domenica, 18 novembre 2018
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Opinioni e commenti
 

Lega-M5s, commissione speciale, governo ad un passo
Pubblicato il 11-04-2018


dimaiosalviniA un passo dal Governo Cinque Stelle-Lega. Sono loro i favoriti per ricevere un incarico esplorativo dal presidente della Repubblica dopo il secondo giro di consultazioni. Sembra ormai certo che i partiti che hanno raggiunto il miglior risultato elettorale proveranno a formare una maggioranza in Parlamento. Ad irrobustire questa tesi l’intesa raggiunta oggi tra Salvini e Di Maio sulla presidenza della commissione Speciale della Camera, che andrà al leghista Molteni.

Nel pomeriggio il leader del Carroccio ed il capo politico grillino si sentono al telefono “con spirito di collaborazione per rendere operativo il Parlamento al più presto” concordando poi sul nome di Molteni. Dopo le votazioni delle presidenza delle due camere, dunque, ora anche la commissione Speciale, che come primo atto si troverà di fronte il Documento di Economia e Finanza. L’accordo Lega-5Stelle appare ormai ben saldo.

L’alternativa è quella di una figura terza, che possa garantire tutti gli schieramenti in campo. Al momento non trapelano nomi. Di certo la scelta di uno tra Roberto Fico ed Elisabetta Casellati, rispettivamente presidenti di Camera e Senato, rappresenterebbe per Mattarella l’ultima scelta. Il capo dello Stato, anche a costo di rischiare un Governo istituzionale, non ha nessuna intenzione di tornare alle urne in tempi brevi.

Forza Italia, invece, resta nel limbo. In questo momento il partito di Berlusconi è in attesa di una decisione dell’alleato. “Salvini incaricato di formare il governo? Assolutamente sì – afferma Tajani a Radio Capital – abbiamo sempre detto che la prima forza del centrodestra deve esprimere il candidato primo ministro. Se poi Salvini vuole indicare un’altra persona per noi va bene, ma la decisione è sua, poi spetta a Mattarella scegliere”.

Nel Pd, ormai, l’impasse è strutturale. Prima di fare il primo passo, attendono tutti l’assemblea del 21 aprile prossimo. Intanto i renziani chiedono il congresso in autunno o al massimo a febbraio 2019 con il presidente Orfini che resterebbe in carica. In alternativa via alle primarie nei mesi antecedenti alle europee. D’accordo anche gli orlandiani. Il reggente Martina è solo un ricordo.

F.G.

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