sabato, 20 ottobre 2018
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Opinioni e commenti
 

Incasellati
Pubblicato il 18-04-2018


L’incarico esplorativo al presidente del Senato (come ha scelto di definirsi la Casellati rifuggendo da storpiature grammaticali) era nell’aria. E’ la seconda volta per una donna. La prima fu l’analogo mandato affidato al presidente della Camera Nilde Iotti nel 1987. Fu un estremo tentativo per evitare le elezioni anticipate che si tennero pochi mesi dopo. Nella storia dei mandati esplorativi bisogna ricordare che nessuno andò a buon fine a partire da quello, il primo, affidato a Giovanni Leone nel 1960, fino all’ultimo, affidato a Marini, nel 2008. Anche quello alla Casellati non farà accezione. I partiti, meglio sarebbe dire i gruppi parlamentari, diranno alla Casellati quel che han già dichiarato al presidente Mattarella. Un gentile non possumus. E allora perché questa scelta?

Verrebbe voglia di dire perché il presidente altro non poteva fare. I leader dei due schieramenti più votati hanno fatto sapere che di mandati esplorativi non sanno che farsene. E la seconda carica dello Stato é il presidente del Senato. Stare ancora, dopo 44 giorni, con le mani in mano il presidente della Repubblica non poteva. L’unico effetto del mandato esplorativo sarà di prendere tempo, anche se quello concesso é di soli due giorni, ma soprattutto di far capire che se le forze politiche non si decidono a trovare una soluzione al presidente non resta che sciogliere le Camere.

E qui scatta l’avvertimento, perché il paradosso é che tranne i Cinque stelle e la Lega, che sarebbero chiamati a formare un governo insieme, gli altri, che dovrebbero opporsi, di elezioni non vogliono sentir parlare. Il Pd, pur di stare all’opposizione e di non tornare subito al voto, sollecita da tempo la formazione di un governo dei vincitori, mentre Berlusconi tira per la giacchetta Salvini ma pare disposto a fare di tutto (anche un governo col Pd, anche se servono gli altro due suoi indisponibili alleati) pur di evitare un ricorso alle urne che potrebbe sancire una supremazia ancor più netta del suo più giovane alleato. Non so quale ma alla fine un governo si farà. In troppi sognano il potere e in tanti sognano una legislatura che non s’interrompa prima di nascere. Due obiettivi assolutamente conciliabili.

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Commenti all'articolo
  1. Egregio Direttore, condivido il suo punto di vista sulla faccenda governo; una qualche intesa dovrà pur trovarsi perché alle urne non vuole andarci proprio nessuno a cominciare dal popolo a mio avviso. E allora a questo punto il centro-sinistra dovrà necessariamente rimettersi in gioco rischiando alleanze forse scomode o “pericolose” ma più che mai può essere un’occasione per rimettere in carreggiata l’area socialdemocratica alla guida del paese.

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