lunedì, 23 luglio 2018
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Opinioni e commenti
 

In Italia 7 pensioni su 10 sotto la soglia dei mille euro al mese
Pubblicato il 12-04-2018


Inps

7 PENSIONI SU 10 SOTTO I MILLE EURO

In Italia 7 pensioni su 10 sotto la soglia dei mille euro. Lo scorso primo gennaio il 70,8% delle pensioni erogate per il settore privato, 12,8 milioni di assegni, sono infatti state inferiori a 1.000 euro. E’ quanto documenta l’Inps nel suo osservatorio sulle pensioni, rilevando che per le donne la percentuale è decisamente inferiore arrivando all’86,6%.

Nel complesso al primo gennaio 2018 le pensioni erogate erano 17.886.623 con un calo di circa 143 mila unità rispetto a inizio 2017: di queste 13.979.136 erano di natura previdenziale, mentre le rimanenti 3.907.487 sono di natura assistenziale. La spesa complessiva annua risulta pari a 200,5 miliardi di euro (di cui 179,6 miliardi sostenuti dalle gestioni previdenziali): un dato, spiega l’Istituto, ottenuto moltiplicando per 13 mensilità (12 nel caso delle indennità di accompagnamento) il valore dell’importo mensile di gennaio.

Pensioni liquidate – Per quanto riguarda le pensioni liquidate, nel 2017 sono state 1.112.163 per il settore privato: di queste poco meno della metà (553.105, pari al 49,7%) erano di natura assistenziale (507.177 per gli invalidi civili e 45.928 assegni sociali). L’Inps sottolinea come gli importi annualizzati, stanziati per le nuove liquidate del 2017, ammontano a 10,8 miliardi di euro, un valore che rappresenta circa il 5,4% dell’importo complessivo annuo in pagamento allo scorso primo gennaio.

Nuove pensioni – Le nuove pensioni erogate ai dipendenti privati sono state 335.246, il 30,1% del totale, per un importo annualizzato di 5,44 miliardi (il 50,2% del totale). Le nuove prestazioni erogate agli autonomi sono state invece 215.439. Le pensioni liquidate nelle altre gestioni e assicurazioni facoltative sono state 8.373.

Gestioni – Oltre la metà delle pensioni – spiega l’Inps – è in carico alle gestioni dei dipendenti privati delle quali quella di maggior rilievo (95,6%) è il Fondo Pensioni Lavoratori Dipendenti che gestisce il 48,2% del complesso delle pensioni erogate e il 61,1% degli importi in pagamento. Le gestioni dei lavoratori autonomi elargiscono il 27,5% delle pensioni per un importo in pagamento del 23,9% mentre le gestioni assistenziali erogano il 21,8% delle prestazioni con un importo in pagamento di poco superiore al 10,4% del totale.

Consulenti lavoro

VADEMECUM SU INCENTIVI OCCUPAZIONE

Un vademecum sugli incentivi occupazione Mezzogiorno e occupazione Neet. E’ il contenuto della circolare n.8/2018 della Fondazione studi dei consulenti del lavoro, una serie di Faq che tendono a coprire la maggior parte delle casistiche possibili sul tema.

I consulenti del lavoro ricordano che “sono stati pubblicati a gennaio 2018 i decreti direttoriali Anpal n. 2 e 3, rispettivamente per l’incentivo occupazione Mezzogiorno e per l’incentivo occupazione Neet, di giovani, tra i 16 e i 29 anni che non studiano e non lavorano (Neet), aderenti al programma ‘Garanzia Giovani'”. “L’Inps -continua la nota dei professionisti- ne ha reso possibile l’applicazione con la pubblicazione delle circolari n. 48 e 49 del 19 marzo scorso, contenti le procedure telematiche per le richieste dei relativi incentivi economici. Adesso, quindi, il quadro delle possibili combinazioni di assunzione con esonero, disegnato per l’anno 2018, è completo. Dopo, infatti, l’intervento della legge 205/17, commi 100 e seguenti, l’ultimo tassello erano proprio le attese circolari Inps, necessarie a sbloccare i predetti decreti dell’Anpal”.

“Lo scenario -conclude la nota- che si presenta è alquanto complesso e articolato. I predetti incentivi, infatti, si possono anche combinare fra loro (solo nel primo anno). In tal caso, occorre fare attenzione alle regole di fruizione, che sono differenti e vanno considerate prendendo a riferimento il quadro normativo di ogni singola misura. La Fondazione studi dei consulenti del lavoro ha predisposto la circolare n.8/2018, un vademecum contenente una serie di Faq che tendono a coprire la maggior parte delle casistiche possibili. Un utile strumento per orientare il consulente del lavoro nella scelta della misura ad hoc per ogni potenziale assunzione”.

lavorare in Italia

TUTTE LE AGEVOLAZIONI

Agevolazioni fiscali a favore di chi decide di trasferire la residenza in Italia per lavoro. Tali misure sono previste dal fisco per sostenere lo sviluppo economico, scientifico e culturale del Paese. Alcune sono in vigore da diversi anni, altre sono state emanate di recente. Obiettivo comune: attirare risorse umane.

Tra queste (consulta la guida), il sistema tributario agevola i redditi prodotti in Italia da docenti e ricercatori residenti all’estero che rientrano nel Paese.

Altro regime fiscale agevolato, ricorda l’Agenzia delle Entrate, “è stato pensato anche per i cosiddetti lavoratori ‘impatriati’ del quale possono usufruire: laureati che hanno svolto attività lavorative all’estero; studenti che hanno conseguito un titolo accademico all’estero; manager e lavoratori con alte qualificazioni e specializzazioni”.

100mila euro – Regime che prevede l’esenzione per 5 anni del 50% del reddito di lavoro autonomo o dipendente prodotto in Italia. Oppure, per i nuovi residenti, c’è un’imposta sostitutiva per 15 anni sui redditi prodotti all’estero: 100.000 euro annui (25.000 per ogni familiare).

Nuove ipotesi – Si tratta di una serie di misure introdotte dalla legge di bilancio 2017 (legge 11 dicembre 2016, n. 232) intervenuta per potenziare l’efficacia delle norme esistenti e introdurre nuove ipotesi, “in modo da configurare un sistema variegato e capace di cogliere le diverse realtà”.

Statali

MENO CAPI E PIÙ TRAVET

Meno capi e più dipendenti semplici: se le amministrazioni statali non possono decidere in autonomia di aumentare il numero dei dirigenti possono tuttavia tagliarlo per far posto a dipendenti ‘semplici’. Insomma, magari si perde un vertice ma, con lo stesso budget, si acquistano due o più travet non graduati. A stabilirlo sono le linee guida sui fabbisogni di personale, messe a punto dalla ministra P.A Marianna Madia. Si tratta di uno schema di decreto, già presentato a Regioni e Comuni, per orientare gli enti nella stesura dei piani per le assunzioni.

Inail – Accredia

-16% INFORTUNI NELLE IMPPRESE CERTIFICATE

Le imprese che sono passate da un livello di sicurezza base a un livello certificato hanno registrato una riduzione del 16% degli infortuni, che nel 40% dei casi sono risultati meno gravi rispetto a quelli nelle aziende non certificate. E’ quanto emerge dal Quaderno dell’Osservatorio Accredia dedicato alla salute e alla sicurezza sul lavoro, frutto della collaborazione con Inail e Aicq presentato oggi a Roma dal presidente dell’Inail, Massimo De Felice, di Accredia, Giuseppe Rossi e dell’Associazione Italiana Cultura Qualità Claudio Rosso.

Questo “è un primo risultato utile – ha detto il presidente De Felice – per individuare i fattori che hanno condotto le imprese sulla strada della certificazione e per valutare gli esiti di questa propensione alla qualità”.

Il nuovo quaderno dell’Osservatorio Accredia, a sei anni dalla prima edizione, conferma la maggiore efficacia delle politiche di prevenzione nelle aziende che adottano dei sistemi di gestione certificati sotto accreditamento. L’entità di queste riduzioni, secondo i dati raccolti, può variare sensibilmente a seconda del settore di attività. In quello del legno, per esempio, il calo della frequenza degli infortuni nelle aziende certificate è solo del 7%, mentre l’indice che ne misura la minore gravità tocca il 61%. Il tessile, invece, registra una riduzione del 10% dell’indice di frequenza e del 30% di quello di gravità.

Secondo De Felice la normazione tecnica volontaria è “un ausilio prezioso”, perché “potenzia la legislazione”. Con la certificazione, ha detto infine il presidente Inail, “è garantito il rispetto delle norme, documentata la qualità dell’impresa, correttamente tutelata la competitività. Sono tutti mezzi e azioni che contribuiscono, in grande, al miglioramento del sistema socio-economico”.

Carlo Pareto

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