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Opinioni e commenti
 

Fusione nucleare. Frascati in pole per la sede del DTT
Pubblicato il 05-04-2018


fusione nucleare

La fusione nucleare, molto probabilmente, si farà a Frascati. Il polo scientifico di Frascati, alle porte di Roma,  ha conquistato la pole position per la sede del DTT, il Centro di ricerca internazionale  sulla fusione nucleare  di cui l’Italia si è aggiudicata la costruzione sul suo territorio.  Il Consiglio di Amministrazione dell’Enea ha approvato la Relazione conclusiva  con la graduatoria finale delle nove località candidate ad ospitare la Divertor Tokamak Test facility (DTT) e, dopo Frascati, nella graduatoria compaiono la Cittadella della Ricerca di Brindisi e Manoppello a Pescara.

Al bando hanno partecipato ben 9 proposte presentate da Abruzzo, Campania, Emilia Romagna insieme alla Toscana, Lazio, Liguria con due siti, Piemonte, Puglia e Veneto. Il DTT è una infrastruttura strategica di ricerca e  studi sulla fusione nucleare, puntando a mettere al servizio del pianeta la stessa fonte di energia pulita che alimenta il sole e le stelle, grazie all’impiego di un combustibile inesauribile e facilmente reperibile: l’acqua.  L’avvio dei lavori della DTT è atteso entro il 30 novembre 2018, con la previsione di concluderli in sette anni. Nel maxi progetto saranno coinvolte oltre 1500 persone di cui 500 direttamente e altre 1000 nell’indotto con  un ritorno stimato di 2 miliardi di euro, a fronte di un investimento di circa 500 milioni di euro.

Il Presidente dell’Enea, Federico Testa, ha commentato: “Oggi è l’Italia che vince.  Perché investe sulla conoscenza e sull’energia sostenibile con un progetto che garantisce prospettive scientifiche e occupazionali positive per tutti e, in particolare, per i giovani”. Testa ha evidenziato:  “L’ampia partecipazione e la qualità delle proposte pervenute  che hanno dimostrato capacità di attivarsi, professionalità e forte attenzione al mondo della ricerca: di questo desidero ringraziare tutte le istituzioni regionali coinvolte. Adesso  si apre la fase dell’avvio operativo  che richiederà il massimo impegno per garantire il rispetto della tempistica e degli adempimenti previsti, a cominciare dalla firma di un accordo con la Regione”. Inoltre, il Presidente dell’Enea ha sottolineato:  “La procedura rigorosa e  trasparente  adottata dalla Commissione e la fattiva collaborazione delle singole Regioni,  hanno messo in luce l’esistenza di altri siti meritevoli  di essere considerati per future iniziative in campo scientifico”.

I finanziamenti a sostegno del DTT sono sia pubblici che privati e vedono la partecipazione, fra gli altri, di Eurofusion, il consorzio europeo che gestisce le attività di ricerca sulla fusione  con un investimento pari a 60 milioni di euro per conto della Commissione europea, il Miur con 40 milioni, il Mise con 40 milioni  impegnati a partire dal 2019, la Regione Lazio con 25 milioni, l’Enea e i partner con 50 milioni, cui si aggiunge un  prestito BEI da 250 milioni  di euro. Ma nel grande progetto di ricerca ha investito anche la Cina.  La Repubblica Popolare Cinese ha impegnato  infatti  30 milioni  di euro.

L’Istituto Nazionale di Fisica Nucleari, a Frascati ha realizzato il primo acceleratore di particelle in Italia. Il Prof. Antonio Zichichi, da direttore del Cern di Ginevra, affidò Carlo Rubbia il progetto di ricerca sulla fusione nucleare. Da questa ricerca nata osservando le reazioni nucleari che avvengono nel sole, con l’esperimento UA1, fatto al Cern di Ginevra davanti a cento scienziati di fisica nucleare, Rubbia dimostrò la fattibilità dell’energia a fusione nucleare controllata per generare energia elettrica. Per questa scoperta, nel 1984, Carlo Rubbia ottenne il premio Nobel per la fisica.

Oggi, finalmente, con le competenze scientifiche di cui diversi scienziati italiani, nel tempo, sono stati grandi protagonisti, l’Enea si avvia a gestire la fase realizzativa per la produzione di energia a fusione nucleare per scopi pacifici ospitando la Divertor Tokamak Test.

Il presidente di Unindustria, Filippo Tortoriello, ha detto: “La scelta dell’Enea di realizzare a Frascati un centro mondiale di ricerca su energia nucleare pulita e sicura è un risultato straordinario. L’Associazione, fin dal primo momento ha sostenuto con tutto il suo impegno l’opportunità di ospitare nella nostra Regione questa infrastruttura. Questo è un riconoscimento che premia una regione che ha saputo fare squadra. Vogliamo ringraziare i Rettori delle nostre Università che hanno sostenuto il progetto e la Regione Lazio che fin da subito ha creduto nella candidatura di Frascati come sede della DTT”.

Roma, 5 aprile 2018

Salvatore Rondello

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