mercoledì, 12 dicembre 2018
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Opinioni e commenti
 

Ancora uno stop alla Tap. Sequestrato un cantiere
Pubblicato il 27-04-2018


tap

La Procura della Repubblica di Lecce ha disposto il sequestro di una parte del nuovo cantiere per la realizzazione del gasdotto Tap a Melendugno. Si tratta della zona sita in località Paesane, in cui era stato avviato nei giorni scorsi l’impianto di 448 alberi di ulivo, che si trovano sul tracciato del gasdotto. La procura si è mossa per violazione della prescrizione contenute nella Valutazione di impatto ambientale (Via). Gli ulivi sono stati espiantati per consentire la costruzione del microtunnel del gasdotto. Il sequestro è stato eseguito dai carabinieri del Noe e Forestali che hanno svolto accertamenti sulla base di esposto presentato nei giorni scorsi da alcuni parlamentari.

I lavori che erano in corso, avviati pochi giorni fa, avrebbero dovuto concludersi il 30 aprile prossimo. Riguardano il cosiddetto cluster 5 dove è stata recintata da Tap un’area lunga circa un chilometro che ricade nell’azienda agricola “Le Paisane”, e da dove sono state espiantate 448 giovani piante di ulivo che sono state poste a dimora sotto tendoni realizzati ai margini della zona dei lavori. Il cantiere cluster 5 finito oggi sotto sequestro fa parte di un più ampio tracciato (8,2 chilometri di lunghezza con una fascia di circa 30 metri di larghezza a cavallo del futuro tubo) che dal cantiere di San Basilio, dove l’espianto degli ulivi è terminato lo scorso anno e dove sorgerà il microtunnel del gasdotto, porta alla Masseria del Capitano, dove sarà costruito il terminale di ricezione dell’impianto. In questo ‘budellò, dove è prevista la costruzione della pipeline, dovranno essere successivamente estirpati e messi a dimora (in aree protette ai margini dell’area di lavoro) oltre 1.800 ulivi. Il cluster 5 è ad un paio di km dal cantiere del microtunnel di San Basilio e a circa sei km da Masseria del Capitano.

È di circa 60 ettari l’area nella quale ricade il nuovo cantiere Tap. Quattro dei 60 ettari sequestrati sono aree in possesso di Tap, già recintate per effettuare i lavori di scavo per il microtunnel del gasdotto e da dove sono stati espiantati 445 ulivi e abbattuti altri tre perché affetti da xylella. Le piante sono state già invasate e portate, nella giornata di ieri, in un’area vicina, ovvero nella parte terminale del cluster 4, recintata anch’essa e posta sotto sequestro. Nei 60 ettari sequestrati ricade anche parte della stessa azienda agricola “Le Paesane” per l’impossibilità di distinguere catastalmente le aree in possesso di Tap dalle restanti.

L’azienda. «Tap, nella convinzione di aver operato nel pieno rispetto delle disposizioni legislative in materia e delle autorizzazioni ricevute, ribadisce l’assoluta fiducia nella magistratura e fornirà tempestivamente alla Procura tutti i chiarimenti necessari volti ad ottenere il dissequestro dell’area». È quanto scrive Tap in una nota dopo il sequestro del cantiere. Sempre l’azienda fa sapere che il sequestro probatorio disposto dalla procura di Lecce riguarda «il solo cantiere predisposto tra il km 2.90 e il km 3.98 della pista di lavoro per la posa del gasdotto, nel quale nei giorni scorsi era stato concluso l’espianto e il trasferimento di 448 ulivi. Il cantiere di San Basilio dove è in corso di ultimazione il pozzo di spinta per la costruzione del Microtunnel non è sotto sequestro e in esso si lavora regolarmente».

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