 marzo, ma perché dovremmo, senza trascurare il contesto, decidere quel riguarda noi, il modo e i tempi.

La segreteria si é assunta per intero le responsabilità di una scelta elettorale che ha dato esito negativo. Non c’erano altre vie, dopo il ritiro alla Celestino V di Pisapia, dopo il niet della Bonino, dopo la sola disponibilità di verdi e civici, mentre LeU escludeva i compagni di Area socialista che facevano capo a Bobo Craxi e Risorgimento si intruppava addirittura con Potere al popolo. Peraltro l’insuccesso delle liste collocate a sinistra del Pd dimostra che é la sinistra tutta (ammesso che abbia ancora un senso questa definizione) ad essere stata travolta dalla rivoluzione elettorale. Che è tutta la sinistra, oggi ridotta al suo minimo storico (è al 25–26 per cento, contro il 30,9 della catastrofe del 1948 e il 34 della grave sconfitta della gioiosa macchina da guerra occhettiana del 1994) a doversi rifondare. Che é tutta la sinistra che deve rinascere con nuovi programmi e nuovi linguaggi, al di fuori di vecchi slogan ideologici.

Cosa possiamo fare noi? Non disperdere l’intuizione ecosocialista che non abbiamo avuto il tempo e la necessaria visibilità per propagandare, tenendo dunque legati a noi gli ambientalisti, se non tutto Insieme. Riproporre i temi della riforma istituzionale e costituzionale col presidenzialismo in primo piano. Rilanciare il tema della difesa della democrazia, tema caro al Psi del post 2008, che oggi drammaticamente si ripropone alla luce dell’eclissi dei partiti e della natura ambigua dei Cinque stelle, anche attraverso la presentazione della legge sui partiti politici. Demandare ai nostri due parlamentari il compito di opporsi ai governi Di Maio e Salvini, ma di lavorare per rendere possibile un governo per l’Italia. Di formulare già in occasione del Def proposte ricevibili sui temi del lavoro e delle tasse, ma anche di lavorare per annullare le clausole che prevedono nel 2019 e nel 2020 l’aumento dell’Iva. A mio parere la priorità oggi non è la riforma della Fornero per mandare in pensione un po’ prima i lavoratori. La priorità è il lavoro (non il reddito senza lavoro) per i giovani.

Una federazione tra socialisti, verdi, radicali pannelliani é già oggi possibile. Forse non basta. Se si azzerassero, come avevo ipotizzato umilmente, gia subito dopo le elezioni, gli attuali partiti della sinistra oggi tracollati, allora anche la nostra piccola comunità socialista potrà essere della partita per un nuovo inizio di tutti. Nel frattempo occorre una organizzazione diversa. Occorre trasformare il Psi in una comunità aperta, con iscrizioni singole e di gruppo, senza esclusioni aprioristiche e con la eventuale possibilità della doppia tessera, sul modello radicale. Anche perché, oltre alla dimensione storica ed editoriale (l’Avanti si organizzerà sul territorio come ho già anticipato) e quella amministrativa (le centinaia di amministratori socialisti che vanno potenziati, aiutati, coordinati) esiste una dimensione identitaria che va allargata e organizzata senza steccati. Oggi non si pone, dunque, come qualcuno ha detto, il problema di aderire al Pd (oltretutto non sappiamo nemmeno se il Pd esisterà ancora), ma si pone il problema di tracciare le linee di fondo di un possibile, necessario grande cambiamento, di noi stessi (anche delle modalità del nostro lavoro che deve fuoriuscire dall’assemblearismo approdando alla colleggialità senza paura a selezionare i nostri dirigenti), e degli altri. Non perché quest’ultimo é utile alla nostra piccola comunità ma perché è necessario per la sinistra riformista e per il paese.

Angela Merkel bce Berlusconi bersani CGIL crisi Donald Trump elezioni Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Grecia Inps ISTAT italia lavoro Lega legge elettorale Luigi di Maio M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Matteo Salvini Nencini Onu Oreste Pastorelli Paolo Gentiloni pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia senato Silvio Berlusconi UE UIL Unione europea USA



Commenti all'articolo
  1. “”Il congresso verrà poi convocato quando gli iscritti al Psi saranno in condizione di decidere sulle scelte che verranno proposte. Dunque alla fine, non all’inizio del percorso. “”
    Mauro, sono deluso; con tempi così lunghi e tortuosi non concluderemo nulla. Pensavo che un colpo di reni fosse possibile, ma avanti adagio quasi fermi non si concluderà nulla. Possibile che da una riunione post-disastro elettorale non sia emersa una, dico una, proposta, a parte le tue, e si sia discusso su cosa\come fare se non demandare tutto al Consiglio Nazionale che discuterà una …. proposta?

  2. Socialismo, Riformismo, Sinistra si sono dimostrati afoni rispetto alle tematiche della contemporaneità.
    Per questa loro “storica afonia”, hanno registrato una storica sconfitta.
    Perchè possano risollevarsi devono assumere il principio del “primum philosophari, deinde vivere”.
    E’ ciò che dobbiamo fare anche noi per andare, come detto, oltre noi.
    A questo punto, dando un segnale ad un tempo di novità e vitalità, IL PARTITO ISTITUISCA UN PENSATOIO GUIDATO DA MAURO DEL BUE

  3. Sceneggiata inutile e ridicola. Le dimissioni, non solo del segretario Nencini, di tutta la segreteria nazionale responsabile della disfatta elettorale dovevano essere irrevocabili se veramente si vuole ripartire con un nuovo progetto politico.

  4. “Pensiero adeguato a ricongiungere la sinistra con il suo popolo”?
    Bene, urge l’assunzione del ribaltato principio “primum philosophari deinde vivere”, partendo da noi per andare oltre noi.
    Dunque, IL PARTITO ISTITUISCA UN PENSATOIO GUIDATO DA MAURO DEL BUE!

  5. tu conosci un pò il mio pensiero e enon ti meraviglierai più di tanto di quello che scrivo. -Una segreteria che tu dici, si è assunta la responsabilità della pesante sconfitta elettorale, non respinge le dimissioni del Segretario, bensì aggiunge anche le sue. questo sarebbe stato un atto di dignità e di rispetto verso i compagni che si sono prodigati seguendo una linea che ha di fatto azzerato elettoralmente il Psi. Ridare fiducia a noi che stiamo tra la gente, tra i compagni, che definiscono la nostra dirigenza, alla stessa stregua di come ha scritto Nencini ieri, sinistra baronale, lontana dal mondo del bisogno, elitaria, sradicata dalle origini popolare. dare spazio facendo un passo indietro, questo deve fare il Segretario, se vuole bene al partito per creare una nuova linea politica. l’uomo di tutte le stagioni abbiamo visto, ci ha ridotto alla testimonianza

  6. Quando il Direttore parla di “un nuovo inizio di tutti”, immagino che il percorso cui si riferisce sia concepito insieme alla coalizione di cui il PSI ha fatto parte nell’affrontare le urne del 4 marzo, e lo stesso concetto mi pare rinvenibile in altro articolo di questo giornale, dal titolo “Nuovo Riformismo”, ma proprio in proposito io mi domando come si possa puntare al riformismo, nuovo o vecchio che sia, continuando a muoversi con quella sinistra che pare avere l’inveterata abitudine di individuare un “nemico” contro cui “accanirsi”, ossia una pratica abbastanza lontana dalle idee e dalle prassi riformiste (almeno come io le ho personalmente intese, ed auspicate).

    E’ successo verosimilmente così col Segretario socialista, ai tempi di allora, e poi col Cavaliere, e più di recente coi “populisti”, fino a cercare insistentemente col lanternino, in epoca più recente, segni di razzismo e rigurgiti di “fascismo”, ovviamente in casa dei “politicamente non corretti”, il che ha probabilmente distolto tali “indagatori” dai problemi concreti e reali coi quali la nostra società si trova quotidianamente a doversi misurare, se è vero, come si legge, che “i temi della sicurezza, delle disuguaglianze, della globalizzazione” sono ancora nodi da sciogliere, a comprova che l’attenzione è stata rivolta in altra direzione (in un commento si parla di sinistra baronale ed elitaria).

    Quando i problemi restano irrisolti, serve a poco pigliarsela con le “forze antisistema”, e visto che si parla anche delle prossime elezioni amministrative e si dice, sempre nel richiamato articolo o editoriale, che “non possono essere né affidate al caso né a vecchi schemi”, io credo invece che andrebbe lasciata una buona dose di autonomia decisionale al livello locale, pure in ordine alle alleanze, in modo da sperimentare eventualmente anche formule che non siano la fotocopia di quella nazionale, e dal momento che si fa anche cenno ad una nuova legge elettorale, bisognerebbe che i socialisti avessero una loro e precisa proposta (così da caratterizzarsi anche agli occhi degli elettori).

    Paolo B. 15.03.2018

  7. Caro Mauro, mi permetto per l’ennesima volta esprimere il mio parere per quel poco che può contare, oggi, sui lavori della segreteria la quale, mi sembra stia pensando ad una nuova strategia politica per il futuro a mio parere poco coraggiosa.
    Non era opportuno da parte di qualche “illuminato” premiato non so da quali meriti per far parte della Segreteria, chiedere le dimissioni del Segretario, perché se ci sono responsabilità per la sconfitta elettorale, vano ripartite su tutti i dirigenti del Partito a ogni livello. Noi dobbiamo preoccuparci non solo della nostra casa, ma di tutta la famiglia variegata della Sinistra Riformista e non. La lezione avuta alle Elezioni ci insegna che lottare, anche con buoni propositi, ognuno per conto proprio non porta da nessuna parte, si va solo a sbattere come è avvenuto.
    Il P.d. come tutte le altre sigle della sinistra, compresi noi naturalmente, strutturati come sono, non hanno più motivo di esistere. E’ indispensabile pensare ad un nuovo soggetto politico che possa comprendere tutti, tutti coloro che lo vorranno. E’ realmente comprensibile che sarà uno sforzo immane mettere d’accordo soggetti che per tutta la vita si sono disgregati per dissensi veri o strumentali, ma è l’unica strada percorribile per contrastare l’avanzamento della destra xsenofoba o del populismo, che alimentano speranze in soluzioni miracolistiche che con ogni probabilità faranno aumentare la disperazione in chi avendo fatto quella scelta pensando di risolvere i propri problemi che realmente non è possibile avvenga.
    La Sinistra dovrà cercare di risolvere i problemi di tutti, non dovrà aver paura della propria cultura, della propria visione di Società: Più Giusta, più Equa, più rispettosa delle paure che provengono dalla Società, impegnarsi concretamente per eliminare i privilegi ovunque si annidano, non lasciare veramente nessuno indietro, di avere come obiettivo la formazione e il lavoro per tutti, perché il lavoro non è solamente reddito “indispensabile” ma condizione di dignità per l’uomo.
    Non è facile darsi degli obbiettivi di questo tipo, ancor meno facile realizzarli. La Sinistra lo deve fare ! Con un programma comune di pochi punti essenziali, di facile comprensione e unitariamente in un Nuovo Progetto Politico, sottoporlo al giudizio della Gente tutti i giorni per far maturare una nuova coscienza nei cittadini.
    Non dobbiamo rassegnarci al pensiero di una inevitabile disfatta!

  8. Azzerato il comunismo, azzerato il socialismo.
    Su quali basi ripartire?
    L’analisi disincantata del percorso e delle politiche degli ultimi 25 anni e la riscoperta dei valori fondanti delle origini, analizzando senza veli la realtà dentro la quale siamo immersi, sapendo chi dobbiamo far rialzare e chi dobbiamo combattere.

  9. A me sembra che vi sia una sinistra sempre impegnata e tesa a “combattere” qualcuno, e a trovar “nemici”, a cominciare dal Segretario socialista, nei tempi che furono, mentre ritengo che i riformisti non dovrebbero avere questi obiettivi.

    Neppure credo che debbano proporsi di “contrastare l’avanzamento della destra xenofoba o del populismo” ma concentrarsi piuttosto sui problemi dell’oggi, per trovare le giuste e concrete proposte per poterli risolvere, e il resto verrà da sè.

    Paolo B. 17.03.2018

Lascia un commento