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Opinioni e commenti
 

Il Condannato – Cronaca di un sequestro. Il Doc di Ezio Mauro su Aldo Moro
Pubblicato il 17-04-2018


EZIO MAURO R4 2Roma, Bruxelles e Londra. Sono le tre grandi città in cui sarà presentato Il Condannato – Cronaca di un sequestro, il film documentario di Ezio Mauro con la regia di Simona Ercolani e Cristian Di Mattia trasmesso per la prima volta su Rai3, senza interruzioni pubblicitarie, venerdì 16 marzo in prima serata in occasione del quarantennale della strage di via Fani e del rapimento di Aldo Moro.

Dopo aver riscosso il consenso del pubblico con una media di share del 6.9% e ben 1.674.000 telespettatori, il film prodotto da Stand by Me e Rai Cinema, in collaborazione con La Repubblica, è ora protagonista di altre quattro importanti iniziative, in Italia e all’estero, in memoria dell’anniversario del sequestro e della morte dell’allora presidente della Democrazia Cristiana.

Si inizia domani, mercoledì 18 aprile alle 11.00 con la proiezione del film documentario presso l’Auditorium del MAXXI di Roma, a ingresso gratuito fino a esaurimento posti, nell’ambito del progetto 55 giorni di Aldo Moro organizzato dal museo. La proiezione sarà preceduta da un incontro di presentazione introdotto dal Presidente della Fondazione Maxxi Giovanna Melandri a cui parteciperanno l’autore Ezio Mauro e Simona Ercolani, regista.

Il 2 maggio alle 18.00 il film sarà poi proiettato a Bruxelles, nella sede del Parlamento europeo, dove ad Aldo Moro è stata recentemente intitolata una sala. L’evento, ospitato dall’onorevole Simona Bonafè, membro del Parlamento Europeo, vedrà la partecipazione del presidente di Rai Cinema Nicola Claudio che insieme ad Ezio Mauro e Simona Ercolani presenteranno il film documentario.

Il giorno dopo, il 3 maggio alle 18.00, sarà la volta di Londra, nella sede dell’Istituto di cultura italiano, dove saranno presenti anche Ezio Mauro e Simona Ercolani.

Infine il 7 maggio, il documentario tornerà a Roma per essere presentato presso il Ministero dell’istruzione con una proiezione dedicata alle scuole superiori organizzata in memoria di Aldo Moro, a pochi giorni di distanza dal 40esimo anniversario dalla sua morte avvenuta il 9 maggio 1978.

Il film documentario Il Condannato – Cronaca di un sequestro è la cronaca dei 55 giorni che sconvolsero il paese del 1978: dal sequestro del Presidente della Democrazia Cristiana, avvenuto il 16 marzo in via Fani, in un feroce agguato dove furono uccisi gli agenti della sua scorta (i carabinieri Oreste Leonardi e Domenico Ricci e i tre poliziotti Raffaele Iozzino, Giulio Rivera e Francesco Zizzi) fino alla drammatica conclusione in via Caetani, il 9 maggio 1978, dove venne rinvenuto il corpo senza vita di Aldo Moro in una Renault 4 rossa.

Ezio Mauro comincia il suo racconto dal giorno precedente a quel fatidico 16 marzo 1978. Le Brigate Rosse, l’organizzazione terroristica di estrema sinistra costituitasi nel 1970, sono ormai agli ultimi preparativi del rapimento, mentre Aldo Moro si prepara alla cruciale giornata politica che lo aspetta l’indomani in Parlamento. Il suo progetto politico sta per compiersi con la fiducia al Governo di solidarietà nazionale presieduto da Giulio Andreotti. Sono gli ultimi frammenti di vita da uomo libero del più importante uomo politico italiano. Dopo ci sarà solo il buio della “prigione del popolo”. 55 giorni attraversati dalla schizofrenia di un paese posto di fronte alla decisione più difficile di sempre: trattare o non trattare con i terroristi.

Ezio Mauro racconta gli eventi di quei mesi attraversando Roma: da via Mario Fani, luogo del rapimento, fino al covo delle Brigate Rosse di via Camillo Montalcini, sede della ‘prigione del popolo’, dove venne segregato l’Onorevole Moro. La ricostruzione vede la sua drammatica conclusione nel centro storico capitolino, tra la sede della Democrazia Cristiana a Piazza del Gesù, e quella del PCI in via delle Botteghe Oscure: via Michelangelo Caetani, dove viene rinvenuto il corpo senza vita del presidente della Democrazia Cristiana.

Il racconto di Ezio Mauro è impreziosito da materiali di repertorio unici. Le lettere autentiche scritte dal Presidente, i comunicati originali delle BR, le armi usate dai brigatisti per eseguire la sentenza e le automobili diventate simbolo della vicenda: la Fiat 130 in cui viaggiava Moro il giorno del sequestro, l’Alfetta della scorta crivellata dai colpi e la Renault 4 rossa. Inoltre, foto d’epoca selezionate da vari archivi fotografici e il repertorio video dell’Archivio del Movimento Operaio, fino ai servizi originali dei telegiornali Rai scelti grazie a un attento lavoro di ricerca e documentazione.

Nel film documentario si alternano tre tipologie di interviste: le interviste on location ai testimoni diretti degli eventi più significativi; le conversazioni di Ezio Mauro con quattro dei protagonisti più importanti del caso Moro come il figlio Giovanni, Nicola Rana segretario particolare di Moro per quasi 25 anni, il Sostituto Procuratore Luciano Infelisi che ha guidato le indagini, oltre alla ex-brigatista Adriana Faranda, che partecipò al sequestro facendo da “postina” per le lettere di Moro e i comunicati delle BR. Ci sono poi le testimonianze di personaggi che attraverso i loro ricordi forniscono dettagli storici e umani di quei 55 giorni, come l’ex Presidente Giorgio Napolitano ai tempi Senatore del PCI e primo comunista italiano a essere invitato e accolto negli USA; Claudio Signorile che prese parte alle trattative del PSI con le Brigate Rosse; Giovanni Ricci figlio di Domenico, autista di Aldo Moro, morto nell’agguato del 16 marzo 1978; Luigi Zanda nel ’78 Segretario-portavoce di Francesco Cossiga, l’uomo più vicino al Ministro dell’Interno; Giuseppe Pisanu nel ’78 Deputato DC e Capo della Segreteria politica nazionale della DC, guidata da Benigno Zaccagnini e molti altri.

Una cronaca rigorosa e coinvolgente di quei giorni del 1978 per rivivere una delle pagine più dolorose della storia italiana. Una storia firmata da Ezio Mauro con la regia di Simona Ercolani e Cristian Di Mattia, prodotta da Stand by Me e Rai Cinema, in collaborazione con La Repubblica.

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Commenti all'articolo
  1. Solo Bettino Craxi fece un serio tentativo per salvare la vita del presidente della DC, proponendo alle Brigate Rosse uno scambio tra Aldo Moro e due brigatisti malati in carcere. Questo è bene non dimenticarlo mai cari compagni.

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