mercoledì, 12 dicembre 2018
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Opinioni e commenti
 

Due attentati in Afghanistan. Strage di reporter
Pubblicato il 30-04-2018


afghanistanDue attentati in poche ore in Afghanistan che ha vissuto oggi un’ennesima giornata di sangue. Sono almeno nove i giornalisti rimasti uccisi e sei quelli gravemente feriti. Lo riferisce Reporters sans frontieres, confermando così il bilancio dell’Afghan Journalists Safety Committee (Ajsc). Secondo Rsf, la seconda esplosione aveva la stampa come obiettivo deliberato e si tratta dell’attentato più grave contro i media in Afghanistan dalla caduta del regime dei Talebani nel 2001.

A Kabul un primo attacco contro un checkpoint nei pressi di una sede dei servizi d’intelligence ha fatto molte vittime tra i civili. Poi, quando i giornalisti sono arrivati sul posto, un secondo attacco ha provocato altri morti. Il sedicente Stato islamico ha rivendicato l’attacco: a riferirlo l’agenzia di stampa Dpa che dà notizia di un messaggio diffuso dal gruppo tramite Telegram in cui si afferma che la strage è stata opera di due attentatori suicidi dell’organizzazione.

Tra le vittime confermate ci sono il fotografo dell’agenzia Afp Shah Marai, un cameraman di Tolo News, Yar Mohammad Tokhi, e un reporter e un operatore di 1TV, Ghazi Rasooli e Nowroz Ali Rajabi. Radio Free Europe (Rfe) ha fatto sapere che tre suoi giornalisti sono morti nell’attacco: si tratta di Abadullah Hananzai, Maharram Durrani e Sabawoon Kakar. Sarebbero rimasti uccisi anche il reporter Salim Talash e il cameraman Ali Salimi di Mashal Tv.

Inoltre, in un agguato, anche un giornalista del servizio in lingua pashtu della Bbc sarebbe stato ucciso in Afghanistan: lo riferiscono i media locali dopo il sanguinoso attacco della mattina a Kabul. Secondo l’ong Nai – che si batte per la libertà dei media – lo scorso anno in Afghanistan sono stati uccisi 21 giornalisti. Sempre oggi, ma nel sud del Paese, un altro attacco è costato la vita a 11 bambini di una scuola coranica (madrasa) nella provincia di Kandahar. Al momento nessun gruppo ha rivendicato l’attacco. Secondo i media locali l’obiettivo era un convoglio di soldati della Romania dispiegati in Afghanistan nel quadro della missione Nato.

“Questi attacchi provocano inenarrabili sofferenze per le famiglie afghane”. E’ con queste parole che il rappresentante speciale del segretario generale dell’Onu per l’Afghanistan, Tadamichi Yamamoto, condanna “nei termini più forti” il duplice attacco di questa mattina a Kabul. Yamamoto, capo della Missione di Assistenza delle Nazioni Unite in Afghanistan (Unama), si dice “indignato per un attacco che sembra aver preso deliberatamente di mira i giornalisti”.

“Dal momento che abbiamo manifestato e urlato il nostro #jesuischarlie per le stragi compiute a pochi chilometri da casa nostra – affermano in una nota Raffaele Lorusso e Giuseppe Giulietti, segretario generale e presidente della Fnsi – non possiamo che far sentire il nostro #jesuiskabul e chiedere a tutti noi di dare voce a chi, in Afghanistan, ancora si batte per riparare ai guasti prodotti ieri dalle ‘Nostre’ bombe e oggi da un terrorismo integralista che colpisce chiunque si opponga al suo disegno, senza distinzione di fede religiosa e colore della pelle. La manifestazione del 2 maggio, dedicata alla libertà di informazione, e che si svolgerà al liceo Mamiani di Roma sarà dedicata ai giornalisti afghani e sarà aperta da una loro testimonianza”.

Luigi Grassi

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