giovedì, 13 dicembre 2018
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Opinioni e commenti
 

Alitalia, slittano vendita e restituzione del prestito
Pubblicato il 26-04-2018


alitalia-lufthansa

Slitta la vendita dell’Alitalia. Il nuovo termine è stato fissato al 30 ottobre 2018. La conferma arriva dal Consiglio dei ministri che ha approvato il decreto legge che proroga di sei mesi la procedura per la cessione della compagnia. Il ministro dello Sviluppo economico, Carlo Calenda, ha annunciato che l’esecutivo ha spostato i termini, mentre la data per la restituzione del prestito ponte sarà prorogata al 15 dicembre 2018. La decisione, ha precisato Calenda, è stata presa a causa della “situazione politica che stiamo vivendo”. “Ci sono state delle offerte – ha ricordato – ora si arriva a una fase di negoziazione più stretta che ha bisogno di un governo nel pieno delle sue funzioni, che esprima il proprio orientamento”. Il responsabile del Mise ha anche sottolineato come «dal momento dell’accordo per la vendita al trasferimento dell’asset ci vorrebbero 6 mesi.

Intanto prosegue il pressing dell’Unione europea sul prestito ponte di 900 milioni di euro, tacciato di aiuto di Stato, che vede la commissione Ue – stimolata dalle accuse di alcuni competitori di Alitalia – indagare sui tempi e i modi di rimborso della somma stanziata dal governo italiano. Il portavoce della commissaria Ue alla concorrenza, Margrethe Vestage, ha affermato di essere in continuo contatto con le autorità italiane sul caso Alitalia. “Abbiamo appena mandato la lettera con le nostre osservazioni e nel frattempo continuiamo la nostra indagine. In linea di principio, uno Stato può dare aiuti massimo di sei mesi per il salvataggio e poi presentare aiuti per la ristrutturazione di un’azienda e, se in linea con le regole Ue, ricevere l’approvazione da parte di Bruxelles, ma dipende da ogni specifica situazione e dai singoli casi”.

“Abbiamo sempre avuto un’interlocuzione con la Commissione europea, peraltro anche sulla fissazione del tasso di interesse relativo al prestito quando l’abbiamo concesso – risponde Calenda – Quindi continueremo a gestire come sempre abbiamo fatto e con la commissaria Vestager abbiamo un rapporto consolidato e forte”.

Resta ferma sulle proprie posizioni Lufthansa, tra le principali pretendenti per l’acquisto, che ribadisce la sua posizione. “Le condizioni in cui si trova Alitalia sono tali per cui non ci interessa per niente. Va ristrutturata in termini di dimensioni, costi, destinazioni e così via, e questa ristrutturazione va fatta dall’Italia, non possiamo farla noi da azionisti”, ha fatto sapere in una nota la compagnia tedesca. Ulrik Svensson, chief financial officer del Gruppo Lufthansa ha poi sottolineato che “l’Italia è un mercato molto importante per noi, il secondo dopo gli Stati Uniti. Tuttavia, è importante ricordare che il modo in cui si presenta oggi Alitalia non ci interessa affatto. Abbiamo consegnato agli italiani un ‘concept paper’ su come una compagnia aerea completamente ristrutturata potrebbe apparire in termini di dimensioni, costi, destinazioni e così via. Ma tale ristrutturazione dovrà essere effettuata dagli italiani. Non lo faremmo noi come nuovo azionista. Tale concept dovrà ovviamente essere valutato dalle autorità italiane. Ma non c’è ancora un governo in carica. Non siamo interessati ad Alitalia così com’è oggi”. In parole povere all’Italia l’onere della ristrutturazione e alla Lufthansa gli entroiti derivanti da una azienda alleggerita nelle proprie strutture. La domanda è se a queste condizione non sia meglio tenerla. Secondo quanto riferiscono le agenzie, inoltre, Lufthansa, come alternativa ad Alitalia, punterà a crescere nella controllata Air Dolomiti.

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