giovedì, 26 aprile 2018
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Opinioni e commenti
 

Ocse, posti di lavoro a rischio per i robot
Pubblicato il 04-04-2018


robotL’Ocse, in base ad una analisi che copre 32 Paesi e che si basa sulla Survey of Adult Skills (Piaac), secondo cui sul 14% dei posti di lavoro attuali vi è un 70% o oltre di probabilità di automazione da parte di computer e algoritmi, ha affermato: “Nelle economie avanzate, l’equivalente di 66 milioni di lavoratori (quasi 1 su 6) sono ritenuti ad alto rischio di automazione”. L’ente rileva comunque come questo dato appaia più contenuto di quello indicato in uno studio analogo nel 2013 (Frey and Osborne).
Oltre ai posti ad alto rischio vi è un ulteriore 32% di posizioni su cui, secondo l’ente con sede a Parigi, si potrebbe assistere a cambiamenti significativi su come vengono gli stessi lavori vengono svolti, sulle mansioni, sulla quota di lavoro che potrebbe essere robotizzata e sulle qualifiche che saranno necessarie per accedere a questi posti.
Vi sono poi differenze significative tra Paesi: si va da un picco del 33% nella Repubblica Slovacca di posti di lavoro che sono ad altro rischio di automazione ad appena il 6% in Norvegia. In Italia questa quota si attesta attorno al 15%, secondo i grafici pubblicati dall’ente parigino.
Più in generale il lavoro nei paesi nordici appare meno a rischio di automazione, mentre all’opposto le probabilità più elevate riguardano le posizioni con basse qualifiche, come addetti alle cucine, minatori, addetti alle pulizie, nelle costruzioni e nei trasporti.
In sintesi, a salvare ‘capra e cavoli’ sarebbero le economie più avanzate che hanno già raggiunto un’alta automazione nel lavoro, che investono continuamente nella ricerca, che possono produrre beni ad alta tecnologia spesso protetti da brevetti. Lo dimostrano i Paesi dove l’Ocse ha elaborato i picchi di automazione più bassi.

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