lunedì, 24 settembre 2018
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Opinioni e commenti
 

Il rebus
Pubblicato il 02-04-2018


Col 32 per cento Giggino Di Maio pretende di governare come se avesse il 51. Eppure la maggioranza non ce l’ha. Ha la più alta delle minoranze ottenute da una lista. Più bassa se consideriamo le coalizioni, perché il nuovo leader del centro-destra, Salvini, ha ottenuto di più. Ma non gli va in testa. Sostiene che il presidente del Consiglio deve essere lui. Non accetta altri che lui. O lui o elezioni subito, anche con questa stessa legge, che certo potrebbe vedere il suo movimento ancora in crescita, ma non tanto da superare l’asticella della maggioranza. In questi casi dovrebbe prevalere il senso di responsabilità. Cercare un’alleanza magari anche con un presidente di compromesso. Perfino Salvini ha fatto un passo indietro e al cospetto di Di Maio sembra divenuto uno statista.

Berlusconi non molla Salvini. Anzi. Lo avvinghia coi suoi tentacoli avvelenati. Di Maio vuole una maggioranza con Salvini e allora deve accettarla anche con Forza Italia. Pare piuttosto complicato che all’orizzonte si profili un esecutivo con Di Maio, Salvini, che peraltro non può certo fare il vice del leader dei 5 Stelle, con l’aggiunta di ministri azzurri e meloniani. E allora? Nel Pd si è aperta una breccia. Franceschini, Orlando, per non dire Emiliano, contestano la linea dell’Aventino lanciata da Renzi. Ma arriverebbero fino ad appoggiare un governo Di Maio? Se si esclude Emiliano pare proprio di no. E poi anche se volessero non avrebbero i numeri sufficienti. Dunque?

Tutti guardano a Mattarella come ad un indovino. Un oracolo, come quello di Delfi. Ma l’uomo del colle può solo lanciare la prospettiva di un governo del presidente, dando l’incarico a una sorta di Amato dei giorni nostri (lo stesso dei giorni passati?) che si appelli alla buona volontà del Parlamento. Visto che i grillini non l’appoggeranno, lo potranno fare insieme centro-destra e centro-sinistra? Dubito che Renzi si rimangi la parola, anzi la decisione di stare comunque all’opposizione, approvata dai suoi organi e dubito che Salvini e Meloni tradiranno la promessa fatta agli elettori di non governare mai assieme al Pd. Il rebus pare di impossibile soluzione. Eppure un governo si farà. E’ troppo importante per tutti, tranne Di Maio e Salvini, evitare le elezioni. E Di Maio e un Salvini deberlusconazzato, di contro, avrebbero tutto l’interesse a rendere possibile un governo che apra la strada a una legge elettorale a loro misura. Credo che alla fine anche i rebus si possano risolvere se prevalgono gli interessi di parte. A meno che tutti lavorino per un suicidio collettivo e conoscendo i nostri non lo escludo.

Inviato da iPad

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Commenti all'articolo
  1. Io però credo che fra Di Maio e Salvini sia il primo ad avere più titoli per ricevere l’incarico. Chi ha votato il m5s, che è risultato il partito di maggioranza relativa, ha votato per Di Maio PdC, mentre Salvini era il “candidato” della lega e solo della lega. FI sponsorizzava Tajani, FdI la Meloni. Salvini rappresenta meno del venti per cento dei votanti.

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