martedì, 20 novembre 2018
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Opinioni e commenti
 

Ocse: una patrimoniale per ridurre le diseguaglianze
Pubblicato il 12-04-2018


mense-poveriUna tassa patrimoniale anche in Italia, per ridurre disuguaglianze sempre più evidenti. Lo chiede l’Ocse (Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico), affermando che il paese è uno di quelli dove, dopo la crisi economica dell’ultimo decennio, la disuguaglianza sociale è aumentata di più e la concentrazione di ricchezza verso l’alto è diventata più evidente. Una piramide in cui la base si è allargata ulteriormente a vantaggio di una sempre più ristretta cerchia di ricconi.

L’opinione dell’organizzazione internazionale è scritta nel rapporto ‘The role and design of net wealth taxes’ , nel quale si  spiega che uno dei modi per ridurre più velocemente i divari di ricchezza è l’imposizione della tassa patrimoniale. Una tassa che come dice il nome stesso, colpisce il patrimonio.

L’Ocse esamina l’utilizzo della patrimoniale – attualmente e storicamente – nei paesi membri ed evidenzia tutti i pro e i contro della tassa. I risultati indicherebbero che, in generale, la necessità di adottare “una tassa sulla ricchezza netta” è minima nei paesi dove sono applicate su larga scala le tasse sui redditi e sui capitali personali, comprese le imposte sulle plusvalenze, e dove le tasse di successione sono ben disegnate. In questi casi la patrimoniale potrebbe avere effetti addirittura “distorsivi”.

Al contrario, potrebbe funzionare ed essere utile dove la tassa di successione non esiste e dove le imposte sui redditi sono particolarmente basse. Analizzando l’andamento negli ultimi anni della distribuzione del reddito e della ricchezza a livello internazionale, l’organizzazione sottolinea quindi che “dopo la crisi, sono proseguite le tendenze verso una maggiore disuguaglianza di ricchezza. Dati comparabili per sei paesi Ocse (Australia, Canada, Italia, Paesi Bassi, Regno Unito e Stati Uniti) indicano che, dalla crisi, la concentrazione di ricchezza al vertice è aumentata in quattro di essi (Italia, Paesi Bassi, Stati Uniti e Regno Unito), mentre la disparità di ricchezza nella parte inferiore della distribuzione è aumentata in tutti i paesi tranne il Regno Unito”.

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