lunedì, 17 dicembre 2018
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

Governo. Damato: “Soluzione crisi lontana”
Pubblicato il 26-04-2018


Palazzo Chigi

“L’ultimo giro ? Non direi. Ritengo ancora lontana la soluzione della crisi. Non si riesce a capire se sia davvero chiusa, come annunciato da Di Maio, la ricerca di un’intesa fra il movimento 5 Stelle e la Lega, senza Forza Italia, o con Forza Italia domata al ruolo ancillare sino ad ora rifiutato da Berlusconi anche a costo di insulti”. È quanto afferma Francesco Damato, giornalista e noto commentatore politico, a cinquanta giorni dal voto e dopo i tentativi falliti di un accordo tra il movimento cinquestelle e la lega ci si interroga se siamo ormai all’ultmo giro. “D’altronde, le intenzioni e dichiarazioni dell’ancora aspirante ufficiale delle 5 Stelle a Palazzo Chigi andrebbero sottoposte ogni volta alla macchina della verità, secondo una battuta attribuita a Matteo Renzi. Se non fosse vera, sarebbe un peccato”.

Quante possibilità di riuscita ha il tentativo del presidente Fico?
La strada da esplorare indicata da Mattarella al presidente della Camera è oggettivamente molto stretta sia per la contraddittorietà del programma grillino, più volte modificato strada facendo, sia per il rischio che il Pd correrebbe, in caso di accordo, di cadere in un trappolone, lasciando alle cinque stelle i meriti degli eventuali provvedimenti positivi e facendosi accollare le responsabilità dei provvedimenti malriusciti o mancati, sia per i margini ristretti dell’eventuale maggioranza in Parlamento, specie al Senato. E’ una circostanza, questa, sulla quale di solito si riflette poco, come poco si è riflettuto per una maggioranza limitata alle 5 stelle e alla Lega, risicatissima anch’essa, sino a quando Di Maio non ha smesso, o fatto finta di smettere di cercarla. Non dimentichiamo poi le condizioni di obiettiva  difficoltà interne al Pd, per non parlare del magma grillino agitato come una maionese al solo comparire della possibilità che capiti ad un esponente diverso da Di Maio di giocarsi la carta di Palazzo Chigi.

Pare ormai definitivamente chiuso il forno che Di Maio aveva aperto con la Lega. Chi ha più responsabilità nel fallimento della trattativa?
Le responsabilità della crisi, direi, non ancora del sicuro fallimento dei rapporti fra Di Maio e la Lega, Salvini in particolare, sono di entrambi. Di Maio per avere scambiato il suo pur notevole 32 per cento dei voti del 4 marzo per il 51 per cento, dichiarandosi quindi indisponibile a discutere la sua ambizione alla presidenza del Consiglio. Salvini per avere fatto credere più volte a Di Maio, al di là dei rifiuti verbali, di poter rompere con Berlusconi: cosa che lo renderebbe prigioniero dei rapporti con Di Maio e gli farebbe saltare tutto il quadro delle amministrazioni locali del Nord

Ora se va male anche questo tentativo rimane solo un governo di garanzia con quali sbocchi?
Un governo di garanzia, come lo chiami, variante di tanti altri di cui si parla, tutti attivati praticamente da una iniziativa del capo dello Stato dettata dalle urgenze e scadenze, interne e internazionali, da lui stesso indicate nella denuncia dello stallo della crisi, rimane per me la previsione più logica. Che si è arricchita nelle ultime ore di uno scenario dirompente per il movimento grillino. E’ lo scenario di un governo istituzionale, o come altro vorremo e potremo chiamarlo, affidato al presidente della Camera. Che osa farebbero i grillini in quel caso? Voterebbero contro di lui? O lui rinuncerebbe per non essere processato, tra virgolette, dai compagni di partito?

Ci sarebbe anche un’altra strada: il voto anticipato a ottobre facendo proseguire il governo Gentiloni per le emergenze. Che ne pensi?
Il voto anticipato in ottobre col governo uscente di Gentiloni lo vedo difficile per due motivi. Primo, perché si dovrebbe tornare a votare probabilmente con questa legge elettorale, a rischio quindi di un altro risultato a vuoto. Secondo motivo, perché obiettivamente, al di là degli indubbi meriti di Gentiloni, il governo uscente è obiettivamente e politicamente obsoleto, a dir poco. Fargli gestire le elezioni anticipate sarebbe un regalo troppo grosso sia ai grillini sia ai leghisti.

Ida Peritore

Angela Merkel bce Berlusconi bersani CGIL crisi Donald Trump elezioni Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Inps ISTAT italia lavoro Lega legge elettorale Luigi di Maio M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Matteo Salvini Nencini Onu Oreste Pastorelli Paolo Gentiloni pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia senato Sergio Mattarella Silvio Berlusconi UE UIL Unione europea USA



Lascia un commento