mercoledì, 19 settembre 2018
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Opinioni e commenti
 

Il Fmi alza le stime del Pil ma attenzione sul debito
Pubblicato il 17-04-2018


FMI

Nel 2018 “alcuni paesi – come l’Italia o il Canada – dovrebbero mantenere una politica di bilancio neutrale, per poi riprendere il consolidamento nei prossimi anni”. Lo scrive l’Fmi nel Fiscal Monitor precisando che per il nostro paese “la priorità dovrebbe essere l’avvio di un consolidamento fiscale credibile e ambizioso per porre il debito su un solido percorso discendente”. La base di questo processo dovrebbe essere – aggiunge il fondo – “il taglio della spesa primaria corrente, ll sostegno alle fasce più deboli, l’aumento degli investimenti e la riduzione del carico fiscale sul lavoro, con un ampliamento della base imponibile e uno spostamento” verso la tassazione delle ricchezze e degli immobili e dei consumi.

Il Fondo sottolinea poi dal 2012 una traiettoria discendente dei deficit pubblici, con una riduzione media pari all’1,6% del Pil a partire dal 2012, soprattutto grazie alla riduzione della spesa per interessi in paesi come l’Italia, la Germania e la Francia. Tuttavia il Fondo evidenzia per il nostro paese un incremento della spesa pensionistica che, anche alla luce dell’invecchiamento della popolazione, dovrebbe spingere “la spesa pubblica a sostenere la crescita della forza lavoro attraverso un aumento dell’accesso all’apprendistato”.

Per quanto riguarda il Pil l’Fmi rivede al rialzo delle stime, ma una crescita più bassa rispetto gli altri paese dell’Unione europea di cui resta fanalino di coda. Secondo le nuove stime del Fondo monetario internazionale, che ha rivisto al rialzo la nostra crescita di un decimo rispetto l’ultima proiezione fornita a gennaio, l’economia italiana crescerà quest’anno di 1,5%, mantenendo lo stesso ritmo tenuto nel 2017.

L’istituzione di Washington non manca però di puntare il dito contro l’elevato rapporto/debito Pil dell’Italia (ma anche della Spagna) che, abbinato ad un trend demografico sfavorevole, richiede di migliorare l’avanzo primario strutturale per incanalare il debito su una traiettoria discendente.

Nell’aggiornamento del quadro previsionale per le varie economie mondiali contenuto all’interno del primo capitolo del World Economic Outlook, il Fmi ha confermato a 1,1% la previsione di crescita del Pil italiano nel 2019. Per quanto riguarda l’inflazione, a detta del Fmi, quest’anno dovrebbe attestarsi a 1,1% contro 1,2% dell’ultima previsione risalente ad ottobre, per poi accelerare lievemente a 1,3% l’anno prossimo.

Il tasso di disoccupazione dovrebbe scendere a 10,9% quest’anno (11,0% la stima di ottobre) e a 10,6% il prossimo.

Solo un breve cenno alla situazione di stallo politico creatasi dopo le elezioni di inizio marzo, che non hanno dato a nessuna forza politica o coalizione i numeri parlamentari per formare un governo. Il Fmi si limita infatti a inserire l’Italia nel gruppo di Paesi che include Brasile, Colombia e Messico, dove l’incertezza politica potrebbe mettere a rischio l’implementazione delle riforme, ma sull’outlook globale di medio termine pesano soprattutto le incertezze geopolitiche.

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