venerdì, 20 aprile 2018
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Opinioni e commenti
 

Dj Fabo. Nencini, mi dissocio dal governo
Pubblicato il 04-04-2018


faboIl governo Gentiloni nel suo ultimo atto torna sui suoi passi su una delle strade migliori, quella che riguarda la libertà di scelta sul proprio fine vita. Il Governo si è costituito parte civile nel processo su Dj Fabo, nel quale Marco Cappato è indiziato di istigazione e aiuto al suicidio. Una decisione che ha sorpreso tutti, tanto che il segretario del Partito Socialista, Riccardo Nencini ha scritto sul suo profilo Facebook: “Mi dissocio dalla costituzione di parte civile del governo sul caso del dj Fabo”.
La costituzione di parte civile che mira a difendere la norma di istigazione al suicidio messa in discussione dalla Corte d’Assise di Milano porta la firma del sottosegretario alla Presidenza, Maria Elena Boschi.
Il Governo in Corte Costituzionale difenderà infatti il divieto del codice penale risalente agli anni ’30 che norma il reato di cui è imputato Cappato. In questo modo si difende l’articolo 580 del codice penale, risalente al Regime fascista. La norma punisce con la reclusione da cinque a dodici anni “chiunque determina altri al suicidio o rafforza l’altrui proposito di suicidio, ovvero ne agevola in qualsiasi modo l’esecuzione”.
È dunque andato a vuoto l’appello di giuristi sottoscritto da 15.000 italiani e promosso dall’Associazione Luca Coscioni per la libertà di ricerca scientifica lanciato poco più di 10 giorni per chiedere al Governo di non intervenire a difesa del reato e dunque di non dare mandato all’avvocatura di Stato di costituirsi in tale procedimento.
“Certamente non si tratta di un’iniziativa contro Cappato, anzi la scelta effettuata mira a difendere le iniziative di chi aiuta le persone già determinate a porre fine alla propria vita”, fa sapere il Guardasigilli Andrea Orlando.
Il governo si costituisce “per evitare che la dichiarazione di incostituzionalità secca dell’articolo 580 potrebbe lasciare impunite condotte che nulla hanno a che fare con la tematica del rispetto delle volontà dei malati terminali”, fanno sapere dal Ministero della Giustizia. La spiegazione che viene fornita prende ad esempio le “condotte di chi istiga i ragazzi o comunque i soggetti deboli a compiere azioni che possono provocarne la morte, ad esempio con giochi spericolati o via web”.
“Prendo atto – ha affermato:in una dichiarazione l’avvocato Filomena Gallo coordinatore del collegio di difesa di Marco Cappato e segretario Associazione Luca Coscioni – della decisione del Governo Gentiloni di costituirsi in Corte costituzionale nel procedimento sollevato dalla Corte di Assise di Milano nell’ambito processo a Marco Cappato per la morte di Fabiano Antoniani”.
“Prendo anche atto – ha proseguito- della richiesta di costituzione in giudizio di una serie di organizzazioni e gruppi che sempre si sono distinti per aver avversato in ogni modo il riconoscimento del diritto alla libertà e responsabilità individuale fino alla fine della vita. Per quanto riguarda Marco Cappato, il suo collegio di difesa che coordino e l’Associazione Luca Coscioni, il nostro obiettivo non cambia: vogliamo far prevalere, contro la lettera del codice penale del 1930, i principi di libertà e autodeterminazione riconosciuti dalla Costituzione italiana e dalla Convezione europea dei diritti umani, nella convinzione che Fabiano Antoniani avesse diritto a ottenere in Italia il tipo di assistenza che -a proprio rischio e pericolo- ha dovuto andare a cercare all’estero con l’aiuto di Marco Cappato”.

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