martedì, 11 dicembre 2018
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Opinioni e commenti
 

La lettera e la risposta
I giovani e il direttore dell’Avanti!
Pubblicato il 17-04-2018


Caro direttore,
da sempre siamo attenti lettori del nostro quotidiano, l’Avantionline. Ti riconosciamo un’onestà intellettuale che spesso ha giovato all’organo di stampa del nostro partito, da te diretto.
In questi giorni abbiamo letto un tuo post su Facebook in cui auspicavi un rinnovamento del partito e suggerivi ai giovani di farsi avanti come avvenne negli anni settanta, sostenendo, senza alcuna ragione, che ragionano come i vecchi. Un termine che non vorremmo neppure utilizzare.

Sappiamo bene che sei uomo di dialogo. E’ il motivo per il quale con alcuni compagni e compagne abbiamo deciso di scriverti pubblicamente per provare a dare una risposta politica al tuo ragionamento.
I paradigmi giovani-vecchi e status quo-rinnovamento ci sembrano ormai categorie ampiamente superate. Ma ciò che ti sfugge è che il paragone è oggi inverosimile. Il partito degli anni settanta che, a tua valutazione, era morto, aveva comunque un ruolo centrale nella vita del Paese usufruendo, cosa non da poco, di ingenti risorse economiche. Molti di voi, infatti, a differenza nostra, grazie a quei tempi che furono, ancora oggi riescono a fare politica grazie a vitalizi acquisiti.

Non vorremmo apparire neogrillini, al contrario siamo convinti che la democrazia abbia dei costi, ma il punto di svolta è proprio questo. Riflettere sugli errori del passato e sulle vacche grasse che oggi hanno portato a tagli estremi della democrazia.
Non possiamo non opporci ad alcune tue riflessioni perché se i giovani pensassero davvero come i vecchi, non militerebbero ancora in un partito come il Psi ma cercherebbero fortune altrove, provando a rimanere a galla, come molti della tua generazione hanno fatto, con incarichi o consulenze governative. A torto o a ragione.
Molti ricorderanno ancora una vicenda significativa della nostra storia politica. Al congresso nazionale del 2008, la mozione Locatelli, sostenuta dalla FGS, da Turci e da te, avrebbe dovuto facilitare l’ingresso di un giovane nella segreteria nazionale e tu stesso garantisti il tuo disinteresse per quell’organismo. Eppure dopo dieci anni sei ancora membro della segreteria nazionale. Non è una accusa ma spesso dovremmo tutti ricordare che il rinnovamento non può essere auspicato, ma va praticato a cominciare da chi ha avuto responsabilità importanti, cedendo spazi significativi di rappresentanza.
Nei fatti c’è già un rinnovamento sul campo. I giovani di cui tu parli sono stati candidati ovunque nelle ultime elezioni politiche prendendo più voti di tanti colonnelli ormai senza esercito. Bisogna prenderne atto.
Noi ci siamo, ci siamo sempre stati, lavoriamo quotidianamente per il partito e l’idea di doverci fare avanti per spazzare via una classe dirigente come quella attuale non è e non può essere il nostro obiettivo. Impiegheremmo ingiustamente il nostro tempo. Al contrario riteniamo debba essere il partito a doverci chiedere apertamente un sostegno, dovresti essere tu stesso a consentire un reale rinnovamento. Ai tuoi tempi era certamente più affascinante l’idea di strappare il posto a De Martino o Mancini. Ma questa non è la nostra idea di cambiamento.

Caro direttore, sarebbe stato bello se anche tu avessi sostenuto il documento in cui auspicavamo un cambiamento in occasione del Congresso di Salerno e sarebbe stato opportuno nel 2013, grazie ad una legge elettorale come il Porcellum, praticare il rinnovamento eleggendo anche un solo giovane.

Dici bene che dovremmo, con spregiudicatezza e senza timori, adoperarci per un rinnovamento; quello che però ti sfugge, come sfugge a molti della tua generazione che hanno vissuto di politica, è che c’è un mondo reale. Una laurea da prendere tre mille difficoltà, un mondo del lavoro sempre più depresso e instabile, una vita da costruire. Purtroppo come Psi abbiamo votato in Parlamento l’abolizione del finanziamento pubblico al partito e pertanto oggi la politica non è più accessibile a tutti.

Ma non sono i soldi il problema. Siamo innamorati del nostro partito e continueremo a militare, pur senza incarichi e senza una promessa per il futuro. Nelle prossime settimane troveremo anche il tempo, tra lavoro, famiglia e problematiche quotidiane, per immaginare nuove soluzioni affinchè il nostro glorioso partito possa continuare a vivere.
Ciò che auspichiamo però è che, al semplice invito a farsi avanti, ci sia contestualmente un sostegno concreto al cambiamento, anche da parte tua.

Perché, come si dice, verba volant.

Maria Pisani Portavoce nazionale PSI
Elisa Gambardella Segreteria nazionale PSI
Luigi Iorio Segreteria nazionale PSI
Francesco Bragagni Vice Segretario regionale PSI Emilia-Romagna
Luca Pasini Consigliere comunale di Rimini
Leonardo Pierini Segreteria provinciale Psi Firenze
Raffaele Tantone Segreterio cittadino Psi Matera
Maria Emilia De Martinis Capolista al Senato collegio Puglia Nord

La risposta di Mauro Del Bue
Cari amici e compagni, avete reagito giustamente alla mia provocazione. Sono andato un po’ pesante per darvi una scrollata. Tenete presente che quel che ho scritto era dedicato all’idea che fosse giunto il vostro momento. E’ tempo che ritengo che i giovani del Psi debbano assumersi la responsabilità di guidare la nostra comunità. Avete ragione. Il paragone con la nostra generazione è un po’ fuori luogo perché nel 1976 il Psi era un partito con una dimensione e un ruolo assai doversi da quello nostro attuale, anche se la batosta elettorale di quell’anno pareva preludere alla sua imminente fine.

Ma il paragone non era su questo. Era sulla spregiudicatezza con la quale noi puntammo a un rinnovamento che nessuno ci regalò, ma che sapemmo conquistare con la nostra tenacia. Mi auguro che le stesse doti voi sappiate dimostrare adesso. So che non ci sono in ballo posti e prebende, ma in ballo c’è forse qualcosa di più. E cioè la possibilità stessa di dare un futuro alla nostra identità non importa se in un partito, in una componente di un partito pluri identitario, in un’alleanza di soggetti politici diversi. In ogni caso penso che spetti un ruolo decisivo alla vostra generazione. Giusto che anche io dia l’esempio come voi sollecitate. Siccome non ho altra responsabilità che la direzione del nostro quotidiano e mi riconoscete, e vi ringrazio, di aver dato un forte contributo alla sua resurrezione, condiderate a vostra disposizione questa mia funzione, senza alcuna reticenza.

Vi ringrazio di aver risposto al mio stimolo benefico tutti insieme. Credo che la vostra unità e il vostro obiettivo di divenire protagonisti possa essere garanzia di azioni di cambiamento che mi auguro positive per tutti. Per quanto mi riguarda personalmente consideratemi al vostro fianco, anzi un passo dietro di voi.

Mauro Del Bue

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Commenti all'articolo
  1. Quella del ricambio o successione generazionale è questione antica, che puntualmente si ripropone, e che non mi pare affrontabile con regole fisse e “universali”, anche perché talora si corre il rischio di rimuovere – o rottamare come si usa dire oggi – figure di provate doti e capacità, non facilmente sostituibili.

    Se sto alla mia esperienza personale, impiegai un po’ di tempo prima di avere un “ruolo” di partito e poi a livello istituzionale, mentre altri vi arrivarono con un percorso molto più celere, verosimilmente per la loro maggiore qualità politica o forsanche causa le differenti circostanze e coincidenze, per dire della pluralità dei casi.

    Capita per solito che nei partiti gli avvicendamenti vadano di pari passo con le vicende politiche, vedi quanto successe in casa PSI nel 1976, dopo il risultato di quelle elezioni politiche, e a me sembra che i giovani di oggi abbiano un importante “banco di prova” a portata di mano, ossia le prossime urne amministrative.

    Quella può essere infatti la giusta occasione per candidarsi, o per una riconferma, e cercar poi di guadagnarsi consensi in termini di voti, cioè affermarsi quanto a fiducia raccolta, e quindi “contare” politicamente, così da guadagnar di riflesso “titoli e credenziali” per vedersi assegnati gli incarichi di partito cui si aspirava, o comunque potervi puntare.

    Paolo B. 19.04.2018

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