giovedì, 16 agosto 2018
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

Gina Haspel, la prima donna al vertice della Cia
Pubblicato il 14-03-2018


gina-haspel-ciaDopo il passaggio di Mike Pompeo alla guida del Dipartimento di Stato americano, il nuovo numero uno della CIA è Gina Haspel, la prima donna a capo dell’agenzia d’intelligence statunitense. Nel corso della sua lunga carriera in qualità di agente, la 61enne si è distinta soprattutto come protagonista di diversi episodi di tortura. Nel 2002, infatti, aveva guidato diverse sessioni in cui due sospetti terroristi erano stati torturati all’interno di una prigione segreta in Thailandia.

Le registrazioni degli interrogatori relativi a quegli episodi, avvenuti fra il 2002 e il 2005, sono state distrutte su ordine della stessa Haspel. Nel gennaio dell’anno scorso, però, la decisione del presidente Donald Trump di scegliere Haspel come vice della Cia (e ora come capo) è stato un segnale molto chiaro.

Dopo gli anni di Barack Obama e del tentativo di chiudere con il periodo delle torture dell’amministrazione Bush post 11 settembre, Trump ha chiarito che la sua intenzione è fare il contrario. Secondo Mike Pompeo, ad esempio, il waterboarding e altri metodi di interrogatorio condannati da molti osservatori internazionali per i diritti umani, non devono essere considerati torture.

La Haspel è stata a capo del primo centro di detenzione all’estero della Cia, quello in Thailandia, dove nei primi mesi dopo gli attentati alle Torri Gemelle venivano portati i sospetti catturati in Medio Oriente e in Asia. Entrata nella Cia nel 1985, negli ultimi 30 anni si è occupata di controterrorismo sia all’estero che nella sede centrale di Washington. Adesso la sua nomina dovrà essere approvata dal Senato e di certo alcuni senatori potrebbero avere dei dubbi sulla sua conferma.

Proprio per il suo passato controverso, l’European Center for Constitutional and Human Rights ha chiesto a un tribunale in Germania di emettere un mandato di arresto per il ruolo della donna nelle torture nei confronti dei detenuti nel 2002.

Con la nomina di Gina Haspel a capo della Cia viene confermata la politica aggressiva e minacciosa di Donald Trump, collaborato ormai quasi esclusivamente da ‘falchi’ senza scrupoli.

Salvatore Rondello

Angela Merkel bce Berlusconi bersani CGIL crisi Donald Trump elezioni Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Grecia Inps ISTAT italia lavoro Lega legge elettorale Luigi di Maio M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Matteo Salvini Nencini Onu Oreste Pastorelli Paolo Gentiloni pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia senato Silvio Berlusconi UE UIL Unione europea USA



Commenti all'articolo
  1. In silenzio per 17 minuti, fuori dalle proprie classi, per ricordare le 17 vittime della strage al liceo di Parkland, in Florida, e per chiedere al Congresso americano una legge che regoli la vendita di armi negli Stati Uniti. A partecipare a questa manifestazione pacifica e simbolica, migliaia di studenti in tutti gli Stati Uniti: i ragazzi nelle mattinata di ieri sono usciti dalle aule e si sono riuniti con cartelli per non dimenticare le vittime di Parkland ma anche per chiedere un cambiamento. “La sensazione era che sì è accaduto in un’altra scuola, ma poteva succedere altrettanto facilmente nella nostra, avremmo potuto essere noi a vivere quella tragedia”, ha spiegato all’agenzia di stampa Jta Theo Deitz-Green, presidente del consiglio studentesco della scuola ebraica Golda Och Academy. “Come abbiamo visto i ragazzi di Parkland cominciano a parlare, abbiamo avuto la sensazione che qualcosa dopo questa sparatoria sarebbe stato diverso. Non era solo il momento che il paese cambiasse, ma anche che gli studenti conducessero quel cambiamento”.
    (Fonte Pagine Ebraiche)

Lascia un commento