domenica, 21 ottobre 2018
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Opinioni e commenti
 

SECONDA CHANCE
Pubblicato il 23-04-2018


Lower House Speaker Roberto Fico (C) leaves the Quirinal Palace after meeting Italian President Sergio Mattarella (not pictured) for the second round of formal political consultations following the general elections, in Rome, Italy, 13 April 2018. ANSA/ALESSANDRO DI MEO

ANSA/ALESSANDRO DI MEO

Roberto Fico sarà il secondo “esploratore” nominato dal Quirinale per capire se esiste la possibilità di formare un governo. Dopo i rumors dei giorni scorsi, oggi arriva la conferma. A differenza della Casellati, però, Fico dovrà sondare gli umori del centrosinistra, in particolare del Pd. “Il presidente della Repubblica ha conferito al presidente della Camera Roberto Fico il compito di verificare un’intesa per una maggioranza parlamentare tra il Movimento Cinque Stelle il Pd per costituire il governo. Mattarella ha chiesto a Fico di verificare entro giovedì”, ha reso noto il segretario generale della presidenza della Repubblica dopo il colloquio al Colle tra Mattarella e il numero uno di Montecitorio.

Tre giorni, dunque. Poi le frecce all’arco del Capo dello Stato saranno finite. In caso di flop, l’unica possibilità immaginabile è un Governo del Presidente al quale tutti dovranno dare il proprio appoggio in attesa di nuove elezioni (non prima della primavera 2019).

Il Pd, dunque, chiamato ufficialmente in causa. Dopo una debacle che sembrava definitiva, ora al Nazareno potrebbero addirittura ritrovarsi al Governo. Ma a che prezzo? In termini di voti un eventuale appoggio ad un governo grillino potrebbe costare caro. La base dem non perdonerebbe facilmente. Magari meglio attendere il fallimento definitivo di Di Maio per poi entrare in campo su richiesta esplicita di Mattarella. La partita, comunque, è tutta da giocare. E il risultato non è scontato. “Si deve partire dai temi per l’interesse del paese – incalza Fico dopo aver ricevuto l’incarico – e dal programma per l’interesse del paese, ed è quello che cercherò di fare da subito”. Di Maio ha lo stesso identico problema del Pd: complicato spiegare ai suoi elettori un accordo con il partito di Renzi. In più il capo politico vede a rischio il suo posto da premier.

Sul fronte del centrodestra, invece, Salvini insiste sulla sua premiership. Pur di governare sembra ormai pronto a mollare Berlusconi. Ogni giorno che passa i due appaiono più lontani. Il momento giusto per ricordarlo sono le dichiarazioni post-elezioni in Molise. “Centrodestra e 5 Stelle comincino a governare già da questa settimana – rilancia il leader del Carroccio –. I risultati parlano chiaro. In Molise ha vinto il centrodestra nettamente, i 5 Stelle sono arrivati secondi. Smettano di dire io, io, io e mettiamoci a lavorare. Ma a guidare il governo siano i primi arrivati, ma non dico Salvini o morte. Si è parlato anche troppo, le imprese e le famiglie non possono aspettare. Noi siamo pronti, ci sediamo attorno ad un tavolo con gli altri e per cinque anni ricostruiamo questo Paese”.

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