mercoledì, 19 settembre 2018
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Opinioni e commenti
 

In pancia alle banche c’è solo il verme solitario
Pubblicato il 17-04-2018


Il termine “in pancia” si è cominciato a sentire in riferimento ai crediti deteriorati che le banche italiane hanno in sofferenza; ora non si capisce se il patimento, e conseguente dimagrimento, sia per causa della “tenia”, oppure solo una scusa per farsi compatire dalla BCE dove chiedono aiuto!

Il verme solitario delle banche è conseguente all’ingordigia dei banchieri che hanno vissuto nel lusso più sfrenato a spese dei risparmiatori a cui, in molti casi, hanno prosciugato anche i conti, vendendogli come magliari le azioni truffaldine.
Ma noi italici ignoranti beviamo ogni cosa! Nessuno pensa che le banche raccontano cazzate quando lamentano i crediti inesigibili, semmai siamo noi cittadini che ne sopportiamo i costi perché le banche defiscalizzano le perdite in giornata. Ergo, non ci rimettono nulla; semmai guadagnano perché tutto quello che racimolano con i pignoramenti è utile netto, altrimenti col piffero che venderebbero le case dei clienti creditori, ad un decimo del loro valore, alle Società-avvoltoio. Argomenti, questi, che hanno portato ad una caccia spietata al verme solitario delle banche: quella che i politici hanno promosso prima del 4 marzo, all’arrembaggio dei voti degli elettori pugnalati vigliaccamente alle spalle dagli istituti di credito.

Infatti, sono stati davvero tanti i candidati al Parlamento del Paese che sproloquiavano contro i banchieri responsabili della crisi e protagonisti di una mattanza spietata nei confronti delle piccole imprese e delle famiglie italiane. Senza dimenticare di aggiungere alla lista le centinaia di migliaia di azionisti ingannati dalle Banche Popolari, complice inconsapevole il governo di allora, prosciugando i risparmi di coloro che avevano dato fiducia alla banca “di famiglia”.

Sì, i politici sproloquiavano: molti parlavano per sentito dire, ed era facile per loro, in campagna elettorale, promettere che qualora fossero stati eletti avrebbero rimborsato tutto il cucuzzaro, senza sapere nulla di ciò di cui si parlava e tantomeno cosa e quanto avrebbero dovuto restituire.

Intanto, una volta seduti sulle fantozziane poltrone di pelle umana, hanno cominciato a darsi del tu con quella parte di banchieri che aveva spergiurato di mandare a casa (o in galera). Chissà, forse si sono resi conto che di poveracci da ingannare ce ne sono ancora tanti, anche se con pochi risparmi, mentre i banchieri sono pochi e ricchi sfondati. E con i tempi che corrono è meglio essere cauti con loro… non si sa mai, un mutuo, un prestito, può sempre tornare utile.

Angelo Santoro

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