martedì, 16 ottobre 2018
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Opinioni e commenti
 

Criptovalute nel mirino dell’antiriciclaggio
Pubblicato il 30-04-2018


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Gli articoli pubblicati dall’Avanti! sulle cripto-valute non sono stati vani. Le  Norme antiriciclaggio sono state estese a chi fa operazioni con le cripto-valute. I prestatori di servizi delle valute virtuali sono stati equiparati alle  Banche  ed a tutti gli altri  Operatori finanziari. Essi  dovranno applicare i controlli di ‘Due diligence’  oltre che i  metodi di Adeguata verifica per la Clientela, allo scopo di porre fine al sistema di anonimato che contraddistingue le Valute virtuali.

Tutto questo è stato inserito nella V Direttiva Europea, approvata dal  Parlamento Europeo, ed è la prima  regolamentazione sistematizzata sul tema delle cripto-valute. Il Provvedimento  entrerà in vigore tre giorni dopo la pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale  dell’Unione Europea, poi gli Stati aderenti avranno tempo 18 mesi per recepire le nuove Norme nelle singole Legislazioni nazionali.

Per il nostro Paese il compito appare più semplice, in quanto molte delle nuove Regole sono già state inserite con l’approvazione della IV Direttiva Europea, entrata in vigore con il Dlgs. 90/17, che regola la nuova disciplina in tema di Antiriciclaggio.

Nella  V Direttiva, in particolare, vengono introdotte le regole per l’identificazione dei Beneficiati effettivi  delle  Società  che agiscono all’interno  dell’Unione Europea  contro le Società fantasma (misura già esistente in Italia con il Registro dei Trust presso le Camere di Commercio e che è in fase di ultimazione).

Agli Stati toccherà la scelta finale sull’accesso da parte anche di terzi alle informazioni del Registro.

La Direttiva, inoltre, riduce la soglia per l’identificazione dei Titolari di Carte prepagate dagli attuali 250 a 150 euro e stabilisce criteri più severi per valutare se i Paesi terzi sono esposti maggiormente al rischio riciclaggio, inserendo la possibilità di sanzioni ed esami più approfonditi per quanto riguarda le transazioni riguardanti Cittadini di Paesi a rischio.

Infine, l’ambito di applicazione della Direttiva è stato allargato a qualsiasi forma di Servizi di consulenza fiscale, alle Agenzie di locazione, ai Commercianti d’arte, ai Prestatori di Servizi di portafogli elettronici ed a quelli di cambio di Valuta virtuale (estensione già coperta dal nostro Paese).

In sintesi, con la V Direttiva Europea, non potendo combattere direttamente le società fantasma che gestiscono le cripto-valute, sono state adottate misure restrittive e penalizzanti per scoraggiare l’utilizzo delle cripto-valute.

Vedremo successivamente se la V direttiva europea ha anche previsto provvedimenti e sanzioni rispetto a chi sta utilizzando le valute virtuali.

Salvatore Rondello

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