venerdì, 17 agosto 2018
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Opinioni e commenti
 

Spagna, stupro di gruppo è solo ‘abuso’
Pubblicato il 27-04-2018


Hundreds of people, many of them wearing red gloves (symbol against sexual assault), gather at the entrance of the palace of justice after the sentencing hearing of the trial of five men accused of gang raping an 18-year-old during San Fermin fiestas, in Pamplona, northern Spain, 26 April 2018. The verdict sentenced each one of the five accused to nine years in jail for sexually abusing a young woman during Sanfermines 2016.  ANSA/VILLAR LOPEZ

ANSA/VILLAR LOPEZ

Una vicenda che ha scioccato tutta la Spagna che infatti è scesa in piazza a protestare. Il tribunale di Navarra ha condannato oggi a 9 anni di carcere per abusi sessuali cinque giovani sivigliani, tra i quali anche un militare e poliziotto, accusati di avere stuprato durante la celebre festa di San Fermin di Pamplona nel 2016 una diciottenne madrilena. Il branco dei cinque è stato condannato per “abuso sessuale” e assolto dall’accusa di “aggressione sessuale” (la procura chiedeva 20 anni), per l’assenza di violenza patente, ovvero non è stata riscontrata “violenza o intimidazione”.
La ragazza riferì alle autorità di essere rimasta “paralizzata” dalla paura al momento in cui i giovani, che si erano offerti di accompagnarla a casa quella sera, la spinsero nel portone di casa e abusarono di lei. La versione del branco è invece che la ragazza rimase immobile, non fece resistenza per cui “era consenziente”.
Uno dei tre giudici della Navarra si è addirittura pronunciato per l’assoluzione completa dei cinque accusati. Per giudici del tribunale di Navarra, però, quell’episodio non era un’aggressione sessuale, reato che in Spagna comprende appunto i casi di stupro. Ora i cinque ragazzi potrebbero già uscire dal carcere tra sei mesi, avendo scontato la quarta parte della pena: sono infatti in carcerazione preventiva dal 2016.
La sentenza, a sei mesi dalla conclusione del processo, era attesissima, trasmessa in diretta tv, ha provocato lo sdegno in tutta la Spagna che infatti è scesa in piazza a protestare. Alle richieste dell’opinione pubblica non è rimasto sordo il Governo di Rajoy, il ministro della Giustizia, Rafael Catalá, ritiene che la legislazione possa sempre essere modificata sul caso, ma per il momento chiede il rispetto della decisione dei giudici. Ma il ministro ha lasciato la porta aperta all’eventuale riforma del codice penale e ad iniziare una riflessione sulla riforma del codice penale in materia di stupro. Catalá ha espresso vicinanza e impegno del governo per le vittime e le donne oggetto di violenza, affermando che “una vittima non è mai responsabile per il crimine”.

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