sabato, 18 agosto 2018
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Opinioni e commenti
 

Appendino fa rima con declino
Pubblicato il 27-04-2018


Ora è chiaro: madamin Chiara Appendino, sindaca grillina di Torino è entrata in competizione con la collega di Roma. la Sora Virginia Raggi per la conquista del poco commendevole trofeo della più incapace.
Non bastava la tragedia di piazza San Carlo della scorsa primavera, di cui madamin porta per intero la responsabilità politica; da ieri, grazie alle decisioni assunte dalla Fondazione del Teatro Regio da lei presieduta, una delle eccellenze del capoluogo subalpino, è entrata in una crisi di cui è arduo vedere la fine.
È successo che, dopo le dimissioni del sovrintendente Walter Vergnano, ufficialmente presentate per motivi personali, che ha retto l’ente lirico per 19 anni portandolo a livelli di assoluta rilevanza internazionale, madamin ha convocato il consiglio di indirizzo e ha fatto passare la nomina di Walter Graziosi, contro il parere di 2 consiglieri (che si sono dimessi) e del rappresentante della Regione Piemonte.
Intendiamoci: se il neo sovrintendente in pectore (vedremo perchè) avesse un profilo professionale e di competenza di alto livello si sarebbe anche potuto avallare la forzatura impressa dalla prima cittadina.
Il punto è che Walter Graziosi queste qualità sembra proprio non averle, considerato che il suo curriculum parla di una lunga esperienza amministrativa in una multinazionale degli ascensori (!) di un esperienza amministrativa nel mondo circense (!) di un’esperienza come vice-sovrintendente dell’Opera di Astana – Kazakistan (però!) e ben 17 anni alla guida della Fondazione Pergolesi-Spontini della sua città natale, Jesi, conclusasi con un abbandono tra le polemiche a causa di un rosso di 600.000 €, non proprio bruscolini per una microscopica fondazione con ben 10 dipendenti (il Regio di Torino ne ha 300).
Un biglietto da visita non proprio entusiasmante.
Il primo atto del neonominato è consistito in una intervista in cui alla domanda sulla auspicata riconferma a direttore musicale del regio di Gianandrea Noseda, uno dei più apprezzati direttori che vanta un repertorio impressionante di collaborazioni con le maggiori orchestre sinfoniche del mondo, Graziosi ha risposto, con il garbo di un ippopotamo, di non conoscere il Maestro e che comunque avrebbe dovuto prima “vedere i conti” (sic!).
Noseda, neanche a dirlo, ci ha messo un attimo ad andarsene motu proprio, sbattendo pure la porta.
Per un torinese fuori sede è triste doverlo constatare: Appendino fa rima con Torino ma anche con declino.
P.S. La nomina del prode Walter Graziosi deve essere confermata dal Ministro dei Beni culturali che, se alcuno se lo fosse dimenticato, è l’entrista Dario Franceschini.
Attendiamo, non senza preoccupazione, le sue determinazioni.

Emanuele Pecheux

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