PROVE DI DIALOGO

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Positivo l’esito del mandato esplorativo. Lo ha riferito oggi pomeriggio Roberto Fico al presidente della Repubblica. Adesso ci vorrà ancora qualche giorno per capire se esistono davvero le condizioni per un accordo tra 5Stelle e Pd. “In questi giorni ci sarà dialogo in seno alle due forze politiche. Credo sia importante, ragionevole e responsabile rimanere sui temi e sui programmi”, spiega lo stesso presidente della Camera. Il confronto, dunque, è aperto.

A rischiare di più in questa guerra di nervi è il Partito Democratico. La base dem è in rivolta. Alla maggior parte degli iscritti non è piaciuta l’apertura di Maurizio Martina al mondo grillino. Agli esponenti delle correnti di Franceschini, Orlando ed Emiliano, invece, andrebbe bene un Governo con i 5Stelle. Il redde rationem andrà in scena il 3 maggio prossimo, durante la Direzione Nazionale che, a questo punto, rischia di trasformarsi in una conta sanguinosa destinata a mietere vittime illustri. Dopo aver caldeggiato l’accordo con il M5s il segretario reggente, in caso di sconfitta, sarebbe costretto ad un passo indietro. E considerata la maggioranza renziana in Direzione, assolutamente contraria al patto con Di Maio, la minaccia è più che concreta.

Annusato il pericolo, dopo il secondo incontro con Fico, Martina ha riconosciuto “le difficoltà e le differenze che animano il confronto ed è giusto dirlo per serietà e responsabilità. Siamo forze diverse con punti di vista a volte molto diversi”. Non mancano i problemi, dunque. Anche se sono stati compiuti “passi avanti importanti che vogliamo riconoscere”. Ben accolte, però, le frasi di Di Maio, che ha chiuso una volta per tutte il forno con la Lega: “Su questo sono state dette parole molto importanti che vogliamo riconoscere”. Gelo dalle truppe renziane. Per ora i colonnelli dell’ex premier si dicono favorevoli al confronto, ma la linea resta quella di sempre: “Mai ad un accordo con i 5 Stelle”.

Sulla stessa lunghezza d’onda gli alleati del Pd. “Non ho motivo di cambiare opinione. Dai 5 Stelle ci divide una visione della politica e, aggiungo, la rapidità trasformista rispetto ai programmi da realizzare”, ha detto Riccardo Nencini, segretario del Psi. Il leader socialista chiede con urgenza un confronto con gli altri componenti della coalizione di centrosinistra: “Ciascuno valuterà nei propri organi la posizione da assumere. Bisogna convocare la coalizione per verificare se ci sia una linea comune. Qualcuno mi spieghi se c’è una ragione per non farlo”.

Anche Luigi Di Maio ha i suoi problemi da risolvere. Prima il tentativo con la Lega, poi l’abboccamento con il Pd: gli attivisti pentastellati cominciano a storcere il naso. Ora è il capo politico a chiedere responsabilità. “Abbiamo il 32 per cento – dice Di Maio –. Non siamo autonomi e stiamo cercando di portare un buon contratto al rialzo non al ribasso che possa risolvere i problemi degli italiani. Ai cittadini interessa avere un reddito di cittadinanza che gli consenta di integrare il loro reddito oppure che due forze politiche litighino per l’eternità?”. Il messaggio a Mattarella è chiaro: “Se si riescono a fare le cose, bene. Altrimenti si torna al voto”.

F.G.

Blue Boy. Quel ragazzo blu che racconta l’autismo con una pennellata di blu

blue boyBlue Boy, guida all’Infinito chiuso in una stanza” è un fumetto ideato, scritto e disegnato da Alex Caligaris e pubblicato in occasione della Giornata mondiale della consapevolezza sull’autismo. Il fumetto è edito da Anonima Fumetti, curato da Domenico Vassallo, realizzato in collaborazione con l’Operazione Miccia, l’Angsa (Associazione Nazionale Genitori Soggetti Autistici) Novara e Vercelli onlus e finanziato dalla Consulta giovani del Consiglio regionale del Piemonte e da Compagnia di San Paolo.

Il fumetto è disponibile in due versioni. Oltre all’edizione su carta, 40 pagine, edizioni Anonima Fumetti, distribuita gratuitamente nelle varie iniziative di presentazione in tutto il Piemonte da parte di associazioni, enti, onlus, Accademie, “Blue Boy” è scaricabile, sempre gratuitamente, dai siti afnews.info (Speciali-AnonimaFumettipresenta) e quotidiano piemontese.it (in home page con logo dedicato).

L’Anonima Fumetti è una ultra ventennale associazione di fumettisti che coniuga la valorizzazione di giovani talenti con campagne di civiltà quali l’attenzione ai diseredati, la violenza contro le donne, l’autismo. In tanti anni ha dimostrato che il fumetto è un mezzo immediato e di facile veicolazione anche di messaggi difficili. A patto che il prodotto, sempre gratuito, sia di alta qualità e realizzato da giovani professionisti preparati e talentuosi.

Blue Boy” è il frutto dell’esperienza sul campo di Alessandro Alex Caligaris (Torino, 27 marzo 1981) nel doppio ruolo di disegnatore e operatore sociale. Dopo due lauree (primo e secondo livello) in arti visive conseguite all’Accademia Albertina delle Belle Arti di Torino, si è specializzato in arte-terapia clinica al Lyceum di Milano.

Alex Caligaris ha al suo attivo anche una notevole carriera artistica che spazia dai cartoni animati alle graphic novel, “Hoarders” e “Revolushow”, entrambe pubblicate da Eris Edizioni, passando per mostre, workshop e grafica pubblicitaria. Dai primi anni Duemila si occupa di workshop didattici, laboratori artistici e setting di arte terapia rivolti anche a bambini con disabilità, compresi quelli autistici.testopag.36soft

-Iniziamo con una domanda che sembra ma che non vuole essere banale: cosa è l’autismo?

-L’autismo è un disturbo del neurosviluppo caratterizzato dalla compromissione dell’interazione sociale e da deficit della comunicazione verbale e non verbale che provoca ristrettezza d’interessi e comportamenti ripetitivi. I genitori di solito notano i primi segni entro i due anni di vita del bambino e la diagnosi certa spesso può essere fatta entro i trenta mesi di vita. Attualmente risultano ancora sconosciute le cause di tale manifestazione, divise tra cause neurobiologiche costituzionali e psicoambientali acquisite. Più precisamente, data la varietà di sintomatologie e la complessità nel fornirne una definizione clinica coerente e unitaria, è recentemente invalso l’uso di parlare più correttamente di Disturbi dello Spettro Autistico (DSA o, in inglese, ASD, Autistic Spectrum Disorders), comprendendo tutta una serie di patologie o sindromi che hanno come denominatore comune le suddette caratteristiche comportamentali con vari gradi o livelli di intensità.

-Da quanti anni ti occupi di arte-terapia?

-Ho cominciato quando avevo 22 anni, assistendo, tramite il volontariato, alcuni operatori che tenevano laboratori creativi sia in strutture psichiatriche ospedaliere sia in centri di aggregazione gestiti dai servizi sociali. Mi sono orientato verso questo ambito perché ero e rimango convinto che il senso ultimo del possedere doti grafiche innate, sia quello di restituirle al mondo sotto forma di opere o della trasmissione di conoscenza.

-Perché l’arte usata come terapia?

-Perché il disegno ha una importanza fondamentale per il corretto sviluppo dell’individuo e della società a cui appartiene.

Saper disegnare, infatti, implica l’acquisizione di un metodo in base al quale si selezionano i segni socialmente condivisibili necessari alla resa dell’immagine mentale creata dal soggetto.

Il disegno non é un surrogato del discorso, anzi, arriva a descrivere proprio ciò che il linguaggio fatica a carpire con precisione. Il disegno rappresenta una vera e propria invernate biologico-espressiva, innata e naturale, una dimensione intersoggettiva e cosmogonica.

-E questo è molto importante?

-Certo. L’attività creativa, infatti, obbliga il soggetto a implementare la propria capacità osservativa, imponendogli di acquisire più dettagli e informazioni riguardo al soggetto che si propone di rappresentare. Le attività di laboratorio di questo tipo permettono al soggetto di aumentare la propria competenza nell’osservazione spaziale, intesa come carattere estensivo della competenza, tanto quanto nell’osservazione temporale, intesa come carattere intensivo della competenza.

-Chi partecipa a questi laboratori?

-I laboratori sono molto vari, ma si tenta sempre di garantire omogeneità nella costituzione dei gruppi e nello sviluppo dei percorsi didattico/riabilitativo, rispettando le differenze dell’utenza. Oltre a individui con diagnosi di DSA, molto diversi tra loro, ospito anche disabili o utenti psichiatrici con diagnosi differenti; l’età è molto variabile, e anch’essa è criterio discriminante per la costituzione dei nuclei di lavoro, partiamo quindi dai minori, sino ad arrivare a individui di età avanzata.

-E quali sono i benefici?

-In questo contesto laboratoriale a carattere analogico/espressivo (simile ai setting arte-terapeutici), i luoghi, gli strumenti forniti, i materiali e i supporti  sono i mezzi utilizzati per interagire con l’individuo. L’obiettivo è quello di fornire ai diversi soggetti un apparato che possa permettere loro di acquisire nuove abilità o di potenziarne alcune che già possedevano, realizzando manufatti dal forte valore simbolico per li ha concepiti e realizzati, traendone una profonda soddisfazione personale.

-E tu, sei cambiato? E come?

-Ho intrapreso questa ricerca proprio per poter cambiare!

Imparando a conoscere meglio il mio stesso lavoro, osservando per anni i processi creativi altrui. I ragazzi con cui ho avuto il piacere di lavorare in questi anni mi hanno sempre aiutato a ricordare il lato istintivo, disinteressato e genuino della produzione artistica, ovvero “creare” per il puro piacere di farlo, per poi condividerlo come tesoro comune.

Ritengo che chiunque si voglia ritenere “artista”, sia chiamato ad avere un ruolo socialmente utile e attivo per la propria comunità, l’artista “rock-star”, avulso dalla vita e dai problemi reali, che, al massimo si limita a descrivere, criticare o schernire ciò che lo circonda, per me comincia a essere “indigesto” e anacronistico.

-Perché un fumetto sull’autismo?

-Fondamentalmente per fornire un pretesto con il quale poter parlare della patologia e di come società e istituzioni l’affrontano. Come ho detto, i ragazzi e le loro famiglie mi hanno arricchito affettivamente e moralmente, era giunto il momento di “sdebitarsi” in parte, tentando di smentire tutta una serie di luoghi comuni che risalgono ancora al film “Rain man”. (1988, regia di Barry Levinson con Tom Cruise e Dustin Hoffman, Orso d’oro al Festival di Berlino, nda).

-“Blue Boy”, perché la scelta di questo titolo?

-Blu è il colore che è stato associato alla campagna di sensibilizzazione per l’autismo, a livello mondiale, e a me è piaciuto giocare con le molteplici sfumature che questa cromia permette di creare.

-Hai inserito anche disegni realizzati dai ragazzi che partecipano ai tuoi laboratori?

-L’intero fumetto parte dai fondi realizzati dai ragazzi in laboratorio, secondo le loro capacità e il loro gusto; ho poi scansionato quasi un centinaio di fogli che sono serviti come basi per costruire ogni vignetta e ogni singolo sfondo di pagina.

-Non è facile trattare in maniera leggera un argomento come l’autismo. Quali difficoltà hai affrontato con “Blue Boy”?

-Il fumetto è tratto dalla mia esperienza quotidiana, ma non è rivolto solo agli specialisti. Quindi, la difficoltà maggiore è stata quella di trovare un registro narrativo che fosse interessante e che non sfociasse né nel pietismo, né nel tecnicismo, ma riuscisse invece ad arrivare in modo leggero e autoironico anche a chi dell’autismo conosce solo gli stereotipi.

-Come è stato accolto “Blue Boy” dai lettori?

-Sono davvero stupito dal calore e dall’interesse con cui è stato accolto questo piccolo libricino! Questo mi fa supporre che la sua realizzazione fosse ormai un “atto necessario”, richiesto dalle circostanze. Sono sicuro che come progetto crescerà ancora, includendo una platea di lettori sempre più ampia, o almeno, me lo auguro.

Dal Cdm via libera al Def. Ora tocca alle Camere

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Entro la scadenza, il Consiglio dei ministri ha approvato il Def. Il Presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni, al termine del Cdm ha detto: “Un Def particolare, come si dice in gergo a politiche invariate, che non contiene la parte programmatica delle riforme che spettano al prossimo governo.

Nel Def c’è la fotografia della situazione tendenziale dell’economia italiana ed emerge un quadro positivo che riflette il buon lavoro fatto in questi 5 anni.  Oggi fotografiamo con questo Def risultati molto rilevanti.

Quello del Def è un quadro che ci dice che l’Italia è uscita finalmente dalla crisi economica più difficile dal dopoguerra, che la crescita è ripresa e si è andata consolidando, che il lavoro dall’inizio della legislatura è cresciuto recuperando circa un milione di posti di lavoro, che il deficit si è ridotto da circa il 3 a attorno al 2 e che anche il debito cresciuto enormemente tra il 2007 e il 2012-2014 si è stabilizzato e comincia a scendere”.

Dopo, il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, al termine del Cdm che ha varato il Def, ha affermato: “La crescita nel Def è confermata all’1,5%. Questa cifra riflette un atteggiamento prudenziale di quello che l’economia può produrre. Nel 2018 il debito diminuisce in misura visibile, di un punto percentuale. Si tratta di un dato estremamente importante in un contesto in cui negli anni passati continuava a crescere ed era considerato come uno dei principali fattori di rischio dell’unione monetaria. Ora sta diminuendo grazie a una oculata gestione che mostra che la strategia è quella giusta: non è necessario deviare o pensare a misure eccezionali.

Il rapporto tra deficit e Pil è collocato al 2,3 per il 2017. Questo numero, più alto dell’iniziale previsione dell’1,9 incorpora risorse che il Governo ha messo per aggredire la situazione difficile dal punto di vista bancario.
Le clausole di salvaguardia sugli aumenti Iva nella versione del Def approvata dal governo sono tenute dentro, nell’aspettativa che, come in passato, il prossimo governo presenti misure per rimuoverle.

Nonostante l’impatto degli aiuti alle banche, il Def registra una over-performance della finanza pubblica dovuta ad una accurata gestione, che nulla ha tolto agli stimoli alla crescita”. Padoan, poi, ha anche ricordato la sua visione “Del sentiero stretto, un equilibrio possibile ed efficace tra continuo risanamento della finanza pubblica e sostegno alla crescita, che ha a che fare con l’intonazione ma molto anche con la composizione della politica di bilancio, cioè cosa si è fatto con i soldi pubblici, sia sul fronte del calo delle tasse sia su quello degli investimenti”.

In conclusione, per Padoan: “Il Pil, a legislazione vigente, crescerà all’1,4% nel 2019 e all’1,3% nel 2020”.

Tra i provvedimenti approvati dal Consiglio dei ministri c’è anche il decreto sulla proroga dei tempi di vendita della compagnia aerea. L’annuncio lo ha fatto il presidente del consiglio, Paolo Gentiloni, iniziando la conferenza stampa al termine del Cdm.

Il Consiglio dei ministri uscente, assolvendo il proprio dovere, ha rispettato i tempi tecnici per l’approvazione del Def. Adesso spetterà al Parlamento pronunciarsi in merito.

Salvatore Rondello

Assisi, due nuovi assessori per il Partito socialista

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ASSISI – Dopo giorni di naturale dibattito interno alla maggioranza il Sindaco Stefania Proietti sceglie le migliori energie del territorio per competenza e conoscenza del territorio, al dottor Massimo Paggi e all’ingegner Alberto Capitanucci diamo il nostro più caloroso benvenuto. Vogliamo ringraziare per il l’impegno svolto in questi due anni di amministrazione i due ex Assessori Eugenio Guarducci ed Italo Rota. Una nota poco piacevole è quella invece delle dimissioni dell’avvocato Franco Matarangolo che per amicizia e stima personale rivolgiamo come fatto anche nei giorni scorsi un saluto con stima ed amicizia.

“Con grande soddisfazione – ha detto in una nota l’esponente socialista Silvano Rometti – vi comunico che dopo oltre 25 anni i Socialisti rientrano nella Giunta Comunale di Assisi con il Dott. Massimo Paggi che molti di Voi sicuramente conosceranno per la sua attività professionale in qualità di Primario presso l’Ospedale di Assisi oltre che per la Sua lunga militanza nel nostro Partito. Grazie al Sindaco Stefania Proietti per la sensibilità politica dimostrata ,un ringraziamento particolare al nostro Capogruppo in Consiglio Comunale Luigi Bastianini per il lavoro svolto e a tutti i Compagni di Assisi”.

In particolare con l’ingresso in Giunta Comunale dell’Assessore Massimo Paggi la maggioranza rafforza ed allarga il suo perimetro civico politico al cospetto del rapporto con la città, mettendo un uomo di grande competenza ed alta professionalità dimostrata nel suo vissuto lavorativo e nel mondo dell’associazionismo Assisano.

L’ingegner Alberto Capitanucci mette un tassello fondamentale nel ruolo dell’Urbanistica e Lavori pubblici come chiede il nostro territorio, mettendo cosi un punto fermo in quel settore. Ora non resta che augurare buon lavoro ai nuovi Assessori e a tutti noi cosi che il progetto messo in campo due anni fa oggi vede le suo fondamenta rinforzate ancor di più.

Luigi Bastianini

Piano City Milano torna dal 18 al 20 maggio, il Festival che unisce la città

Due Pianoforti004Piano City Milano 2018 cresce e si rinnova come la città che lo ispira. Oltre 50 ore di musica e 470 concerti confermano la ricchezza e la qualità dell’offerta musicale, coinvolgendo i luoghi storici del festival e spazi sempre nuovi, simbolo di una metropoli dalle tante identità e caratterizzata dal continuo cambiamento. Dai due Piano Center alla Gam e in Palazzina Liberty, la mappa dei concerti consentirà agli spettatori di conoscere i tanti quartieri che compongono l’anima corale della città, o di lasciarsi guidare dai tanti generi musicali che per tre giorni trasformano Milano in una grande sala da concerto. Con la direzione artistica di Ricciarda Belgiojoso e Titti Santini, la settima edizione di Piano City Milano è in realtà la prima di un nuovo corso nella ‘storia’ di una delle più amate manifestazione diffuse di Milano: la neo-nata Associazione ‘Pianocity Milano’ ha infatti stretto con il Comune un accordo di collaborazione per la realizzazione dell’iniziativa nei prossimi tre anni all’interno del palinsesto “Yesmilano”, che riunisce sotto lo stesso format di comunicazione tutte le più importanti manifestazioni e iniziative promosse dal Comune e diffuse in tutta l’area metropolitana.

Anche quest’anno sono tantissimi gli appuntamenti prodotti direttamente dal festival, dai programmi speciali dedicati ai grandi compositori, alle Piano Lesson, alle elettrizzanti maratone notturne.
Piano City Milano si apre con Aziza Mustafa Zadeh, star internazionale capace di offrire al mondo una raffinata rielaborazione della tradizione musicale del suo paese, l’Azerbaijan. Nelle sue mani convergono la passione e l’estro del mugam, tradizionale forma di improvvisazione musicale azera, e l’energia del jazz occidentale. Venerdì sera sul main stage della GAM Galleria d’Arte Moderna – Villa Reale Aziza Mustafa Zadeh porterà il patrimonio delle sue radici persiane, arricchito da Liszt, Schumann e Bach, e dalle sonorità di Keith Jarrett e Bill Evans.
Piano City Milano è un progetto di Associazione Piano City Milano con Comune di Milano, a cura di Ponderosa Music&Art e Accapiù; con il sostegno di Intesa Sanpaolo e dei partner tecnici Steinway & Sons, Yamaha, Fazioli, Furcht/Kawai, Griffa & Figli, Bösendorfer, Passadori Pianoforti, Steingraeber & Söhne,Tagliabue, Tarantino Pianoforti e AIARP che mettono a disposizione gli strumenti. Si rinnova anche per l’edizione 2018 la partnership con il Corriere della Sera e ViviMilano.

“Piano City Milano – ha spiegato il sindaco Giuseppe Sala – è a tutti gli effetti la colonna sonora per eccellenza e d’eccellenza che pervade la nostra città in primavera: ne racconta la vivacità, l’eleganza, l’apertura e l’amore profondo per l’arte, in ogni sua forma e declinazione. Tutto ciò fa di questa manifestazione un appuntamento imperdibile per cittadini e turisti che, di anno in anno sempre più numerosi, apprezzano sia l’immediata semplicità di fruizione garantita da performance musicali e concerti organizzati in tutta Milano sia i luoghi – noti e meno noti – che li ospitano”.

Da sempre luogo di incontro e punto di riferimento per il pubblico di Piano City Milano è il Piano Center, dove la musica risuona ininterrottamente per tutto il festival. Al polo museale GAM PAC e nel parco di Villa Reale le giornate di sabato 19 e domenica 20 si animano con i concerti al laghetto, al giardino e nella Sala da Ballo all’interno della GAM.
Dal pomeriggio sul Main Stage si alternano i grandi protagonisti della scena internazionale:
Sabato dalle 19 si esibiranno Alberto Pizzo, funambolo del jazz e della melodia napoletana, la giovane pianista cubana Marialy Pacheco, prima donna ad aver vinto il premio Montreux solo piano Competition e Django Bates in un vulcanico concerto bebop; chiude Sebastien Tellier, dandy postmoderno e icona francese della musica electro-pop.
Domenica dalle 19 suoneranno il musicista e compositore inglese Arthur Jeffes, Asli Kilic con un programma dedicato a Chopin e Scriabin, e Davide Cabassi con musiche di Beethoven.
Vinicio Capossela chiuderà la settima edizione di Piano City Milano con un programma speciale “voiceless”: dalle 22.30 suonerà le sue canzoni in un concerto per piano solo, e racconterà la storia dei suoi pianoforti, in omaggio al piano e alla città che lo ospita da quasi 30 anni.
Vinicio Capossela torna a Piano City Milano a sette anni dal concerto che ha inaugurato la prima edizione del festival, nel 2012.

Per la prima volta Piano City Milano ha anche un Piano Center notturno. A Palazzina Liberty venerdì 18 e sabato 19 due Piano Night uniscono la tradizione del pianoforte alla sperimentazione dell’elettronica. Grazie alle sue ampie vetrate, questo gioiello dell’Art Nouveau crea un’unica atmosfera tra il dentro e il fuori, nel Parco Formentano, dove il pubblico potrà godersi la musica tramite l’utilizzo di cuffie wireless SILENTSYSTEM.
Venerdì 18 Red Bull Music presenta Rrose, musicista dalla spiccata verve creativa, Seth Horvitz nella sua veste femminile, che porterà a Palazzina Liberty la musica dance elettronica di Charlemagne Palestine. Segue il concerto di Niklas Paschburg, a soli 23 anni capace di incantare il pubblico con le sue melodie fatte di suoni ipnotici tra musica neoclassica ambient ed elettronica. Poi Gianluca di Ienno, che pensando ad autori come Ligeti e Debussy porta un programma con elettronica e improvvisazioni. Chiude Maja Alvanovic con i notturni contemporanei di Respighi, Nešić, Mompou.
Sabato 19 inaugura la seconda Piano Night il classicismo contemporaneo di Poppy Ackroyd, pianista e compositrice londinese dal sound brioso e accattivante. Dalla Francia arriva Guillaume Poncelet, con un concerto ispirato al suo recente album “88” suonato in piano solo, insieme a brani inediti e improvvisazioni alla Keith Jarrett. Alle 2.00 il brasiliano Vitor Araújo con Villa-Lobos e Zé; segue Shai Maestro Solo, pianista israeliano, tra i più originali protagonisti del panorama jazz contemporaneo. Infine la kazaka Angelina Yershova con il suo ultimo album “Resonance Night” porta a Piano City Milano il suo talento per la contaminazione, tra classica, contemporanea, pop ed elettronica.

Altri due concerti arricchiscono il programma delle notti: venerdì 18 alle 0.30 a Eataly Milano Smeraldo Davide Santacolomba esegue brani di musica classica e colonne sonore, sabato 19 dalle 21 a Santeria Social Club con Michele Fedrigotti una tre ore per dare voce all’anima di Chopin.

Con il sorgere del sole, la musica risveglia la città con due suggestivi concerti sull’acqua. Ai Bagni Misteriosi sabato 19 alle 5 Piano City Milano presenta Pianolink Silent Wifi Concert con Andrea Vizzini: musiche di Bach, Beethoven, Satie, Chopin, Liszt e Debussy in un concerto per pianoforte silenzioso su una pedana galleggiante. Un’esperienza di totale coinvolgimento dove la musica arriva alle orecchie del pubblico tramite cuffie wireless.
Domenica 20 l’appuntamento con l’alba è alle 5 all’Idroscalo con le dolci melodie dell’ucraino Pol Solonar; in collaborazione con Circolo Magnolia.

Per la sua settima edizione Piano City Milano propone una serie di programmi monografici speciali, fino a nove ore consecutive:

A un secolo dalla scomparsa di Debussy le sue meravigliose sonorità sono accostate a musiche di altri grandi compositori dell’epoca: sabato 19 dalle 11 alle 18 alla Fondazione Giangiacomo Feltrinelli un programma interamente dedicato al grande compositore; in collaborazione con il Conservatorio G. Donizetti di Bergamo e con Amadeus Factory.
Una rara esecuzione dell’integrale delle sonate di Schubert, quelle complete e i frammenti, con l’introduzione di Luca Ciammarughi: domenica dalle 10 alle 19 al Portico dell’elefante del Castello Sforzesco con Stefano Ligoratti, Emanuele Delucchi, Maria Clementi, Sandro De Palma, Luca Ciammarughi, Gabriel Tancredi Nicotra, Ali Hirèche, Francesco Libetta e Costanza Principe.
Alla Casa degli Atellani sabato 19 alle 11 Gianluca Luisi esegue tutte le Suite francesi di Bach. Vincitore del prestigioso concorso Internazionale J.S.Bach di Saarbrucken-Wurtzburg, Luisi è uno dei massimi interpreti mondiali del grande compositore tedesco.
Tutta la musica per pianoforte di Satie in una non stop di otto ore. Sabato 19 dalle 11 alla Six Gallery, Nicolas Horvath ci guiderà nelle atmosfere sonore del geniale precursore di tanta musica del nostro tempo.
Domenica 20 alle 10.30 alla Triennale di Milano la produzione pianistica di Ligeti viene eseguita dai giovani Pianisti Call for Young Performers, masterclass di Maria Grazia Bellocchio. In collaborazione con Divertimento Ensemble.
Otto concerti dedicati al Novecento Italiano, tra swing e rinnovamento antiromantico di inizio secolo. Alla Triennale di Milano sabato dalle 11.30 si esibiranno i vincitori del Premio Internazionale Giuseppe Martucci Lorenzo Bevacqua e Naomi Tistarelli.

Alle 14 omaggio a Daniele Lombardi con Duo Miroirs e alle 16.30 il concerto di Andrea Rebaudengo con musiche di Niccolò Castiglioni e Paolo Castaldi.
Fondazione Prada torna ad essere polo centrale del palinsesto di Piano City Milano: in occasione della mostra “Post Zang Tumb Tuuum. Art Life Politics: Italia 1918-1943”, domenica 20 alle 11 un concerto dedicato alla generazione dell’Ottanta con Gilda Buttà e Victoria Terekiev, e alle 12.30 il concerto di Enrico Intra dedicato allo Swing in Italia negli anni ’30.
Altri due concerti mostrano le corrispondenze tra autori italiani e non: alle 14 Emanuele Torquati esegue Busoni e Griffes, alle 15.30 Anna D’Errico suona musiche di Oppo e Debussy.
Il programma alla Fondazione Prada si chiude con il concerto delle 19 con Ciro Longobardi e musiche di Ferrari.

Piano City Milano torna a offrire lezioni di pianoforte rivolte a tutti. Sei Piano Lesson tenute dai grandi maestri svelano la faccia nascosta dello strumento, le storie dei protagonisti della tradizione pianistica, gli aneddoti e i trucchi del mestiere. In collaborazione con il Corriere della Sera.
Lo storico Teatro Gerolamo, la ‘piccola Scala’ di Milano recentemente restituito alla città, ospiterà quattro incontri domenica 20 maggio. Primo appuntamento alle 10 con Aquiles delle Vigne, che dedica la sua Piano Lesson alle ultime sonate di Beethoven. Tra i più autorevoli concertisti e didatti del pianoforte, delle Vigne coinvolgerà alcuni giovani pianisti in un confronto tra esecuzioni per comprendere l’ultimo Beethoven. Alle 12.30 incontro con Django Bates, artista eclettico dalla sottile ironia british, protagonista della rinascita del jazz europeo degli anni Ottanta; figlio di un collezionista di musica popolare rumena e africana, è cresciuto sviluppando modi eclettici di fare musica. Alle 14 Piero Rattalino, celebre saggista e critico musicale, ci mostra come affrontare gli Studi di Chopin come pezzi lirici. Alle 16.30 Gabriele Baldocci, brillante pianista, noto anche per il duo stabile con Martha Argerich, mostra come improvvisava Liszt. Sabato 19 alle 10.30 alla Triennale di Milano, Ettore Borri racconta i diversi intenti del tocco pianistico nel Novecento.
Sabato 19 alle 17 a Santeria Social Club, Arthur Jeffes invita il pubblico a comporre insieme a lui una canzone con un pianoforte e un laptop.

Piano City Milano prosegue la sua tradizione di manifestazione diffusa, riconfermando luoghi che sono ormai nel cuore del pubblico ma anche allargando la sua rete di concerti in spazi inediti:
In collaborazione con Intesa Sanpaolo, le gallerie, le storiche filiali e luoghi non convenzionali come il caveau di una banca si aprono a concerti di musica classica, pop e rock.
La filiale di via Verdi ospita un’anteprima di Piano City Milano, venerdì 18 alle 17.30, a poche ore dal concerto inaugurale: Davide Locatelli si esibirà in una rivisitazione per piano solo di brani che hanno fatto la storia del rock. Sabato 19 alle 10 alla filiale di piazza Diaz musiche di Debussy con Marco Cecchinelli; alle 11.30 Elpidia Giardina presenterà un omaggio ai Genesis nella filiale di piazza Cordusio.

Grazie a Volvo, car partner di Piano City Milano, presso Volvo Studio Milano, nuovo luogo d’incontro inaugurato dal brand automobilistico svedese nella zona di Porta Nuova, cinque concerti di musica classica e contemporanea sotto la scenografica riproduzione di un’aurora boreale. Primo appuntamento sabato 19 alle 18.30 con l’improvvisazione jazz di Luigi Bozzolan; alle 20 è la volta di Dardust e del suo immaginario elettronico di matrice Nord Europea; dalle 22 il concerto del musicista, dj e tastierista dei Subsonica Boosta. Domenica 20 alle 11 Isabella Turso e alle 12.30 Yuko Ito.

Sul Rooftop Red Bull, tra i tetti del Naviglio Grande e del Naviglio Pavese, sabato 19 quattro concerti tra musica classica e contemporanea accompagnano il pubblico di Piano City Milano dal pomeriggio fino al tramonto. Dalle 17 suoneranno Guido Coppin, Maria Ausilia di Falco, Genny Basso e Vincenzo Parisi.

Per la prima volta la musica di Piano City Milano entra nell’Archivio di Stato e nell’Orto Botanico Città Studi grazie al programma Aperti per voi del Touring Club Italiano. Sabato 19 dalle 12 l’Archivio di Stato ospita una rassegna per due pianoforti con Annibale Rebaudengo e Giovanna Tamburrino, Barbara Tolomelli e Alfredo Castellani, Elio Marchesini e Ricciarda Belgiojoso, Takuya Otaki e Marianne Abrahamyan. All’Orto Botanico Città Studi alle 19 concerto di musica classica con Francesco Mazzonetto.

Domenica 20 dalle 10.30 all’Archivio di Stato ancora una giornata di musica con gli allievi della Civica Scuola di Musica C. Abbado.

Si confermano anche per questa edizione le collaborazioni con i più prestigiosi premi pianistici nazionali e internazionali. Sabato 19 e domenica 20 si alterneranno nel giardino e al laghetto della GAM la vincitrice del Concorso Pianistico Internazionale Rina Sala Gallo Maddalena Giacopuzzi e i vincitori del Premio Venezia Marco Rizzello, Federico Gad Crema, Francesco Granata, Giulia Loperfido. Domenica 19 alle 12.30 Nathalia Milstein, primo premio al Concorso Internazionale Axa Di Dublino 2015, esegue brani di Schumann sul pianoforte gran coda Tallone della Fondazione Gioventù Musicale d’Italia, strumento ospitato nella Sala da Ballo della GAM grazie alla collaborazione con Piano City Milano.
Tra i concerti nel parco Franck Ciup e Laurent Ferlet, celebri in Francia per i loro spettacoli sulle musiche da film.

Anche l’edizione 2018 di Piano City Milano rivolge un’attenzione particolare al tema dei diritti e dell’inclusione sociale. A Casa Emergency, la nuova sede dell’associazione fondata da Gino Strada e oggi spazio aperto alla città per la promozione di una cultura di pace, sabato 19 quattro concerti tra musica classica, jazz e contemporanea. Dalle 11 si esibiranno Alessandro Curti, Simone Sgarbanti, Mariano Bellopede e Nico Morelli.

Tra gli spazi inediti di questa edizione anche il Memoriale della Shoah, con il concerto di musiche armene di Heghine Rapyan domenica 20 alle 11; la Biblioteca degli Alberi ai giardini di Porta Nuova – aperta in anteprima per Piano City Milano grazie alla collaborazione con la Fondazione Riccardo Catella – sabato 19 e domenica 20 accoglie il pubblico per due giornate di concerti con i giovanissimi talenti dell’Accademia di Imola; via della Spiga, che domenica 20 si trasformerà in un palcoscenico a cielo aperto per Mario Mariani, Hélène Berger, Alberto Tafuri, Simone Quatrana.

Al Museo Teatrale alla Scala, in occasione dei centocinquant’anni dalla scomparsa di Gioacchino Rossini, sabato 19 alle 20 Vincenzo Balzani tiene un concerto sul celebre pianoforte di Liszt conservato al Museo, con brani di Rossini, Liszt e Thalberg.

A City Life, a piazza Tre Torri, tra i grattacieli simbolo della nuova Milano, domenica 20 alle 18.30 il pubblico potrà farsi trascinare dai ritmi jazz, blues e boogie-woogie di Silvan Zingg, carismatico musicista che ha suonato con grandi nomi come BB King e Chuck Berry. Sabato 19 dalle 11.30 con Francesco Alessandro Meloni e Kosta Jevtic musica classica e contemporanea nel nuovo shopping center progettato da Zaha Hadid.

mare culturale urbano, centro di produzione artistica e di innovazione culturale, ospita concerti e laboratori per adulti e bambini, tra cui il workshop di Ekland Hasa sulla musica tradizionale albanese.

BASE Milano ospita quattro concerti tra cui domenica 20 alle 19 l’appuntamento con MATITA, un ensemble composto da piano elettrico e disegnatori ritmici: un tavolo microfonato, amplificando il suono prodotto da matite, penne e pennarelli, restituirà al pubblico un momento sonoro e visivo allo stesso tempo.

Alla Rotonda della Besana sabato 19 alle 18 si esibirà il duo coreano Duo Vivid e alle 20 Matthew Lee con musiche rock e pop.
Domenica 20 torna l’orchestra dei cinquanta Toy Piano: nata con Michael Nyman che per loro ha scritto The otherwise very beautiful Blue Danube Waltz, aggiunge al repertorio in C di Terry Riley, il brano che ha reso popolare il minimalismo musicale. Quattro appuntamenti alle 10, alle 12, alle 14 e alle 15 tutti seguiti da un laboratorio per i più piccoli per imparare a suonare il toy piano. In collaborazione con Ricordi Music School.
Domenica 20 dalle 16 alle 21, con i giovanissimi talenti dell’Associazione Pianofriends una rassegna dedicata al Concerto per pianoforte e orchestra che va dalle origini ai brani tardo-romantici più famosi, dove la parte dell’orchestra è eseguita dal secondo pianoforte.

Tornano gli appuntamenti itineranti e nelle case private che fin dalla prima edizione hanno conquistato il pubblico di Piano City Milano:

Gli House Concert e i Concerti in cortile sono da sempre il cuore della manifestazione. Sessanta concerti arricchiscono il palinsesto di questa settima edizione grazie ai tanti milanesi che hanno voluto partecipare attivamente mettendo a disposizione case e cortili privati. Tra i protagonisti di questi appuntamenti Arrigo Cappelletti, Tommaso Boggian, Eougen Galanov, Vincenzo Culotta.

La musica on the road di Piano City Milano invaderà la città con i concerti itineranti di Piano Tram, Piano Bici e Piano Tandem.
In collaborazione con ATM torna Piano Tram: domenica 20 maggio dalle 11 alle 18.30 dieci corse musicali sui binari del centro città a bordo degli storici tram milanesi per offrire al pubblico concerti di ogni genere: dalla musica classica al jazz, dal blues alla musica contemporanea.
Piano Bici quest’anno arriva a Parco Trotter, grazie alla collaborazione con Lacittàintorno. Otto giovani pianisti si muoveranno all’interno del parco sostando ogni volta in un luogo diverso e offrendo al pubblico un repertorio vastissimo, dalla classica al jazz, dal rock alle colonne sonore.
Piano Tandem porterà la musica itinerante di Piano City Milano al Parco Nord e al Parco delle Cave. Sabato 19 al Parco Nord a partire dalle 12 musica classica e jazz; domenica 20 al Parco delle Cave dalle 12 musica pop, classica e colonne sonore.

Roberto Prosseda tiene un concerto di musica classica al Pedalpiano: un pianoforte con pedaliera di tipo organistico collegata a una seconda cordiera. Appuntamento, in prima assoluta a Milano, domenica 20 alle 21 all’Auditorium LaVerdi.

A cura del Conservatorio di Musica “G. Verdi” di Milano e in collaborazione con il Conservatorio di Musica “V. Bellini” di Palermo, alla Triennale di Milano sabato 19 alle 16 concerto di musica classica di Gabriele Laura; segue alle 19 Carmen Sottile, musicista giovanissima e già vincitrice di numerosi premi, che suonerà musiche di Liszt e Chopin.
La collaborazione tra i Conservatori di Milano e Palermo nasce dalla più ampia sinergia tra le due città, nata nel corso di un’edizione zero di Piano City Palermo a settembre 2017 e che si ripeterà a ottobre 2018 in collaborazione con Comune di Palermo e Teatro Massimo.

Alla Fondazione Adolfo Pini, che da sempre partecipa alla manifestazione, i concerti di Monica Zhang, Samuele Rizzuto, Daniele Martinelli, Elisabetta Formenton, Alberto Chines, Laura Stuani, Alberto Forino, Ilaria Cavalleri, Oscar Del Barba.

In collaborazione con Glamour, in piazza Gae Aulenti sabato 19 alle 20 musica jazz con Stefania Tallini e Cettina Donato; domenica 20 alle 20 concerto di musiche originali di Roberta Di Mario.

Piano City Milano arriva anche oltre i confini della città. Uno straordinario programma “Fuori Porta” con decine di concerti con pianisti e generi sempre diversi raggiunge il pubblico anche nella Villa Reale di Monza, sul lungolago di Como, all’Aeroporto di Malpensa e in moltissimi comuni tra cui Settimio Milanese, Peschiera Borromeo, Cassano d’Adda e Gorgonzola.

Ancora tanti altri luoghi e concerti da scoprire: Cascina Linterno tra le migliaia di lucciole che affollano il parco; il quartiere di Portello con musicisti come Francesco Buffa, Dynamico Duo, Gerolamo Ciulla; The Westin Palace Milan con Arturo Stàlteri; il Passante Ferroviario Vittoria con Antonio Zambrini; l’Humanitas San Pio X con Davide Montalenti, Palazzo Marino con Gaia Sokoli, Maria Clementi e Nicola Losito; e tanti altri ancora.
La prenotazione per gli House Concerts e i Concerti in cortile avviene attraverso il sito www.pianocitymilano.it/programma, a partire dal 7 maggio. Per i City Concert le prenotazioni aprono il 24 aprile alle 14. Per tutti i concerti consultare il sito internet della manifestazione per le modalità di partecipazione.

Informazioni
www.pianocitymilano.it/
mail: info@pianocitymilano.it
Facebook: www.facebook.com/PianoCityMilano
Instagram: @pianocitymilano
YouTube: www.youtube.com/PianoCityMilano

Alitalia, slittano vendita e restituzione del prestito

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Slitta la vendita dell’Alitalia. Il nuovo termine è stato fissato al 30 ottobre 2018. La conferma arriva dal Consiglio dei ministri che ha approvato il decreto legge che proroga di sei mesi la procedura per la cessione della compagnia. Il ministro dello Sviluppo economico, Carlo Calenda, ha annunciato che l’esecutivo ha spostato i termini, mentre la data per la restituzione del prestito ponte sarà prorogata al 15 dicembre 2018. La decisione, ha precisato Calenda, è stata presa a causa della “situazione politica che stiamo vivendo”. “Ci sono state delle offerte – ha ricordato – ora si arriva a una fase di negoziazione più stretta che ha bisogno di un governo nel pieno delle sue funzioni, che esprima il proprio orientamento”. Il responsabile del Mise ha anche sottolineato come «dal momento dell’accordo per la vendita al trasferimento dell’asset ci vorrebbero 6 mesi.

Intanto prosegue il pressing dell’Unione europea sul prestito ponte di 900 milioni di euro, tacciato di aiuto di Stato, che vede la commissione Ue – stimolata dalle accuse di alcuni competitori di Alitalia – indagare sui tempi e i modi di rimborso della somma stanziata dal governo italiano. Il portavoce della commissaria Ue alla concorrenza, Margrethe Vestage, ha affermato di essere in continuo contatto con le autorità italiane sul caso Alitalia. “Abbiamo appena mandato la lettera con le nostre osservazioni e nel frattempo continuiamo la nostra indagine. In linea di principio, uno Stato può dare aiuti massimo di sei mesi per il salvataggio e poi presentare aiuti per la ristrutturazione di un’azienda e, se in linea con le regole Ue, ricevere l’approvazione da parte di Bruxelles, ma dipende da ogni specifica situazione e dai singoli casi”.

“Abbiamo sempre avuto un’interlocuzione con la Commissione europea, peraltro anche sulla fissazione del tasso di interesse relativo al prestito quando l’abbiamo concesso – risponde Calenda – Quindi continueremo a gestire come sempre abbiamo fatto e con la commissaria Vestager abbiamo un rapporto consolidato e forte”.

Resta ferma sulle proprie posizioni Lufthansa, tra le principali pretendenti per l’acquisto, che ribadisce la sua posizione. “Le condizioni in cui si trova Alitalia sono tali per cui non ci interessa per niente. Va ristrutturata in termini di dimensioni, costi, destinazioni e così via, e questa ristrutturazione va fatta dall’Italia, non possiamo farla noi da azionisti”, ha fatto sapere in una nota la compagnia tedesca. Ulrik Svensson, chief financial officer del Gruppo Lufthansa ha poi sottolineato che “l’Italia è un mercato molto importante per noi, il secondo dopo gli Stati Uniti. Tuttavia, è importante ricordare che il modo in cui si presenta oggi Alitalia non ci interessa affatto. Abbiamo consegnato agli italiani un ‘concept paper’ su come una compagnia aerea completamente ristrutturata potrebbe apparire in termini di dimensioni, costi, destinazioni e così via. Ma tale ristrutturazione dovrà essere effettuata dagli italiani. Non lo faremmo noi come nuovo azionista. Tale concept dovrà ovviamente essere valutato dalle autorità italiane. Ma non c’è ancora un governo in carica. Non siamo interessati ad Alitalia così com’è oggi”. In parole povere all’Italia l’onere della ristrutturazione e alla Lufthansa gli entroiti derivanti da una azienda alleggerita nelle proprie strutture. La domanda è se a queste condizione non sia meglio tenerla. Secondo quanto riferiscono le agenzie, inoltre, Lufthansa, come alternativa ad Alitalia, punterà a crescere nella controllata Air Dolomiti.

#GiornataMondialeDelDisegno incontro con LRNZ alla Galleria Nazionale

Time is out of joint_quarta_webIn occasione della #GiornataMondialeDelDisegno, venerdì 27 aprile è in programma presso la Galleria Nazionale #DrawingTheOther, una sessione-laboratorio di disegno per persone di tutte le età a cura del fumettista Lorenzo Ceccotti, in arte LRNZ. Un’opportunità per passare del tempo all’interno del museo disegnando e confrontandosi con altre persone, ma anche un momento per approcciare le tecniche di disegno dal vivo sotto la guida di un esperto. Oggetto del laboratorio saranno le opere della mostra I is an Other / Be the Other curata da Simon Njami, in allestimento presso il Salone Centrale fino al 24 giugno, che espone il lavoro di 17 artisti contemporanei di origine africana che condividono un orizzonte di ricerca comune sul rapporto con l’ignoto, che si individua a partire dall’incontro con l’altro.

Come suggerisce il titolo, cuore tematico della mostra è proprio il rapporto con l’altro, punto di partenza per la nostra conoscenza del mondo: gli artisti esprimono la propria ricerca dell’alterità, affidandosi ora alla mitologia, ora all’elemento visionario, al gioco, all’ironia, restituendo una grande varietà di interpretazioni. Tra queste, non possono certamente mancare le maschere. I partecipanti dovranno portare con sé un blocco per disegnare e matita, penna o pennarello, in base alla propria preferenza.

Dal momento che il numero dei partecipanti è limitato a 25 persone, si chiede gentilmente di mandare una mail a gan-amc.uffstampa@beniculturali.it per confermare la propria presenza.

Lorenzo Ceccotti è un artista che vive e lavora a Roma. Opera in diversi settori dell’arte visuale, come graphic design, motion graphics, animazione, illustrazione e narrazione sequenziale. Fondatore del collettivo SUPERAMICI e dello studio di design BRUTUS/CHIMP CO., si dedica dal 2006 a progetti individuali. Ha svolto docenze presso lo IED e insegna alla Scuola Romana dei Fumetti e l’ISIA di Roma. Ceccotti ha recentemente partecipato al progetto del MiBact Fumetti nei Musei, realizzando una graphic novel specificatamente dedicata alla Galleria Nazionale che è stata esposta lo scorso mese di marzo presso l’Istituto Centrale per la Grafica a Roma.

25 Aprile. Nencini, un pensiero alle partigiane e agli eserciti alleati. Alla libertà

“Un pensiero alle partigiane, alle donne che tennero in vita la campagna con gli uomini lontani, che si sporcarono le mani nascondendo un fuggiasco, e un pensiero agli eserciti alleati che risalirono la penisola. Almeno un mazzo di fiori. Alla libertà”. Lo scrive il segretario del PSI, Riccardo Nencini, sul suo profilo Facebook nel giorno della festa della Liberazione.

 

I difficili sonni dell’ineccepibile Mattarella

Nel giorno in cui il presidente emerito Giorgio Napolitano viene ricoverato per un malore in ospedale (a proposito, auguri di pronta guarigione), le palesi differenze con l’attuale presidente Mattarella emergono in modo chiaro. Il profilo basso del capo dello stato potrebbe essere una chiave di volta per uscire da una fase di stallo molto complessa, in cui pare che i protagonisti non abbiano ancora capito alcuni punti fermi emersi dalle elezioni ma che il presidente sta cercando di ricordare con sobrietà.

Mattarella ha identificato nel Movimento Cinque Stelle il perno per una qualsiasi maggioranza di governo, e d’altronde come dargli torto. I grillini hanno gruppi parlamentari molto folti, un leader che parla per tutti, e sono risultati il partito più votato. Situazione diversa nel centrodestra, dove la coalizione che ha preso il 37% è divisa in tre pattuglie, con leader che a volte sembrano coesi e a volte no. Il capo dello stato ha affidato un primo mandato esplorativo alla Casellati, con il preciso scopo di testare una disponibilità a un governo tra Cinque Stelle e il Centrodestra e poi abortito. Resto convinto che Salvini, preso dalla smania di comando, avrebbe rotto il fronte con Berlusconi e che anche la Meloni sarebbe stata della partita, ma il problema è Forza Italia. Inutili i richiami di Di Maio alla responsabilità dei forzisti; pare impossibile non abbia capito che Forza Italia è Silvio Berlusconi e non c’è modo di scalzarlo o di metterlo all’angolo dal suo giocattolino. Di fronte all’esplorazione andata male, Mattarella ci riprova con Fico, il presidente della camera, cui propone un tentativo di sondare la possibilità di un accordo tra i Cinque Stelle e un Pd che pare finalmente essere in uscita dal congelatore.

L’involuzione dei democratici, che ormai dal 2016 ne azzeccano poche, li ha portati su una posizione di chiusura totale che vede Renzi pensare a una fase di opposizione. Ma si alzano anche voci dissonanti, e bene ha fatto Martina a convocare una direzione per affrontare questo nodo importante: solo gli organismi dirigenti possono valutare e decidere se fare un passo verso Di Maio o chiudere. Le sensazioni che ho, da dentro, è che anche la base del Pd sia spaccata sulla possibile partecipazione a una maggioranza. In parte potrà dipendere dalla qualità della nostra partecipazione (in chiave programmatica e di spazi di governo). Ma i contrari non hanno ancora digerito i tanti insulti e le tante critiche ricevute e nemmeno il fatto che la lunga azione di governo a trazione democratica sia stata demolita, denigrata, in taluni casi offesa deliberatamente.

Quello che questi militanti pensano è che un accordo con i Cinque Stelle sarebbe un abdicare a una politica di fatto rinunciando al ruolo di un partito. A quel punto ci sarebbe una diaspora verso altri movimenti, o addirittura il rischio di essere inglobati dai grillini, coi loro metodi e i loro capi. In fin dei conti, è anche vero che l’elettorato grillino duro e puro non ama il Pd e che forse le offese e le insolenze riservate a Renzi e ai dirigenti democratici sono stati un collante, un grido di battaglia. Insomma, le strade sono strette e i sonni di Mattarella, sicuramente, molto leggeri. Il presidente si sta muovendo in modo ineccepibile secondo i dettami costituzionali. Ma per non rispedire gli italiani al voto, qualora fallisse la carta che ha messo sul tavolo, non resterebbero molte opzioni. È vero che la politica è l’arte del possibile. Ma forse, per rendere possibile l’impossibile, servirebbe qualche dirigente vero in più e qualche chiacchiera o twitter in meno.

Leonardo Raito