lunedì, 16 luglio 2018
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Opinioni e commenti
 

Mamma licenziata da Ikea prepara il ricorso
Pubblicato il 04-04-2018


ikea“Quante donne sono costrette a rinunciare al lavoro perché non si creano le condizioni affinché sia conciliabile con le esigenze della famiglia? E l’Italia è il primo Paese per dimissioni dal lavoro delle donne”, afferma Massimo Bonini, il segretario generale della Cgil che sul caso della Ricutti fa una questione più generale, culturale e non esita a parlare di esempio di “discriminazione di genere” e di “caso pilota”. La donna anche se fisicamente non sta bene, non rinuncia ed è pronta al ricorso contro la sentenza che ha dato ragione all’azienda.
Marica Ricutti, 39 anni, separata, laureata in scienze alimentari, è stata licenziata dalla multinazionale svedese Ikea dove lavorava da quasi vent’anni nello stabilimento di Corsico, ma il giudice del lavoro ha respinto il ricorso e confermato il provvedimento dell’Azienda. Per il giudice, i comportamenti della ex dipendente sono stati “di gravità tali da ledere il rapporto fiduciario tra datore di lavoro e lavoratore e consentono l’adozione del provvedimento disciplinare espulsivo”.
La donna non riusciva a tenere gli orari che le erano assegnati avendo due figli piccoli di cui uno disabile. Aveva chiesto più volte maggiore flessibilità, a suo dire senza trovare riscontri.
“Stiamo già preparando l’opposizione a questo provvedimento che non considera che la lavoratrice aveva una situazione di difficoltà: l’ordinanza tralascia alcuni aspetti oggettivi nel gestire una situazione familiare complicata”. Così Maurizio Borali, legale di Marica Ricutti.

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