mercoledì, 25 aprile 2018
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Opinioni e commenti
 

Astio in casa Pd e Delrio ‘punta’ sulla classe operaia
Pubblicato il 06-04-2018


Delrio-Rosato-Martina_PdDopo la debacle del 4 marzo la questione per i dem è tutta sulla leadership. Il Guardasigilli e leader della minoranza Pd, Andrea Orlando, attacca il segretario dimissionario, Matteo Renzi: “Renzi deve decidere una cosa: se ritiene che le colpa della sconfitta elettorale non sia la sua, che sia la mia o dei cambiamenti climatici, allora può decidere di ritirare le proprie dimissioni e continuare a esercitare il mandato avuto dagli elettori. Se invece, come ha detto, si assume non dico tutta la responsabilità ma almeno una quota significativa e ne trae come conseguenza quella di arrivare alle dimissioni, allora deve consentire a chi pro-tempore ha avuto l’incarico di poterlo esercitare altrimenti non riparte un dibattito sereno, una ripresa di rapporti de Pd con la società italiana”. L’invito di Orlando è quello di lasciar lavorare il segretario reggente, Maurizio Martina, ma la dichiarazione di fuoco arriva dopo la riunione dei “renziani” avvenuta ieri nello studio di Andrea Marcucci, capogruppo Dem al Senato che ha fatto infuriare molti membri del Pd. Ma se le liti interne sono ormai ordinarie in casa dem, a gettare benzina sul fuoco anche l’apertura del Movimento 5 Stelle che ha contribuito al moltiplicarsi delle voci che chiedono un congresso immediato.
Se fino a ieri sembrava scontata una rielezione di Martina ora invece, secondo le indiscrezioni, sono molti i ‘renziani’ pronti a prendere le redini del Partito. Primo fra tutti Matteo Richetti, attuale portavoce del Pd, ma anche la ‘renziana’ di prima ora e dimissionaria dal Pd, Debora Serracchiani, compare nella rosa dei candidati. Nel frattempo a sinistra dem si prepara un incontro domani “sinistra anno zero”, in contemporanea con il Convegno di Richetti “Harambee”, al quale parteciperanno Andrea Orlando e Gianni Cuperlo, ma anche alcuni fuoriusciti dal Partito e confluiti in LeU: Enrico Rossi e Alfredo D’Attorre.
A tentare di sedare gli animi ancora una volta Graziano Delrio che afferma: “Non mi interessa chi si candida alla segreteria mi interessa cosa proponiamo al Paese”. Sempre per quanto riguarda le candidature alla segreteria, si augura che ci ” siano tesi forti che favoriscano il nuovo percorso del Pd e la sua rigenerazione”. L’obiettivo è quello di “guardare alla sostanza delle ricette per il Paese”. E al riguardo chiarisce che il partito dovrebbe porsi in maniera “più critica” rispetto a certi modelli di sviluppo, come quelli che riguardano la delocalizzazione delle imprese e i salari, per esempio.
Probabilmente Delrio guarda al successo delle iniziative portate avanti dal neo iscritto Carlo Calenda a favore degli operai, come nel caso di Embraco.
Per quanto riguarda invece la possibilità di un’alleanza con i cinquestelle, Delrio mantiene la linea adottata da tutto il Pd, nessuna apertura. “Quando Di Maio dice: ‘O voi o la Lega!’, sta dicendo che non ha un`idea di paese. Cosa serve davvero all`Italia? Non c`è un problema personale. Di Maio fa la stessa offerta a noi e alla Lega. E a voi sembra che noi e la Lega abbiamo la stessa idea di paese? Di Maio ha ricevuto un mandato dagli elettori che non era il mandato a governare con noi”. Lo ha detto Graziano Delrio, capogruppo Pd alla Camera ai microfoni di Giorgio Zanchini a Radio anch`io (Rai Radio1).
“Il M5s ci ha criticato per tutti questi anni. Noi vogliamo essere seri. Loro hanno idee diverse da noi. E` una questione di serietà. Non vogliamo prescindere dal merito per arrivare al potere ad ogni costo”, ha concluso.

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